“Dietro le quinte” – Iago Falque. A Benevento per il riscatto

L’IDENTIKIT

NOME: Iago Falque Silva

DATA DI NASCITA: 4 Gennaio 1990

LUOGO DI NASCITA: Vigo, Spagna

RUOLO NATURALE: Esterno offensivo sulla corsia di sinistra

GLI INIZI TRA SPAGNA E ITALIA

Talento precoce, Iago Falque all’età di 10 anni comincia già ad attirare su di sé attenzioni illustrissime: entra nelle giovanili del Real Madrid e appena un anno dopo, nel 2001, in quelle del Barcellona, trascorrendo l’adolescenza nella Masià, il settore giovanile blaugrana tradizionalmente tra i più importanti ed efficaci al mondo. Lì affina la sua tecnica e nel 2008, al compimento della maggiore età, compie la coraggiosa scelta di trasferirsi in Italia, più precisamente alla Juventus: ai bianconeri ottiene solo qualche convocazione in prima squadra e per due anni gioca nel campionato primavera, vincendo altrettanti Tornei di Viareggio al fianco di una futura stella e orgoglio campano Ciro Immobile.

L’AVVENTURA OLTREMANICA E VARI PRESTITI

Nella stagione 2010/11 viene ceduto in prestito al Villareal tornando dunque nel suo Paese d’origine: viene usato solo nella formazione “B” in Segunda Division, e ha finalmente la sua prima opportunità tra i professionisti, culminata col buon bottino finale di 11 reti. Attira le attenzioni del Tottenham, in Premier League, che decide di prelevarlo in prestito con diritto di riscatto nell’estate 2012. Qui vive 6 mesi difficili dove viene usato come semplice gregario, solamente 5 presenze e tutte in Europa League (debuttando dunque in una competizione internazionale) e a Gennaio viene prima riscattato e poi ceduto subito in prestito al Southampton, allora in seconda serie, non trovando comunque continuità.

Tornato al Tottenham il copione è pressapoco lo stesso, gioca solo in Europa League e in Premier gioca 5 minuti in 6 mesi, nuovo prestito a Gennaio questa volta ancora in Spagna, all’Almeria in Segunda Division: finalmente riesce a rivestire un ruolo da protagonista e a fine anno aiuta la squadra ad ottenere la promozione in massima serie. In estate arriva un altro prestito in Spagna, questa volta proprio in Liga al Rayo Vallecano: nonostante non segni molto mette in mostra delle promettenti abilità e contribuisce alla salvezza della formazione ispanica, attirando le attenzioni di vari Club su di sé.

LA NUOVA PARENTESI ITALIANA

Decide dunque di lasciarsi definitivamente alle spalle il calcio inglese e di tornare in Italia, e lo fa nel Genoa allenato da Giampiero Gasperini: qui vive probabilmente l’annata migliore della sua carriera, il gioco del mister è improntato sulla valorizzazione dei giovani e sulla libertà di espressione degli elementi tecnicamente dotati, in più il suo 3-4-3 è ideale per un esterno come Iago Falque, che realizza ben 13 goal e trascina il Genoa al sesto posto finale da outsider. L’annata è così convincente da portare la Roma a puntare sull’arrembante esterno spagnolo e a sborsare per lui 8 milioni.

La grande opportunità in una big del nostro calcio non va come sperato: la concorrenza spietata nel suo reparto si fa sentire, e se con Rudy Garcia riesce a giocare comunque con buona continuità, a debuttare in Champions trovando anche un goal contro il Bayer Leverkusen, ma con l’arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina e di Stephan El Shaarawy nel suo ruolo, Iago finisce praticamente ai margini della rosa. Deluso per il minutaggio inesorabilmente ridotto, finisce col trasferirsi dopo un solo anno nella capitale, e va in prestito con diritto di riscatto al Torino: qui trova sulla panchina Sinisa Mihajlovic, altro allenatore bravissimo nella valorizzazione dei giovani e infatti con lui Iago si trova benissimo, vive un’annata da assoluto protagonista con 12 reti e tanti assist che aiutano Andrea Belotti a trovare la via della rete con incredibile continuità.

Ovviamente viene riscattato, e anche nella stagione successiva continua a far bene e a segnare un buonissimo numero di reti, tuttavia il Torino in campionato arranca e Mihajlovic dopo un deludente girone d’andata viene esonerato per far posto a Walter Mazzarri, tecnico dai dogmi tattici ben precisi e dalla gestione accurata, maniacale e conservativa dei giocatori a disposizione che mal si sposa con l’estro raffinato dello spagnolo, che infatti se nei primi tempi mantiene comunque delle buone medie, con l’avvio della stagione 2018/19 cala vistosamente, anche a causa di una serie di problemi fisici, trovando la via del goal in sole 6 occasioni.

L’annata successiva nonostante gli venga affidata la casacca numero 10 va anche peggio, gioca solo 5 partite in 6 mesi tra campionato ed Europa League anche a causa di problemi fisici e nel mercato invernale torna al Genoa, il Club che lo aveva meglio capito e coccolato, in prestito secco. Tuttavia la realtà genoana nei quattro anni e mezzo in cui è stato via è molto cambiata, la rosa non è all’altezza della prestigiosa storia dei rossoblu e anche qui non trova una continuità a livelli soddisfacenti, segna 2 reti e ottiene una salvezza risicata all’ultima giornata.

Approda infine quest’estate al Benevento, sempre con la formula del prestito, con l’incarico di dare a Filippo Inzaghi un jolly prezioso in attacco che possa far saltare gli schemi, segnare e far segnare i compagni. Per il momento ha giocato solo 1 partita, contro il Bologna del suo ex allenatore Mihajlovic, ed è stato annoverato tra i migliori per la grande propensione al sacrificio che ha dimostrato, anche in fase di ripiego; poi un infortunio lo ha di nuovo fermato, ma la sensazione è che appena potrà tornare in campo darà una mano preziosissima ai giallorossi a dare una svolta alla loro stagione, il contesto sembra essere ideale per le sue caratteristiche e l’ambiente ha fiducia in lui, a 30 anni Iago Falque può vivere in Campania una seconda parte di carriera ricca di soddisfazioni.