Esistono storie d’amore che meritano di essere raccontate, ricordate, malgrado il passare degli anni. Quella fra Luca Alvieri, ex addetto stampa del Portici, e la società biancazzurra è una di quelle. C’è tutto in poche righe scritte dallo stesso Luca sul suo profilo ufficiale, al termine della stagione che portò il Portici a conquistare i play-off. “Orgoglio – scrive il ragazzo scomparso prematuramente il 21 dicembre di un anno fa. E’ questa la prima cosa che provo quando racconto di aver fatto parte della squadra della mia città e soprattutto di questa FAMIGLIA! Perché oltre ad essere una squadra di calcio, siamo stati prima di tutto dei fratelli, ed è stata questa la nostra marcia in più in questo campionato. Abbiamo fatto la storia e non vi dico quanto orgoglio ho provato a far parte di questa nuova pagina degli almanacchi del calcio campano. E’ stato un piacere fare da tramite con comunicati, foto e aggiornamenti vari… Strappando magari anche qualche sorriso ai giocatori. Grazie di questa grandissima esperienza, che mi ha permesso di visitare stadi e centri sportivi dove sono passati i campioni che sognavo da bambino. Ovviamente, però, siamo solo all’inizio!”.
Ieri, nel corso di Portici-Fasano, i ragazzi di mister Panico hanno deciso di lasciare un mazzo di fiori davanti allo striscione delle cancellate del San Ciro, sul terreno di gioco. Un “Ciao Luca” ormai fisso lì, a ricordare il lavoro che con passione e amore ha unito la vita del giovane scomparso a quella di dirigenti, allenatore, presidente e calciatori. E senza dubbio, tutti, hanno apprezzato non soltanto l’operato di Luca, ma la dedizione e l’umiltà con i quali sbandierava, contribuendo al lavoro societario, l’orgoglio di far parte di una famiglia che l’ha coccolato fino alla fine. Nel giorno dell’addio, lo scorso 21 dicembre, Portici si riuniva in un grande abbraccio per far forza alla famiglia. La folla che ha partecipato all’ultimo saluto testimonia quanto, nella sua breve vita – aveva 24 anni – abbia coltivato con amore affetti e passioni. La società campana, tramite le parole del vice-allenatore Castiglia e del presidente Ragosta, ha semplicemente detto che era doveroso ricordare quanto abbia contribuito anche lui a costruire ciò che il Portici è oggi.
La sorte, il destino, o Dio per chi preferisce, hanno deciso di strapparlo alla vita esattamente un anno fa. Luca ha lasciato un vuoto in primis nel cuore dei propri familiari, e poi nella cerchia di persona che lo hanno stimato e voluto bene sin dai primi momenti in cui l’hanno conosciuto. Chi qui scrive è uno dei privilegiati che ha avuto la fortuna di intrecciare il cammino della propria vita con quello di un ragazzo speciale, umile e sempre disponibile nei confronti delle persone che inciampavano sui suoi passi. Scrivere ulteriori parole sarebbe superfluo, perché è difficile trovare le giuste parole in certe circostanze, parole ridotte che non descriverebbero a pieno la figura di Luca. Per chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo basterà leggere le righe riportate sopra e capire che, ancora una volta, lo sport travalica i suoi stessi confini, quelli degli interessi e del business, per regalarci l’ennesima storia d’amore. L’esito non è stato dei più felici, ma la società, i tifosi, gli amici, dopo naturalmente i familiari, contribuiscono tutti a ricordarlo. Le persone che quest’oggi gli hanno dedicato un pensiero hanno scoperto che ricordare è l’unico modo per tradurre il passato in presente, riportando Luca nelle case, negli spogliatori, sugli spalti e in campo. Quel campo che, da addetto stampa o da ragazzo che si diverte, avrebbe desiderato calpestare dalla mattina alla sera. E questo la dice lunga sul legame che potesse unire calcio, Portici e passione. Uno di quelli che non verrà mai dimenticato, perché testimonianza delle emozioni più genuine che ci tengono in vita.
Portici: il ricordo per Luca Alvieri, ad un anno dalla scomparsa
