Il tecnico del Saviano, Natale Minichini, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Campania Nel Pallone affrontando il tema Coronavirus che ha scosso il mondo del calcio e parlando dei grandi risultati ottenuti dalla squadra, attualmente prima in classifica nel girone C di Promozione campana.
Com’è andato il periodo di quarantena? Quanto è stato difficile stare lontani dai campi di allenamento?
“Per noi che siamo abituati a stare sui campi di calcio è stata dura perché parliamo di una situazione tragica che non si era mai verificata e che si è portata dietro tanti morti. Peccato perché stavamo facendo un bel campionato, mancava poco per arrivare al traguardo.”
Come ha preso la scelta in Germania di ricominciare a giocare? E cosa pensa della situazione in Italia?
“Ci dev’essere una ripresa, ma ora mi sembra un po’ tutto falsato. Se hai visto le partite in Germania, i calciatori avevano paura di arrivare al contatto. Anche da parte loro c’era un po’ di paura, ma è giusto riprendere con il calcio, perché non bisogna dimenticare che il calcio è la terza forza economica al mondo, dove girano parecchi interessi, parecchi soldi e parecchi posti di lavoro.”
A breve dovrebbero arrivare importanti novità da parte della Lega Dilettanti. Quali decisioni pensa possano essere prese, considerando che il Saviano è primo in classifica?
“Questo è difficile stabilirlo: non vorrei essere nei panni di chi deve decidere. E’ una scelta difficile, perché come il Saviano ci sono società importanti come il Palermo, la Turris, l’Afragolese che sono prime. Tuttavia, non vedere il Saviano in Eccellenza sarebbe una delusione visto il campionato che stavamo facendo e dove credo mancasse poco per coronare un sogno. Ci saranno contenti e scontenti, da parte nostra ci auguriamo che di poter festeggiare.”
Da un punto di vista economico come sarà la ripresa?
“Sarà dura, anche perché ci sono molte società che devono dar conto a numerosi sponsor con questa crisi che c’è stata e che credo ci sarà anche nella terza fase. Molte società rischiano di non andare avanti e sarà un peccato perché non vedere molte società partecipare ai prossimi campionati sarebbe una delusione. Speriamo che per lo meno ci sia un aiuto da parte della Federazione soprattutto per quanto riguarda le iscrizioni delle società che si trovano più in difficoltà”
Il Saviano ha vinto 19 gare sulle 24 giocate, 4 sconfitte e un pareggio. Il segreto di questo enorme lavoro che c’è dietro questa squadra quale potrebbe essere?
“Il segreto è stata la programmazione, continuare su un gruppo che ha fatto bene la passata stagione incrementandolo con 4-5 giocatori di categoria e di esperienza che hanno dato un valore aggiunto a questa rosa. La società ha fatto la sua parte in quanto forte, in gamba e competente e ci ha permesso di lavorare al meglio. Nel girone d’andata abbiamo fatto molto bene con una leggera pressione ad inizio girone di ritorno. Ma alla fine mancava poco per l’Eccellenza, che ci sembrava a portata di mano.”
Ci sono buone probabilità di vederlo ancora sulla panchina del Saviano?
“Ci auguriamo innanzitutto di tornare quanto prima a giocare. Con la società c’era un discorso avviato prima della pandemia. Vedremo i loro programmi, come ne usciranno dalla pandemia, ma da parte mia c’è volontà di rimanere poiché parliamo di una società competente che cerca sempre di programmare anticipatamente.”
Quale può essere la differenza che c’è fra la serie maggiori come la serie C e quelle inferiori?
“Sicuramente la differenza la fa la mentalità, la voglia, la programmazione di fare calcio a 360°. La mentalità è la base fondamentale di qualsiasi atleta e di qualsiasi società.”
Ci si sta avvicinano ad un calcio più moderno in cui si predilige il possesso palla. Secondo lei è meglio allenare dei ragazzi sulla tecnica individuale o farli rientrare in un meccanismo in cui ognuno fa la sua parte?
“Sono del parere che devi avere un’idea di gioco, devi far capire il tuo credo e il tuo modo di vedere il calcio. Il singolo ti permette di aggiungere qualità alla squadra, però avere un sistema di gioco, un’idea di gioco, favorisce un meccanismo. Il singolo può farti vincere una partita, ma è il collettivo che ti fa vincere di campionati. La qualità del singolo nel collettivo ti fa la differenza negli ultimi metri. Il gioco collettivo dev’essere abbinato alla qualità del singolo.”
Nel calcio di Promozione si cerca di far prevalere le proprie idee di gioco o si legge spesso lo schieramento avversario?
“Per quanto mi riguarda, cerco sempre di far andare avanti la mia idea di calcio. E’ normale che l’occhio alla squadra avversaria ci sia sempre, conoscendone i punti deboli e punti cardine. Sia per quanto riguarda il campionato di Promozione che quello di Eccellenza c’è una buona qualità di gioco: ci sono allenatori bravi che si aggiornano continuamente. Si esprime un bel calcio.”
Montagnolo (attaccante Cimitile) dichiarò che c’è un diverso affetto verso questa categoria perché non ci sono interessi così grandi. E’ d’accordo?
“Sono d’accordo. Molte volte lo si fa molto per passione, per voglia e per amore verso questo sport. E’ molto più bello secondo me, perché lo si fa con molta più passione.”
Marco De Luise
