L’IDENTIKIT
NOME: Bryan Boulaye Dabo
DATA DI NASCITA: 18 Febbraio 1992
LUOGO DI NASCITA: Marsiglia, Francia
RUOLO: Centrocampista centrale, mediano
I PRIMI PASSI IN FRANCIA
Entra da giovanissimo nelle giovanili del Montpellier, dove mette in mostra le caratteristiche che lo renderanno famoso col passare degli anni, il fisico prorompente rispetto ai pari età misto alle buone abilità nell’impostazione di gioco. Debutta tra i professionisti nel 2010, all’età di 18 anni, ma essendo chiuso dagli altri centrocampisti della rosa viene lasciato crescere nei campionati giovanili dove riesce anche a guadagnarsi convocazioni nelle nazionali minori francesi. Nel 2011/12 vince la Ligue 1 nonostante il suo ruolo marginale nella squadra, l’anno successivo entra abbastanza stabilmente nelle rotazioni e fa vedere il suo potenziale anche tra i professionisti. Dopo una fugace esperienza in prestito al Blackburn, nella Serie B inglese nel 2014, torna per la stagione 2014/15 al Montpellier stavolta guadagnandosi un posto da titolare e segnando le sue prime reti nel calcio dei grandi. La squadra tuttavia è calata parecchio di livello rispetto al campionato vinto nel 2012, quindi Dabo cerca una nuova sfida e nell’estate del 2016 lascia il Club che lo ha cresciuto per trasferirsi al Saint-Etienne, che gli consente anche di debuttare in una competizione internazionale, l’Europa League.
Passa qui 18 mesi dove mette insieme 2 reti e tante prestazioni positive e di sostanza nel centrocampo dei francesi, sale di livello partita dopo partita attirando su di sé le attenzioni di vari osservatori e lui, a Gennaio 2018, decide di affrontare una nuova sfida.
L’ARRIVO IN ITALIA E UNA SCELTA IMPORTANTE
Dopo oltre 100 presenze nel massimo campionato francese arriva alla Fiorentina, società tra le più storiche e una delle tifoserie più calde del nostro Paese, in quel momento allenata da Stefano Pioli; sono mesi intensissimi per lui per tutta una serie di motivi:
- sicuramente le prestazioni in campo che seppur in larga parte da subentrato sono quasi tutte positive e condite dalla sua prima e decisiva rete contro il Genoa;
- la sua scelta definitiva di accettare la convocazione del Burkina Faso, e di rappresentare quindi i colori delle origini della propria famiglia, nonostante una nazionale certamente meno prestigiosa di quella francese;
- la morte improvvisa del capitano della Fiorentina Davide Astori, che ha sconvolto l’intero mondo del calcio e segnato in maniera indelebile tutti quelli che l’indimenticato ragazzo aveva attorno, squadra compresa.
La stagione 2018/19 è molto complessa per Bryan, che è costretto a stare per un po’ a causa di un infortunio. In questo periodo di convalescenza trova modo di dilettarsi nella musica, sua vecchia passione, è molto bravo col pianoforte e la tromba, scrive una canzone dedicandola al figlioletto Jaiden.
La musica lo stimola,è il suo segreto che lo aiuta a sgombrare la mente dai brutti pensieri che un infortunio porta con sé, e quando torna in campo le melodie comincia a suonarle in campo: gioca un gran calcio che lo fa diventare un elemento sempre più importante nel centrocampo viola, al fianco dei compagni di reparto Veretout e Benassi riveste un ruolo fondamentale nella salvezza del Club.
L’annata successiva tuttavia il mister Vincenzo Montella decide di attuare una “rivoluzione” dopo la difficile annata precedente, e forse un po, troppo frettolosamente mette Dabo ai margini, non facendolo giocare neanche in un occasione e obbligandolo a spostarsi in prestito alla SPAL per racimolare minuti in campo: qui vive 6 mesi negativi per la squadra, che retrocede in B da ultima, ma buoni per lui che trova un goal e prestazioni costantemente tra le migliori dei suoi, mostrando che le qualità per fare bene nel nostro calcio le ha ancora.
Arriva infine al Benevento questa estate a titolo definitivo, affascinato dalla piazza calorosa e dal progetto ambizioso al quale vuole contribuire da protagonista. Sono già 5 le presenze di Dabo in questo avvio di stagione, minutaggio importante per il melodista che può dare una grande mano a Pippo Inzaghi nel dare il giusto ritmo al suo centrocampo, suo compito è quello di contribuire a rendere il Benevento non una hit passeggera per questa Serie A, ma un classico senza tempo da riascoltare anche ad anni di distanza.
