Pasquale Padalino, tecnico della Juve Stabia, ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni ufficiali della società, dopo la sfida vinta per 1 a 0 contro la Virtus Francavilla, al Giovanni Paolo II. “Mi aspettavo un Francavilla dinamico, con duelli individuali a tutto campo. I nostri avversari provavano, quando potevano a giocare dal basso, creando superiorità con il centrale difensivo – ha cominciato l’allenatore gialloblù. Dopo un ciclo di tante partite in pochi giorni, non era una gara facile e devo fare i complimenti ai miei ragazzi. Siamo abituati al sintetico ed era importante che l’approccio fosse determinante. Siamo stati sempre in partita, bravi a soffrire quando si doveva. C’è da migliorare sotto porta, perché non si può pensare di sprecare tante occasioni prima di arrivare al gol”.
Sulla posizione di Orlando: “E’ la seconda volta che gioca in quel ruolo, la prima è stata a Monopoli, dove siamo stati in vantaggio nel primo tempo. Contro il Francavilla mi è sembrato opportuno creare una posizione ibrida di Orlando tra il centro e l’esterno, dove riesce ad esprimersi al meglio, per poter limitare le giocate al Francavilla e creare una parità numerica quando avevamo la palla. Prestazione perfetta? Si può fare sempre meglio, le occasioni bisogna portarle più spesso a termine. Sotto porta c’è bisogno di rabbia per concludere le occasioni: è un peccato costruire e non metterci la firma finale. Non si può aspettare sempre la zampata vincente né creare 7 palle gol per segnare”.
Sul lavoro che c’è da fare: “Non penso bisogna toccare delle particolari corde. Basta guardarsi indietro – ha specificato Padalino – per rendersi conto che, nonostante non abbiamo finalizzato, questa squadra ha una propria identità di gioco. Se guardiamo al presente, bisogna continuare su questa strada e cercare di vincere queste gare anche con sofferenza, contro avversari forti come il Francavilla. Bisogna tener conto che verranno momenti sempre più duri, ma continuiamo su questa strada. E’ sempre bello vincere, al di là del Menti o della trasferta. Non si avverte più, per questo momento, quella soddisfazione da condividere con il pubblico. L’emozione, però, la condivido con i miei ragazzi: la strada è quella giusta, c’è da continuare“.
Su Alessandro Marotta e sulla quadratura della sua Juve Stabia: “Dire che Marotta è un valore aggiunto è innegabile, è sotto gli occhi di tutti. E’ importante che ci sia stata la sua disponibilità: quando scendi dalla B se non hai voglia d’adattarti diventa difficile. E’ un punto di riferimento, dentro e fuori dal campo. Credo che la nostra quadratura l’abbiamo trovata già nel girone d’andata, ma ci mancava cattiveria. Un dettaglio che continua forse a mancare, ma lo valuteremo. Oggi ci godiamo la vittoria”.
Infine, su Mastalli: “Proviene da un periodo di infortunio, nel suo intento personale c’è il rientrare subito, ma ci sono tempi tecnici da rispettare per non aggravare la situazione. Non bisogna far acutizzare problemi che lo vedrebbero di nuovo distante dal campo. C’è bisogno di una gestione attenta del suo caso. Caldore? Utilizzato per far rifiatare Rizzo: scelta provata in allenamento ed inevitabile se si gioca così spesso”.
Juve Stabia, Padalino: “Complimenti ai ragazzi, la strada è quella giusta, ma ci manca un po’ di cattiveria. Marotta? Fa la differenza dentro e fuori…”
