Benevento- la storia di Ciro Vigorito: la scalata al successo e lo stadio a lui dedicato

Nel lungo e tortuoso cammino della vita le sfide che si presentano davanti a noi sono molteplici e se il famoso detto “nessuno si salva da solo” cela dietro di se un fondo di verità, allora è fondamentale avere al proprio fianco qualcuno in grado di supportarci ed indicarci la via da seguire, contribuendo a plasmarci insegnandoci lezioni che custodiremo per tutta la vita e rivestendo un ruolo di maestro ma anche di amico, o perché no fratello: proprio nel caso di Oreste Vigorito, Presidente attuale del Benevento, un ruolo cruciale nei suoi successi personali ed imprenditoriali è stato rivestito dal fratello maggiore, colui che oggi presta il proprio nome allo stadio sannita, vale a dire Ciro Vigorito.

Nato ad Ercolano il 6 Maggio 1939, cresce serenamente insieme all’inseparabile fratello minore Oreste nutrendo una forte passione per lo sport e per il giornalismo, che coltiverà con cura per moltissimi anni anche se le soddisfazioni saranno precedute da una lunga gavetta che lo vedrà lavorare come dipendente dell’Inps: vive per un periodo a Vicenza per poi tornare in Campania, più precisamente ad Avellino, città dove abiterà per sempre e proprio da qui comincerà a realizzare il suo sogno: fonda Radio Alfa, una delle primissime radio private irpine, e l’ottimo lavoro svolto in queste vesti convincerà la sede dell’Inps di Via Roma a nominarlo responsabile dell’ufficio stampa.

Sorprendentemente comincia a farsi un nome, e nel 1985 addirittura l’Avellino Calcio (all’epoca in Serie A) gli offre il posto di addetto stampa del club, che manterrà per vari anni fino alla sua decisione inaspettata e coraggiosa di buttarsi nel mondo imprenditoriale insieme al fratello Oreste, dedicandosi dal 1993 principalmente all’energia rinnovabile: come vi abbiamo già raccontato nella biografia di Oreste l’IVCP (Italia Vento Power Corporation) ottiene in poco tempo un successo esponenziale nel settore, diventando un fiore all’occhiello dell’energia eolica nel Belpaese e fatturando annualmente una cifra che si aggira intorno ai 250 milioni di euro.

Il segreto dei fratelli Vigorito oltre alle enormi competenze gestionali è senz’altro la costante coesione dei due, i quali in un mondo di “squali” e di lupi solitari sono in grado di sostenersi e fare squadra, l’uno rende l’altro più forte, per anni remano nella stessa direzione anteponendo il successo aziendale alla gloria individuale, fattori che contano e pagano in ogni ambito della vita ma che vanno a braccetto soprattutto con molti sport, tra cui senza dubbio vi è il calcio: i due decidono quindi di tentare la fortuna nello sport che rappresenta una delle loro passioni più grandi, e nel 2006 acquistano il Benevento, all’epoca in Serie C2: con Oreste nelle vesti di Presidente e Ciro in quelle di Amministratore Delegato il Club risale rapidamente, al secondo anno vincono la C2 venendo promossi in terza serie e in quest’ultima sfiorano più volte la prima storica apparizione in B, riaccendendo la passione dei tifosi che si era andata a sopire nel corso degli anni, affermandosi come una realtà professionistica di tutto rispetto e con ampi margini di miglioramento; Ciro peraltro è anche responsabile del settore giovanile e svolgerà anche qui un lavoro eccelso, culminato nella storica vittoria in data 2009 da parte dei berretti nel campionato nazionale, garantendo al Club una vetrina importantissima a livello mediatico, un primo e decisivo passo nell’ascesa del Benevento che verrà.

La vita però non di rado sa essere imprevedibile, gli alti e bassi ci colgono spesso impreparati e può capitare purtroppo che quando si è sul punto di volare ci si ritrova a toccare improvvisamente il fondo, in maniera inesorabile e definitiva: il 26 Ottobre del 2010, all’età di 71 anni, Ciro si spegne tragicamente a causa di una terribile malattia con la quale lottava da alcuni anni e che aveva condiviso solamente con i suoi cari; ha affrontato la battaglia più importante della sua vita come aveva sempre fatto tutto, in punta di piedi, in silenzio ma a testa alta, non voleva che quella terribile notizia potesse scuotere in negativo la creatura che lui e suo fratello stavano faticosamente costruendo, e quel trionfo dei ragazzini nella stagione 2008/09 col senno di poi sembra quasi rappresentare un’eredità, il suo simbolico testamento e il suo personalissimo modo di salutarci tutti. L’anima di Ciro vive tutt’oggi nell’ambiente sannita, Oreste deciderà di intitolare lo stadio dei giallorossi alla sua memoria e nonostante molte difficoltà iniziali dovute alla perdita del suo costante punto di riferimento riuscirà negli anni a portare al termine la loro missione, il Club arriverà a calcare addirittura i campi della Serie A e a breve potrebbe ritornarci.

La storia di Ciro è speciale non solo perché fatta di tanta gavetta e di successi raggiunti col tempo, ma perché ci insegna l’importanza di un concetto importantissimo in inglese esplicato come “know your role”, che si traduce in “conosci il tuo ruolo”: Ciro negli anni ha rappresentato per suo fratello un vero e proprio pilastro, lo ha affiancato nella sua carriera rivestendo il ruolo di consigliere e assistente in maniera egregia, è stato il braccio destro di cui ognuno di noi avrebbe bisogno, ha capito che il ruolo di protagonista (facendo un parallelismo cinematografico) spettava al consanguineo per attitudine e destrezza negli affari, ragion per cui mette le proprie conoscenze al suo servizio e lo affianca senza chiedere dimostrazioni pubbliche di riconoscenza, senza andare alla ricerca vana delle luci della ribalta, tanto ricercate dall’animo umano quanto fini a se stesse.

Ciro Vigorito ha saputo essere il Robin del suo personalissimo Batman, lavorando spesso lontano dai riflettori ha contribuito in maniera inequivocabile a porre le basi dello straordinario Benevento che vediamo oggi e del suo egregio Presidente, il quale non sarebbe lo stesso se non avesse avuto come guida la sua spalla speciale, in grado di insegnarci che probabilmente anche noi dovremmo prendere spunto dalla sua storia e mettere i nostri talenti al servizio del mondo, onorando al meglio il suo credo e la sua eredità più grande di tutte: l’arte di saper essere il numero 2.

Pio Perna