Benevento: il mercato dalla A alla Z e la lista comunicata alla Lega

Si doveva evitare quanto successo tre anni fa, quando forse la squadra costruita per affrontare per la prima volta la serie A non fu all’altezza della competizione, ed è stato evitato. Il mercato del Direttore Sportivo del Benevento, Pasquale Foggia, è stato mirato, programmato, attento a portare nel Sannio non soltanto calciatori che potessero essere in linea con l’obiettivo salvezza, ma anche quelli che sposassero la maglia e che fossero principalmente professionisti in grado di contribuire umanamente alla causa della società di Vigorito. D’altronde, proprio il patron, ha ripetuto più volte ai microfoni della stampa quanto la passione nel calcio si traduca in umanità, quel valore primo che dev’essere il massimo comune denominatore staff, dirigenti e calciatori, uniti nell’unico obiettivo di far crescere la realtà sportiva del Benevento.

I colpi di mercato del Benevento, infatti, riflettono tutti queste caratteristiche.
A partire da Kamil Glik, uomo d’esperienza, artefice di quel Torino che arrivò ad essere protagonista in Europa League e di quel Monaco che tornò sul tetto di Francia vincendo la Ligue 1. Un calciatore che arricchisce il reparto difensivo con la sua esperienza, caratteristica che serve quando c’è da prendere per mano uno spogliatoio in quei momenti che – ammettiamolo, ci saranno – il morale delle Streghe non sarà proprio al top. Come un padre con i propri figli, così Glik può trasmettere insegnamenti ai compagni che possono essere preziosi per una squadra che non ne vuole sapere di rischiare la retrocessione; Daam Foulon, scommessa importante su cui ha puntato Foggia, ha fatto già capire quanto sia in grado di sostenere le pressioni dei campi di A, malgrado si tratti di un classe ’99, pronto con caparbietà a mettersi in gioco.

Il centrocampo di mister Inzaghi è stato arricchito grazie all’acquisto di due calciatori che hanno permesso maggiore gamba e maggiore fisicità alle manovre offensive delle Streghe. Artur Ionita, ex Cagliari, ha addosso il marchio di un calciatore infaticabile, capace di offrire ai suoi compagni gambe, polmoni e la determinazione tipica di chi non molla mai; non tanto diverso per caratteristiche è Bryan Dabo, sin da subito affascinato dai colori del Vigorito, quando sul campo, nel giorno del suo arrivo, pronunciò un timido ‘è bellissimo…’, felice come un bambino quando ha appena comprato un giocattolo. Ma dietro un amore già sbocciato con il Benevento, c’è un calciatore pronto a combattere a centrocampo con la sua fisicità e abile nelle ripartenze a far salire la squadra. Avere due calciatori che sono pronti a sradicare palloni agli avversari è utile ad una filosofia calcistica condita da forte pressing sulle difese avversarie e volontà di tenere il comando sulla partita.

Il reparto offensivo, invece, è segno di un capolavoro di Foggia: se non si pensasse al Benevento come una squadra neopromossa, sembrerebbe, infatti, quello di una squadra di A di media classifica. La scelta ricaduta su Gianluca Lapadula è stata determinata dalla volontà di portare alla corte di Inzaghi un calciatore che lottasse su ogni pallone e che non conoscesse il verbo arrendersi. L’ex Lecce ha nelle corde la grinta e la determinazione, tipiche di un attaccante che può trascinare e, oltre che mettersi a disposizione della squadra, bravo anche in fase realizzativa; se poi ad accompagnare l’italo-peruviano ci sono i talenti di Gianluca Caprari e Iago Falque, si capisce quanto il Benevento sia stato costruito per volere ad ogni costo la salvezza. Lo spagnolo è ancora tutto da scoprire, avendo disputato pochi minuti con la maglia delle Streghe, ma l’ex Sampdoria e Parma è già diventato una pedina importante dello scacchiere di Inzaghi, abile nel giocare tra le linee, accentrandosi dalla sua posizione usuale di esterno (il lavoro di Sau).

Si può dire che Iago Falque è stata la ciliegina sulla torta di un mercato che lascia ben sperare per un esito, ci si augura, diverso rispetto a quello di tre anni fa. Ma se in quella stagione, emozionante se si pensa agli applausi finali del Vigorito, triste se si pensa alla retrocessione, il primo punto arrivò dopo ben 14 giornate – Brignoli spiccò il volo dell’angelo, scrivendo il finale di una giornata storica – quest’anno i 6 punti nelle prime tre gare aprono alla speranza di uno scenario diverso. E’ il merito è tutto di una società che ha al primo posto la parola unione, un grande aggeggio in cui ogni meccanismo funziona oliato alla perfezione dal presidente Vigorito, che – lo si capisce dalle sue parole – pone al primo posto la passione e l’amore per la sua città, piuttosto che il business che ruota intorno al mondo del calcio. Perché sì, società e città di Benevento, sono da sempre state da serie A…

Intanto nel pomeriggio è stata resa nota dai colleghi di Ottopagine, la lista dei 28 calciatori a disposizione di mister Inzaghi per la stagione 2020/2021: la lista che segue si compone di 21 calciatori over, più il numero illimitato di under che nel Benevento ammonta a 7. Tre i calciatori tenuti fuori rosa: si tratta del portiere Ghigo Gori, il cui regolamento permette l’inserimento a stagione in corso al posto di un qualsiasi altro membro della rosa; discorso differente per Del Pinto e Volta: sfumata la cessione per il primo alla Salernitana, anche per Volta, alle prese con un infortunio, la questione è da rimandare a gennaio.

Portieri: Montipò, Manfredini, Lucatelli;
Difensori: Caldirola, Maggio, Tuia, Letizia, Glik, Barba, Foulon, Pastina;
Centrocampisti: Tello, Viola, Dabo, Schiattarella, Ionita, Hetemaj, Basit, Masella, Sanogo;
Attaccanti: Lapadula, Improta, Insigne, Caprari, Moncini, Sau, Di Serio, Iago Falque;

Considerata come 17 calciatori senza condizioni, 4 formatisi nel vivaio italiano e 4 formatisi nel vivaio del club (over), il numero è fermo a 21, non avendo il Benevento calciatori formatisi nel proprio vivaio al di sopra dei 22 anni. Infine, i 4 del vivaio italiano sono: Letizia, Schiattarella, Improta e Insigne.