Durante questa sosta per le partite delle nazionali, non c’è riposo per la Salernitana. Ma stavolta, le partite da vincere non si disputeranno sul campo da gioco, bensì in tribunale, e gli “avversari” dei granata sono due ex: l’esterno offensivo Alessio Cerci, ora in forza all’Arezzo, e Alessandro Rosina, che dopo essersi svincolato dal club campano ha deciso di appendere le scarpette al chiodo.
Per quanto concerne l’ex attaccante di Milan e Atletico Madrid, nella giornata di ieri i il Collegio Arbitrale della Lega B si è riunito in merito l’istanza presentata dal giocatore, il quale ha richiesto che gli venisse riconosciuto il biennale firmato nel 2019 con la società campana, cercando di fare leva sull’illegittimità del dimezzamento. Cerci, rappresentato dall’avvocato De Ruggiero, avrebbe chiesto un risarcimento di circa 2 milioni di euro, anche se non è esclusa l’ipotesi di conciliazione tra parti. Una nuova udienza ora è fissata per il giorno 14 dicembre, in quanto il tentativo di conciliazione avutosi nella giornata di ieri non ha dato esito positivo.
Situazione agli antipodi quella riguardante Rosina, dal momento che, in questo caso, è stata la Salernitana ad adire le vie legali. Il motivo di tale scelta sarebbe stato il rifiuto da parte dell’ex centrocampista alla decurtazione dell’ingaggio proposta a giugno ai tesserati. Rosina fu l’unico, tra giocatori e tecnici, a non accettare questa proposta. Il club campano gli avrebbe allora pagato la mensilità di maggio e giugno, trattenendo però il mese di aprile e metà mese di marzo, dimostrando poi, in fase di iscrizione al campionato, di avere un contenzioso in atto dovuto al periodo di emergenza Covid. Ora il Collegio Arbitrale avrà tempo fino al 15 dicembre per esprimersi in merito ai 40mila euro in ballo.
