Mauro Esposito a CNP: “ Sono stato ad un passo dal Napoli, era il mio sogno. Vi racconto la mia prima convocazione in nazionale. Zola? A fine allenamento…”. Video

Mauro Esposito, partito da Polvica di Nola, piccolo comune in provincia di Napoli,  è arrivato a vestire le maglie di Roma e Cagliari in serie A, oltre ha vestire la maglia della nazionale italiana.  L’attuale tecnico dl Pescara under 13  ha rilasciato interessanti dichiarazioni nel corso della diretta Instagram di Campanianelpallone. Il talento campano, inserito nella Hall of fame della società sarda, ha ripercorso le tappe della sua carriera regalando agli spettatori aneddoti su Zola, Riva e Totti.

Oltre alle complicazioni causate da numerosi infortuni in carriera, impossibile non nominare quel pizzico di delusione al momento di un trasferimento, dato per fatto, al Napoli.

 “Fui tanto vicino al Napoli quando c’era come direttore Pierpaolo Marino, a gennaio. Avevo sentito tutte le ore Pierpaolo, il calciomercato finiva alle 7. Non so ancora il motivo per il quale non si sia fatto il trasferimento. Ci rimasi male perché avevo visto il secondo scudetto del Napoli in curva B. Penso sia il sogno di qualsiasi ragazzo un giorno vestire la maglia della propria città. C’è comunque un peso: c’è odio e amore, però non ti nascondo che ci sono rimasto male.” Ciononostante, le occasioni per giocare al San Paolo non sono mancate, ma su questo Esposito ammette: Con il Napoli era sempre una gara particolare.. Al San Paolo sbagliai un gol facilissimo a porta vuota. Ma quando giocavo in quello l’emozione era a mille. Quando salivo gli scalini del terreno di gioco era inevitabile l’emozione, perché il Napoli l’avevo sempre vissuto dall’alto. Anche se hai fatto tante partite in serie A, contro il Napoli le gambe ti tremano lo stesso.

Nei confronti della capitale d’Italia, Mauro Esposito non poteva che manifestare affetto nei confronti ei tifosi e riconoscenza per una società che gli ha permesso l’esordio in Champions. In quell’avventura, dell’ex capitano Francesco Totti ricorda una delle caratteristiche che non ha ritrovato in alcun giocatore: “Una delle sue caratteristiche che non ho visto in nessuno: riusciva a darti il pallone anche di spalle. Lì ce l’hai di natura il talento”.

Grazie alla sua bravura e alla sua determinazione, Esposito è arrivato anche a vestire la maglia della Nazionale, rimediando un brutto infortunio nel biennio precedente al Mondiale del 2006 e senza il quale, con molta probabilità  avrebbe preso parte alla spedizione. Curioso l’aneddoto sulla prima convocazione, dopo un Cagliari-Brescia di campionato, al 4° turno. “A fine partita in macchina con mia moglie squillava il telefono: era anonimo e risposte mia moglie. Mi disse – è Gigi Riva – e io le dissi – Avrà sbagliato, Gigi Riva che chiama Esposito. Dopo un minuto, risquillò il telefono: “Domani mattina dobbiamo partire alle 8 per Coverciano, sei stato convocato in Nazionale”.

Infine, immancabile l’aneddoto su Gianfranco Zola, suo compagno di squadra e suo amico. “Zola me lo sono goduto di più. I gol che ho fatto son merito suo. Mi diceva sempre: “Mauro ti fai un movimento e io ti do il pallone”. Appena aveva la palla riusciva a metterla proprio perfetta. Con Gianfranco si mettevamo seduti a terra con la squadra a vederlo battere le punizioni. Su 10 punizioni forse ne sbagliava due: ad ogni gol partiva l’applauso.”