Gennaro Perna a CNP-Live: “Il 3-0 a tavolino revocato può cambiare gli equilibri del campionato. Scudetto per il Napoli? Vi dico la mia…”

Nella scorsa serata durante l’edizione pre-natalizia di Campania Nel Pallone Live tra i vari ospiti è stato presente anche Gennaro Perna, giornalista presso InfoNapoli24.it . Ecco le sue dichiarazioni:

Gennaro poche ore fa è arrivata la sentenza del CONI sul caso Juve Napoli.In un campionato così equilibrato, che peso può avere questa sentenza a lungo termine?

“Questa sentenza senza dubbio rappresenta un’enorme iniezione di fiducia per tutto l’ambiente Napoli, dopo 2 sconfitte di fila contro Inter e Lazio questa può davvero essere la scossa in grado di far cambiare le sorti della stagione, vincere col Torino vorrebbe dire chiudere il 2020 nel migliore dei modi e guadagnare ben 4 punti in due giorni, considerando la penalizzazione revocata. Il campionato è molto equilibrato, c’è un gruppetto di squadre (Napoli compreso) a 24 e le due milanesi che stanno provando una piccola fuga, ma occhio perché innanzitutto da qui alla fine del girone d’andata il Napoli ha un calendario sulla carta abbordabile, in secondo luogo io credo che il Milan nonostante tutto sia Ibrahimovic-dipendente sul piano fisico e psicologico e questo fattore potrà uscire fuori sul lungo periodo, l’Inter ha una rosa senz’altro competitiva ma un allenatore che secondo me non riesce a sfruttarla al meglio. Tutto può ancora succedere”.

Per quanto concerne la gara contro il Torino ci sono alcune incognite inerenti alla formazione titolare. Credi che un centrocampo Bakayoko-Demme possa essere troppo conservativo per una sfida contro una squadra in enorme difficoltà come i granata? Punteresti ancora su Fabian Ruiz anche se in questo periodo non sta brillando?

“Io sono convinto che nel 4-2-3-1 che sta attuando Gattuso Bakayoko-Demme sia la coppia di centrali ideale, perché ha dimostrato in più occasioni di essere quella che garantisce un maggiore equilibrio; credo che Zielinski e Fabian Ruiz già normalmente non possano giocare insieme e in questo modulo il discorso è anche amplificato, siccome Fabian come hai detto viene da una serie di prestazioni incolore io tra i due virerei sul polacco. Col Torino prevedo dunque Zielinski più avanzato e a centrocampo Bakayoko e Demme che avrei schierato anche contro la Lazio, così come avrei adattato Elmas sulla fascia per poter sfruttare le qualità di Politano in uscita dalla panchina”.

Due calciatori come Milik e Llorente, che per motivi diversi sono fuori dal progetto tecnico, sarebbero potuti risultare utili nella grande emergenza di uomini del reparto avanzato? E pensi che a questa squadra stia mancando personalità nei momenti chiave?

“Milik è stato fatto fuori dal progetto tecnico per dare innanzitutto un messaggio a tutto il gruppo, nel momento in cui si è capita la sua insoddisfazione all’interno della realtà azzurra la società ha preso la decisione di metterlo fuori rosa come monito alla squadra. Senz’altro la sua storia comunque ci dice che è dotato di quelle capacità tecniche che in questo momento gli consentirebbero di essere utile al Napoli, può sicuramente offrire qualcosa di diverso rispetto a Petagna, così come potrebbe farlo Llorente che è dotato di un’esperienza internazionale straordinaria. Al Napoli oggi manca leadership, nel reparto offensivo che ha affrontato la Lazio non ho visto in nessuno quella capacità di prendersi la squadra sulle spalle come a volte ha fatto Insigne o magari Mertens. Manca personalità soprattutto in attacco, a centrocampo forse c’è Bakayoko, in difesa Koulibaly, ma non vedo quel giocatore a cui viene servita la palla per metterla in cassaforte, quel leader capace di spostare l’inerzia del match nei momenti critici”.

Quali credi che debbano essere gli obiettivi del Napoli da qui alla fine della stagione nelle quattro competizioni?

“In primo piano credo debba esserci il campionato e l’obiettivo prioritario è terminare tra le prime 4, perché questa squadra deve assolutamente tornare in Champions quanto prima. In Europa League c’è senz’altro la possibilità di fare molto bene, l’aspirazione per tutti deve essere fare un percorso simile a quello dell’Inter la scorsa stagione, magari con un epilogo diverso in un’ipotetica finale… La Supercoppa è una partita secca dove può succedere di tutto e non puoi fare altro che giocartela a viso aperto e vedere che succede, in Coppa Italia gli azzurri sono i campioni uscenti a anche qui c’è tutto il potenziale per farsi valere”.

Domanda secca: questo Napoli può vincere lo scudetto?

“Sicuramente come detto prima può ovviamente succedere di tutto, ma se devo sbilanciarmi credo che ad oggi il Napoli non sia pronto per vincere poiché è davvero troppo discontinuo. La rosa secondo me c’è, manca però il gioco, quello di oggi difficilmente può portarti a vincere una competizione lunga come il campionato. Manca il gioco che c’era magari con Sarri, che ti dava la sensazione di essere grande e di vincere le partite già al fischio d’inizio, e che ti permetteva di non scomporti anche se andavi in svantaggio, avevi la costante impressione di poterla ribaltare e di poter vincere sempre e ovunque”.

Cambiando argomento e passando al Benevento, che impressione hai dei sanniti ? Cosa pensi per percorso della squadra di Inzaghi?

“Il Benevento mi sta facendo un’ottima impressione, contro la Lazio non si è fatta scoraggiare dallo svantaggio e l’ha recuperata con la prodezza di Schiattarella e in generale ha gestito tutta la partita come doveva: proprio Schiattarella è un leader fondamentale per la squadra e il fatto che siano riusciti a vincere lo scontro diretto col Genoa senza di lui è davvero una grande prova di maturità e di crescita. Stanno trovando la loro dimensione e lo stanno facendo col gioco, non è per niente scontato questo quando parliamo di una neopromossa che deve salvarsi. Guarderò con molto interesse alla sfida con l’Udinese e anche alla prima di Gennaio col Milan, visto che i giallorossi hanno dimostrato contro Juventus e Lazio di saper tenere testa anche alle big”.

Credi che l’attacco del Benevento con Lapadula e Moncini sia a posto così oppure c’è bisogno di rinforzi sul mercato?

“Con tutto il dovuto rispetto per Lapadula io non credo che sia l’attaccante ideale per rendere al meglio nell’idea di gioco di Inzaghi e dubito possa far fare il salto di qualità alla squadra. C’è Llorente in uscita dal Napoli, anche la Sampdoria e altre squadre lo seguono, e io fossi nel Benevento virerei su di lui: un tridente Iago Falque-Llorente-Caprari sarebbe secondo me spaventoso per una realtà che lotta per la salvezza”.

Tutti quanti conosciamo il caos avvenuto in Serie C negli ultimi giorni, con la Casertana martoriata dai casi Covid costretta a scendere in campo in 9 nel match con la Viterbese. Un tuo parere sulla situazione?

“Io credo semplicemente che queste tre squadre siano ognuna a suo modo vittime del caos generato dal protocollo che la FIGC vuole far rispettare ad ogni costo, nonostante alcuni evidenti difetti. La salute deve essere la priorità e non si può anteporre il rispetto di un protocollo alla sicurezza e alla stabilità delle società, serve buonsenso: il buonsenso è certamente mancato alla Viterbese che ha scelto di giocare questa partita, ma credo che chi esce peggio da tutta questa situazione sia proprio la FIGC”.

Un’ultima domanda: restando sempre nel girone C della terza serie, credi che a fine anno potremo vedere una campana promossa in Serie B?

“Io sinceramente me lo auguro vivamente. Certo bisogna essere realisti e ammettere che si tratta di un girone difficile, con tante squadre forti e dal passato molto glorioso e che probabilmente sono favorite, ma come si suol dire la palla è rotonda e nel calcio tutto può accadere”.