Empoli-Benevento è la sfida che può sancire la matematica certezza della serie A per le streghe e aprire le danze ai festeggiamenti, secondo il piano concordato da Prefetto, sindaco e rappresentanza dei tifosi della città campana. Trasferta non facile per la squadra di Inzaghi che ha sottolineato quanto l’Empoli fosse favorito per le zone alte della classifica per l’organico costruito a inizio stagione. Al Benevento mancano 3 punti: in caso di vittoria, la squadra sarà prona a sfilare sabato in città e riconciliarsi con i propri tifosi nel segno della A.
PRIMO TEMPO
La partita comincia con la squadra di casa pronta ad imporsi sul terreno di gioco. Al 5′ minuto Antonelli serve Ciciretti che calcia da posizione favorevole, ma Tello salva in extremis. Cinque minuti più tardi un tiro cross di Tutino impegna Montipò, in una fase di gara che vede le due squadre in perfetto equilibrio. Al minuto 26, l’ex Napoli Maggio prova la discesa personale incrociando con un tiro che finisce non distante dalla porta difesa da Brignoli, il portiere accpagna con lo sguardo. Al 27′ e al 33′ è doppia occasione Benevento: ci prova prima Insigne con un sinistro che per poco non sorprese il portiere della squadra toscana; successivamente l’occasione è sui piedi di Sau che ad incrociare sfiora il vantaggio a Brignoli battuto. L’unica occasione per l’Empoli capita al minuto 40: il mancino di Frattesi, però viene respinto comodamente da Montipò. Primo tempo in cui regna l’equilibrio con porzioni di gioco in cui la squadra di Inzaghi ha provato ad alzare i ritmi.
SECONDO TEMPO
La ripresa vede le due squadre bloccate e congelate sul punteggio di 0 a 0. Da entrambe le parti mancano le iniziative dei giocatori più tecnici, sopratutto in fase offensiva. Dopo una conclusione di Tutino, neutralizzata facilmente da Montipò al minuto 61 e dopo il tiro cross di 5 minuti più tardi affidato ai piedi esperti di Maggio, le occasioni ghiotte capitano tutte negli ultimi 20 minuti di gioco. Al 70′ Montipò risponde presente su un tiro di Henderson, che rischia di portare in vantaggio i suoi. Al minuto 87 l’occasione più importante arriva sui piedi di Improta: il calciatore con la maglia numero 16 viene respinto a tu per tu da un super Brignoli, sicuro in uscita.
Un punto per uno non fa male a nessuno. Sicuramente non al Benevento che non fa che rimandare la festa, magari in casa, a lunedì, quando la capolista affronterà la Juve Stabia, reduce dalla sconfitta interna con il Livorno per 3 a 2. Un derby campano che può trasformarsi, finalmente, nella tanto attesa festa che vede la società di Vigorito, vanto per lo sport campano, tornare nella massima serie nella volontà di lottare per la salvezza ed evitare di ritornare l’anno prossimo a giocare nuovamente di sabato. Questione di giorni, ore, minuti, attimi prima di una festa per un campionato che non ha visto alcuna lotta, che non poteva vedere esito diverso. Come quando si tira un calcio di rigore, aspettando con ansia la rincorsa e il momento in cui il pallone entra in porta. Fra poco città, società, allenatore, giocatori, dirigenti ed istituzioni potranno gioire orgogliosi della realtà di Benevento che, per ora ufficiosamente, ritorna in A, fra le grandi, pronto a farsi rispettare.
EMPOLI: Brignoli; Maietta, Romagnoli, Antonelli (80′ Balkovec), Fiamozzi; Henderson, Ricci (29′ Stulac), Frattesi (69′ Zurkowski); Ciciretti (46′ Bajrami), Tutino, Mancuso (69′ Moreo). All. Pasquale Marino
BENEVENTO: Montipò; Maggio (85′ Letizia), Tuia, Caldirola, Barba; Hetemaj, Schiattarella; Tello (75′ Del Pinto), Insigne (88′ Kragl), Sau (75′ Improta); Moncini (84′ Coda). All. Inzaghi
Ammoniti: Crotone: 9′ Ricci, 57′ Henderson; Benevento: 71′ Andrès Tello
Espulsi: –
Marcatori: –
Arbitro: Ivano Pezzuto
