Presentazione della SSD Portici, Domenico Panico: “Un onore poter rappresentare una città così importante. Primo obiettivo? Mantenere la categoria, poi chissà…”

Gennaro Arpaia, addetto stampa del Portici, presenta la conferenza del nuovo allenatore del Portici, Domenico Panico al bar La Conchiglia di Portici.

La parola a Domenico Panico:

“Vorrei fare due premesse: voglio ringraziare la società per l’opportunità. L’anno scorso è stato il Virtus Volla a credere in me. Ci sono state situazioni particolari, ma ringrazierò sempre la società per avermi fatto svolgere un lavoro eccellente, mi hanno permesso di mettermi in mostra. È una premessa doverosa.

Il Portici mi darà una opportunità diversa, sono giovane ed ambizioso. La società mi ha voluto fortemente e con eleganza. Non ha mai provato a fare giochetti particolari. Voglio iniziare quest’avventura nel miglior modo possibile. Una sera sono venuto in macchina e ho girato un po’ la città. Il pensiero di poter rappresentare una città così importante è un onore.

Ringrazio il preparatore atletico, Tommaso Sorrentino, ringrazio il mio mister, l’allenatore in seconda, Alessandro Castiglia, ringrazio la società che mi ha permesso di far entrare un giovane come Umberto Raia, match analyser, e Domenico Panico, mio cugino, che svolgerà il ruolo di nutrizionista. Ringrazio mister Mattiacci per aver traghettato questa squadra, è un mister serio e professionale, a lui un forte in bocca al lupo.”

Il primo obiettivo è quello di un calcio che possa ripartire a porte aperte. La prima cosa che ho detto alla società, al San Ciro, è che il campionato si fa tra di noi, bisogna lavorare in simbiosi con i pregi e con i difetti, bisogna unire le proprie forze e fare quadrato, da qui parte il lavoro. Un allenatore può fare poco se la società non è solida e non ha un unico obiettivo. Vedo che stiamo lavorando bene.

Cercheremo di fare un determinato tipo di gioco, prometto tanto impegno. Cercheremo di avere un’impronta qualitativa del gioco. È fondamentale avere in squadra calciatori esperti, è importante il binomio giovani-giocatori di esperienza. Con un attaccante di categoria possiamo far crescere i serbatoi di giovani che abbiamo in squadra. Abbiamo la fortuna e la bravura di avere instaurato grandi rapporti con le società, ma il primo obiettivo è valorizzare calciatori di qualità.

Non mi piace parlare di regola under per la serie D, dev’essere un obbligo far giocare calciatori con più qualità che possono ambire a giocare fra club professionistici. E piano piano, chissà, potremmo anche ambire a qualcosina in più. Vogliamo dare continuità. La squadra passata è stata costruita bene. Stiamo lavorando con la società per Onda e per i fratelli Improta.

“Mister come ha trovato i ragazzi post lockdown, dopo quello che abbiamo vissuto, da un punto di vista fisico e atletico?”

Per ora ho lavorato principalmente con i giovani, ma abbiamo parlato con Bisceglie, con Nappo, abbiamo distribuito schede fisiche con il nostro preparatore fisico. I nostri giocatori sono stati sempre in attività, dalla fine di aprile. Inizieremo un pochino prima per cercare di capire le condizioni, con qualche test, ma posso già dire che la squadra è già pronta per partire.