Dopo il brusco passo falso contro la Lazio, che aveva visto il Napoli toccare il punto più basso di tutta la stagione, gli azzurri hanno risposto presente nel modo più fragoroso possibile. Il 4-0 rifilato alla Cremonese, un parziale che sta addirittura stretto per la quantità di palle gol create, consiste in una vera e propria dichiarazione d’intenti: una vittoria netta, perentoria, conquistata in una partita mai realmente in discussione e dominata dal primo all’ultimo minuto, aggredendo gli spazi e muovendo il pallone con un’intensità e una qualità tecnica che ha mandato fuori giri il meccanismo difensivo grigiorosso.
Il protagonista assoluto della serata è stato Scott McTominay. L’anglo-scozzese, tornato nella posizione di mediano, ha offerto una lezione magistrale su come interpretare il ruolo di centrocampista moderno. Partendo da una posizione più arretrata, l’ex Manchester United ha trasformato il campo nella sua prateria personale. La sua capacità di leggere gli spazi e inserirsi tra le linee della Cremonese è stata una spina nel fianco costante, una dinamica che ha trovato il suo culmine nel gol del vantaggio: un inserimento fulmineo su assist di un illuminato De Bruyne e una rasoiata chirurgica dal limite che si è insaccata. McTominay non è stato solo un finalizzatore, ma il vero motore della manovra, come testimoniato dal 94% di passaggi riusciti e dall’1.8 xG, con 10 tiri totali e 5 nello specchio. A questo si aggiunge il lavoro sporco, con 7 recuperi palla e 6 duelli aerei vinti. Il numero 8 azzurro ha dunque fuso qualità, quantità e sostanza all’interno di una partita in cui ha inciso notevolmente in entrambe le fasi.
Inoltre, nell’azione che ha portato al gol di De Bruyne, McTominay si è reso protagonista di un gesto atletico fenomenale tenendo miracolosamente in campo un pallone destinato sul fondo tramite una spettacolare acrobazia sulla linea di fondo. Il dominio territoriale si è concretizzato ulteriormente sul finire del primo tempo. Il raddoppio ha portato la firma di Rasmus Højlund, abile a prevalere nel duello fisico con Baschirotto e a trovare la via della rete, pur con la complicità di una deviazione. Ma il Napoli non si è accontentato ed ha mantenuto il piede sull’acceleratore, chiudendo virtualmente i conti con Kevin De Bruyne, autore del suo primo gol su azione con il Napoli.
Altro mattatore della serata è stato Alisson Santos, confermatosi determinante per la sua capacità di conferire alla fase offensiva una dimensione differente, più imprevedibile, fluida e creativa. Il gol dell’esterno offensivo brasiliano nella ripresa, giunto con un tiro rasoterra potente e preciso dal limite, è stato il coronamento di una prestazione fatta di strappi, dribbling e accelerazioni che hanno ridotto ai minimi termini la retroguardia grigiorossa. L’abilità dell’ex Sporting Lisbona nel saltare l’uomo, creare superiorità numerica e puntare il fondo è garanzia di una marcia in più per scardinare le difese avversarie. Altro valore aggiunto di questa prestazione è stato il ritorno di Amir Rrahmani dopo oltre due mesi, la sua presenza ha infatti ridato una solidità difensiva che senza di lui era venuta decisamente meno, permettendo al resto della squadra di spingere con più serenità. Il kosovaro ha anche sfiorato il gol colpendo una traversa di testa.
Napoli che dunque riscatta nel migliore dei modi la brutta prova fornita contro la Lazio ed in attesa di Milan-Juventus è nuovamente da solo al secondo posto in classifica. La serata si è chiusa con un lungo e toccante tributo della Curva B alla squadra. Mentre i giocatori si dirigevano sotto il settore più caldo del tifo, si è percepito un abbraccio collettivo che è andato ben oltre la celebrazione del 4-0, che conferma come la piazza riconosca alla squadra il merito di aver affrontato con resilienza e spirito di sacrificio le tante avversità che questa stagione ha presentato. Mentre i calciatori in campo ricevevano gli applausi dagli spalti, lo sguardo di molti è rimasto fisso sullo striscione esposto proprio dalla Curva B, che recitava: “Al 75° c’è chi va via… E chi non ti abbandonerà mai, nemmeno se tu giocassi in 3ª categoria!”. Un vero e proprio atto d’identità e manifesto d’amore, che ricorda a tutti che il Napoli non è solo un club, ma un legame indissolubile che non conosce orari di uscita né convenienze.
Foto: SSC Napoli
