L’ANALISI TATTICA – Benevento: Inzaghi, l’intuizione Sau e un 4-3-2-1 ‘mascherato’

Dall’inizio del campionato Inzaghi ci ha abituato al suo solito 4-3-2-1, sfruttando esterni come Caprari e Insigne a sostegno di un’unica punta come Lapadula. Tuttavia, l’intuizione del tecnico del Benevento, nella gara-trappola della Sardegna Arena è di non poco valore: l’ex Bologna lascia in panchina proprio Caprari e schiera come esterno d’attacco Marco Sau, che ha vestito proprio la maglia sarda dal 2012 al 2019.
Le ultime gare del Benevento, infatti, hanno visto emergere alcune analisi su quanto il reparto offensivo faccia fatica ad essere incisivo sotto porta, partendo proprio da Lapadula. Il 9 svolge un grande lavoro di sacrificio in fase difensiva. Una fase che, come ripetuto più volte da Inzaghi, comincia dagli attaccanti. Tuttavia, quella copertura che il peruviano offre non gli permette, di contro, di essere abbastanza lucido negli ultimi metri di campo, quando c’è bisogno di finalizzare le tante occasioni che le Streghe creano in partita.
Ecco perché si ritiene importante analizzare proprio la scelta di schierare un attaccante come Sau, rinunciando a quel Caprari che si è rivelato, senza dubbio, uno dei calciatori che dà più spinta e vitalità al reparto offensivo.

In fase di costruzione, nella gara della Sardegna Arena, il Benevento non sempre ha avuto vita facile, vista l’enorme pressione sarda sui portatori di palla. Il pressing sui centrali come Tuia e Glik ha costretto i giallorossi a cercare sempre la sponda Lapadula. Inzaghi ha ovviato al problema pressione cercando di lavorare sulle seconde palle respinte dalla difesa gialloblu. Raccogliendo a centrocampo, i giallorossi passano per i piedi di Schiattarella, metronomo e regista perfetto dello scacchiere delle Streghe, che detta ritmi di gioco e imposta la manovra offensiva dei propri compagni. Prima del gol del Cagliari, già Lapadula prova a servire Sau sul filo del fuorigioco, ma l’ex Juve Stabia si divora un importante palla gol a tu per tu con Cragno.

Schiattarella riceve e coi tempi giusti serve Sau, per il pareggio giallorosso

Prove tecniche di una situazione provata e riprovata in allenamento. Così, quando i ragazzi di Inzaghi sono sotto di un gol, reagiscono affidandosi al proprio regista. E’ dai piedi dell’ex Spal che nasce il bel gol del pari, con un lancio alle spalle della difesa. Una costruzione offensiva che merita due considerazioni: se Insigne sulla sinistra viene in contro – è lui a servire Schiattarella prima del lancio – dall’altra parte il Caprari di turno avrebbe offerto poca profondità, preferendo mettersi in proprio ricevendo palla sui piedi. Uno più uno e si capisce perché Inzaghi abbia preferito e qualità di Sau che gli consentono di scappare spesso alle spalle di Ceppitelli e Walukiewicz. Il sardo ha qualità che lo avvicinano di più ad una seconda punta che ad un esterno. Motivo per il quale quello che è un 4-3-2-1 sembra quasi essere mascherato, nascondendo in realtà una sorta di 4-3-1-2, con Insigne ad accorciare e Sau a dar man forte a Lapadula sulla profondità.

Sau raccoglie il pallone e insacca alle spalle di Cragno

In fase di non possesso ci sono da fare almeno un paio di considerazioni. C’è da elogiare, innanzitutto, ancora una volta il sacrificio di Riccardo Improta, terzino, esterno difensivo e offensivo, che ha dimostrato ad Inzaghi di poter sopperire, per quanto possibile, all’infortunio di Letizia. L’ex Genoa ha , inoltre, assicurato una buona spinta offensiva: è suo l’assist per la testa di Alessandro Tuia che sigla il primo gol stagionale, coronamento di un sogno dopo le diverse prestazioni disputate nella massima serie. Poi c’è da registrare la prestazione di Hetemaj, che spesso è uscito in pressione più spesso, persino oltre la linea del centrocampo. L’ipotesi è che il suo pressing abbia costretto il Cagliari ha costruire sul lato opposto, evitando di sfruttare la fascia più ‘debole’ dei giallorossi.
Infine, c’è da registrare l’errore (se proprio si vuole trovare un difetto alla prestazione dei ragazzi di Inzaghi) in marcatura sul gol di Pavoletti, troppo libero per saltare e per portare in vantaggio i propri compagni. Soltanto una ‘formalità’, però, se si pensa alla reazione delle Streghe che hanno ribaltato la gara in 3 minuti e hanno regalato al proprio tecnico, a Vigorito e a Foggia, l’ennesima gioia di un campionato al di sopra delle aspettative.

L’utilizzo di Sau creerà forse più di un grattacapo nei confronti del direttore Foggia. C’è, dunque, da riflettere se i giallorossi intervengano o meno sul mercato nel reparto offensivo, viste le qualità, più simili ad una seconda punta che ad un esterno, dello stesso calciatore originario della provincia di Nuoro. La dimostrazione che, quando chiamati all’appello, i calciatori a disposizione di Inzaghi sono pronti a far gruppo e a dare il massimo per raggiungere l’obiettivo salvezza, che si rivelerebbe il coronamento di un’annata nella quale le Streghe stanno regalando gioie ai propri tifosi, dimostrando d’essere all’altezza del calcio italiano.