Continua il momento no in casa Avellino, che dopo le partite rinviate causa Covid rientra in campo per affrontare il Catania in una sfida che poteva significare rialzare la china per entrambe le formazioni. L’Avellino parte abbastanza bene, per i primi 10 minuti mantiene il pallino del gioco in mano anche se non crea grossi pericoli per i siciliani; intorno al quarto d’ora di gara gli ospiti si svegliano e hanno due chance in pochi minuti con Pinto e Silvestri, ma si resta in parità. In generale è un primo tempo povero di emozioni e che vede soprattutto l’Avellino incapace di far male agli avversari e commettere molti errori in fase di impostazione; brivido nel finale con Leoni che deve compiere una paratona per impedire a Pecorino di portare il Catania in vantaggio.
Secondo tempo che comincia con i rossazzurri arrembanti e dopo 5 minuti la partita viene sbloccata: Welbeck tenta una conclusione che viene deviata in maniera sfortunata e decisiva da Miceli, autogoal e Avellino sotto. I padroni di casa non riescono ad avere una reazione, dovrebbero portarsi in avanti ma in realtà è sempre il Catania a fare la partita e al minuto 67 trova anche il 2-0 con un colpo di testa di Pecorino che si prende la “rivincita” su Leoni che adesso non può nulla. Avellino non pervenuto, incapace di rendersi pericoloso o di costruire azioni ben manovrate e anzi rischia anche di subire il tris degli avversari; al novantesimo Maniero trova la rete che accorcia le distanze e ravviva il finale della partita con una grandissima conclusione all’angolino, ma non c’è niente da fare: il Catania vince 2-1.
Senza dubbio il peggior Avellino di questa stagione, partita dominata per lunghissimi tratti dai siciliani che sfruttano al massimo le occasioni avute nella ripresa e tengono benissimo botta in fase difensiva non rischiando mai più di tanto; i Lupi sono riusciti a segnare con Maniero ma si tratta di una giocata estemporanea, non si sono mai viste azioni ben costruite e pericolose e per la prima volta in stagione sono sembrati inermi davanti agli avversari. Sicuramente le molte assenze non aiutano, ma Braglia dovrà essere bravo a tenere il gruppo compatto e soprattutto mantenere intatta la convinzione nei propri mezzi del gruppo, per non buttare alle ortiche quello che era stato un avvio di stagione spumeggiante.
