Napoli-Bologna, gli azzurri cercano la matematica certezza della qualificazione in Champions: torna titolare capitan Di Lorenzo. Rientra tra i convocati anche Vergara

I riflettori dello stadio Diego Armando Maradona si riaccendono per Napoli-Bologna, posticipo della trentaseiesima giornata di Serie A. Può essere serata di verdetti, infatti una vittoria contro gli uomini di Vincenzo Italiano darebbe agli azzurri la matematica certezza della qualificazione alla prossima Champions League ed inoltre li avvicinerebbe ulteriormente alla conquista del secondo posto, che sarebbe garantito anche con sette punti. Parallelamente al campo, l’attenzione è inevitabilmente catalizzata sul grande rebus legato al futuro di Antonio Conte.

Per il bene e la competitività futura del Napoli c’è senza alcun dubbio da augurarsi che il tecnico leccese prosegua la sua avventura all’ombra del Vesuvio. Riavvolgendo il nastro delle due stagioni con lui alla guida, i fatti parlano chiaro. Conte ha preso una squadra reduce da un traumatico decimo posto e l’ha guidata alla conquista di un leggendario Scudetto, compiendo un autentico capolavoro, reso ancor più titanico dall’addio a gennaio di Khvicha Kvaratskhelia, leader tecnico della squadra. Sminuire quel trionfo, derubricandolo a un semplice vantaggio dovuto all’assenza delle coppe europee, risulta un esercizio di retorica sterile. Basta prendere ad esempio il cammino del Milan di quest’anno o della Juventus di due anni fa per capire che non avere impegni infrasettimanali non garantisce affatto la lotta per il titolo.

La verità è che la mano del mister si è vista in ogni momento chiave. In questa stagione il Napoli ha messo in bacheca una Supercoppa Italiana, conquistata peraltro in piena emergenza e attraverso due prestazioni letteralmente dominanti contro Milan e Bologna. Anche in campionato il verdetto è chiaro: la squadra chiuderà con ogni probabilità in seconda posizione, centrando l’obiettivo Champions senza particolari patemi. Tutto questo nonostante un’annata letteralmente falciata da ben 42 infortuni, la maggior parte dei quali con tempi di recupero medio-lunghi. Una vera e propria tempesta che infuria ininterrottamente da ottobre e che ha costretto Conte a reinventarsi tatticamente settimana dopo settimana, dimostrando una capacità di lettura e adattamento fuori dal comune. Ecco perché le cicliche chiacchiere sul “bel giuoco” appaiono ormai stucchevoli. Al di là di un’estetica non sempre brillante, Conte offre una garanzia di risultati che nessun altro allenatore assicurerebbe.

Centrando il piazzamento d’onore in campionato, Conte diventerebbe il secondo allenatore della storia del Napoli a conquistare in un biennio un primo ed un secondo posto e ad affiancare un altro trofeo allo Scudetto. L’unico a riuscirci prima d’ora è stato il mitico Ottavio Bianchi, il quale disponeva di un certo Diego Armando Maradona. Bianchi nella stagione 1986/1987 firmò lo storico double Scudetto-Coppa Italia, per poi chiudere in seconda posizione l’annata successiva (1987/1988).

Soltanto ora, alle battute finali del torneo, l’infermeria comincia finalmente a svuotarsi. Contro i rossoblù si preannuncia il ritorno da titolare del capitano Giovanni Di Lorenzo, assente dal match del 31 gennaio contro la Fiorentina, e si rivedrà tra i convocati anche Antonio Vergara dopo uno stop di due mesi. L’unico indisponibile resta David Neres, la cui assenza ha pesato tantissimo sull’intero girone di ritorno.

Foto: SSC NAPOLI