L’importanza di Mertens e la nuova speranza in una rinascita di Ghoulam. Il Napoli si affida alla vecchia guardia

La vittoria contro il Benevento ha ridato ossigeno al Napoli, tre punti che servivano come il pane per restare aggrappati all’obiettivo Champions. Una buona prestazione fornita dagli uomini di Gattuso, sicuramente la migliore dell’ultimo mese, ma che non basta per parlare di guarigione vicina. E’ chiaro che serve ben altro per dimostrare di essere nelle giuste condizioni di poter concludere questo campionato davanti a tre delle quattro dirette concorrenti per un posto nella prossima Champions League. Troppe volte nel corso di questa stagione gli azzurri hanno illuso e sono poi venuti meno nel momento in cui c’era da dare continuità ai risultati e alle prestazioni.

Dunque si attendono conferme in vista delle prossime settimane dove, con tutto il rispetto per la formazione sannita che sta disputando un’ottima stagione, a partire dal match di Reggio Emilia contro il Sassuolo per poi arrivare alla settimana da brividi dopo il match casalingo con il Bologna, il Napoli affronterà sfide ben più impegnative. Dal 14 al 21 marzo, nel giro di soli sette giorni, i partenopei incontreranno Milan, Juventus e Roma in trasferta, tre gare che si conta di poter disputare usufruendo dell’intera rosa e che rappresenteranno un crocevia molto importante, ma sarà prima di tutto necessario fare sei punti con Sassuolo e Bologna.

La nota stonata di domenica, che potrebbe incidere in negativo sulla partita di domani, è l’espulsione di Koulibaly. Il centrale senegalese sul 2-0 al minuto 82, commette un fallo inutile al limite dell’area di rigore beneventana e riceve l’espulsione per somma di ammonizioni. Un’ingenuità grossa quanto una casa, che non ci si aspetta da un calciatore dello spessore e dell’esperienza di Kalidou. E considerata la pericolosità offensiva del Sassuolo, potrebbe pesare non poco la sua assenza per il match del Mapei Stadium contro la squadra di De Zerbi.

Mentre tra le note positive del derby campano ci sono in primis le prestazioni di Mertens e Ghoulam. L’attaccante belga si conferma uomo chiave per la squadra sotto vari aspetti, il suo essere una presenza fondamentale all’interno dello spogliatoio e le sue doti di leadership si notano anche nei piccoli gesti, come in occasione dell’abbraccio dopo il gol segnato con lo storico magazziniere azzurro e suo grande amico Tommaso Starace, che festeggiava il compleanno. “Ciro” torna titolare dopo 74 giorni e fa subito la differenza in campo, dà maggiore imprevidibilità al reparto offensivo e la rete del vantaggio è una liberazione per la squadra, che si sblocca ed inizia anche ad esprimersi su buoni livelli di gioco.

Ma da sottolineare è anche l’ottima prestazione di Faouzi Ghoulam, che aveva fatto molto bene già nello spezzone disputato con il Granada. Il terzino algerino ancor di più contro il Benevento, ha messo in mostra la grande qualità del suo mancino con innumerevoli cross velenosi in area di rigore ed è apparso in una buona condizione fisica spingendo sulla fascia sinistra come ai tempi d’oro. Una qualità e un piede che effettivamente gli altri terzini azzurri non vedono neanche con il binocolo, per anni al Napoli è mancato un calciatore con tali caratteristiche sulla fascia e recuperarlo anche al 70%/80% del suo potenziale, significherebbe ritrovarsi un grande acquisto in organico. Per far sì che ciò accada la soluzione giusta sarebbe sicuramente quella di schierare Ghoulam titolare con continuità, di affidarsi e dare fiducia a colui che prima di quel maledetto infortunio al legamento crociato arrivato all’apice della sua carriera, era senza dubbio tra i migliori al mondo nel suo ruolo.

E’ un Napoli che dunque ritrova la vecchia guardia e riscopre la sua importanza, sperando che possa fare la differenza in questi mesi, dove in gioco non c’è soltanto il principale obiettivo stagionale ma la vita del club. Perchè la qualificazione alla prossima edizione della Champions League, non consiste soltanto nel raggiungimento del principale obiettivo stagionale, ma anche nello scongiurare un inevitabile ridimensionamento e nel porre le basi per un futuro in cui poter ancora auspicare concretamente ad un Napoli ai vertici.