Con la vittoria per 3-1 contro il Bologna, il Napoli ha conquistato tre punti indispensabili per il prosieguo della stagione, che consentono di restare aggrappati al treno Champions prima del trittico di trasferte consecutive con Milan, Juventus e Roma. Contro gli uomini di Mihajlovic è stata una gara dove qualcosa di buono e di migliore rispetto alle precedenti prestazioni si è visto, ma nella quale tuttavia la squadra ha nuovamente palesato i suoi limiti. Un Napoli che ha messo in mostra sprazzi di bel gioco riuscendo a dare maggiore intensità alla propria manovra, per via anche degli spazi concessi da un Bologna che se l’è giocata a viso aperto. Però al di là di qualche timido passo in avanti, sono evidenti le pecche nell’organizzazione tattica e la conseguente fragilità difensiva. Gli azzurri per diversi tratti di partita hanno subìto i felsinei, che sono arrivati in più occasioni pericolosamente al tiro. Inoltre si conferma poco proficua ed allo stesso tempo dannosa la costruzione dal basso, a causa di cui è stata praticamente regalata al Bologna la rete che ha momentaneamente riaperto il match.
In fin dei conti oltre al risultato finale, gli aspetti positivi, riguardano soprattutto alcune individualità e le loro capacità di fare la differenza. In primis c’è un Lorenzo Insigne ancora imprescindibile, che si prende la squadra sulle spalle da vero trascinatore e mette in mostra le sue doti da cecchino. Il capitano per l’ennesima volta, dà uno schiaffo morale ai suoi detrattori rispondendo alla grande sul campo alle ingenerose critiche. Si conferma su ottimi livelli anche Piotr Zielinski, che è finalmente sulla strada giusta per raggiungere a tutti gli effetti, quella continuità di prestazioni che gli manca per compiere il definitivo salto di qualità ed esprimere a pieno tutto il suo grande potenziale e diffuso bagaglio tecnico. Spicca anche Victor Osimhen, che grazie alle caratteristiche che lo esaltano al meglio, ovvero forza fisica e velocità, torna al gol dopo quattro mesi seminando Danilo con una gran falcata. Un possibile punto di ripartenza per il nigeriano, che si spera possa rivelarsi un uomo chiave in questo rush finale.
Ora la squadra ha a sua disposizione la tanto invocata settimana tipo per preparare le tre fondamentali gare da disputare tra il 14 e il 21 marzo, sette giorni nei quali potrebbero seriamente delinearsi le sorti dei partenopei in ottica rincorsa al posto Champions. Ora più che mai ogni singola partita è da affrontare come una finale, in cui in gioco c’è un obiettivo che può fortemente incidere sulle ambizioni future del club. Ma è chiaro che per uscire nel miglior modo possibile dalle sfide contro Milan, Juventus e Roma, serviranno prestazioni di tutt’altro livello.
La notizia più brutta della serata di domenica, diventata poi terribile nella mattinata successiva, è l’infortunio di Faouzi Ghoulam. Il terzino algerino, proprio nel momento in cui la sua condizione fisica era in costante crescita e sembravano esserci i presupposti per una rinascita dopo il lungo calvario, ha nuovamente rimediato una rottura del legamento crociato. Questa volta il ginocchio coinvolto è il sinistro, dunque non quello operato in precedenza. Una sfortuna incredibile, un calciatore che prima di quel maledetto 1 novembre 2017, giorno in cui ebbe inizio il calvario senza fine, si stava mettendo in mostra come uno dei migliori al mondo nel suo ruolo ed avviando ad una splendida carriera, poi stroncata all’apice dai continui problemi fisici.
In quella notte di poco più di tre anni fa, allo stadio San Paolo (attuale Diego Armando Maradona) si disputò Napoli-Manchester City della fase a gironi di Champions League. Come di consueto in quel periodo, gli azzurri guidati da Maurizio Sarri, che occupavano il primato in campionato, diedero spettacolo con in campo un Ghoulam che prima di infortunarsi, fornì una prestazione sontuosa sotto gli occhi di un estasiato Pep Guardiola. La gara cambiò proprio con l’uscita dell’algerino ed infine gli inglesi si imposero per 4-2. Poi tentò il recupero lampo forse chiedendo troppo al suo corpo, voleva a tutti i costi rientrare il prima possibile per dare il suo apporto alla squadra, che era in piena lotta scudetto. Dopo appena tre mesi e mezzo era praticamente pronto per tornare in campo, ma il destino gli si ritorse nuovamente contro con la rottura della rotula. Dopodichè rientrò sui terreni di gioco addirittura nel dicembre successivo con in panchina Carlo Ancelotti, in occasione di un Napoli-Frosinone di campionato dove fornì due assist. Ghoulam riuscì a terminare la stagione 2018/2019 con un buon minutaggio, ma nell’annata successiva gli acciacchi fisici sono tornati a tormentarlo di continuo. L’augurio è che dopo l’ennesima avversità, il destino potrà finalmente concedere a Faouzi la grande occasione che merita di trovare pace nel giocare a calcio e poter esprimere il suo talento.
