Napoli: la qualità manifestata a pieno e le potenzialità di Osimhen. Ora otto finali

Dopo l’amara sconfitta contro la Juventus, il Napoli era chiamato a delle risposte importanti per continuare ad inseguire l’imprescindibile obiettivo della qualificazione alla prossima Champions League, ed ha risposto presente. Contro la Sampdoria è arrivata una vittoria importante e che consente di rimanere con il fiato sul collo di Atalanta, Juventus e Milan. Prestazione convincente per larghi tratti in quel di Genova. È un Napoli che da metà marzo, tolto il primo tempo di Torino, è tornato a giocare un calcio bello e di un’intensità raramente vista nel resto di questa stagione. La squadra mai come ora sta manifestando tutta la sua qualità e mostrando evidenti passi in avanti nel gioco. E Il fatto che stia accadendo proprio adesso che Gattuso ha l’intero organico a disposizione non è per nulla una coincidenza. Una qualità che fa inevitabilmente salire il rammarico pensando ai tanti punti lasciati per strada, frutto della sfortuna per le lunghe assenze di uomini chiave ma anche degli errori commessi dalle varie componenti e del rendimento non costante di alcuni calciatori. La nota stonata della gara di Marassi è la ritornata tendenza al complicarsi la vita da soli. Gli azzurri hanno dominato in lungo e in largo sul rettangolo di gioco e per questo motivo avrebbero certamente potuto chiudere prima i conti, ma per via delle diverse palle gol non concretizzate il risultato è rimasto in bilico fino al minuto 87. E in un momento come questo, in cui ci si sta giocando la vita e il margine di errore è ridotto all’osso, è necessario evitare il più possibile di esporsi a qualsiasi tipo di rischio e pericolo.

Spicca l’ottima prova di Victor Osimhen, il nigeriano ha infastidito la retroguardia doriana nell’arco degli interi novanta minuti, pressando sui portatori di palla e attaccando la profondità. Al Ferraris è entrato bene nei meccanismi di gioco e nell’azione da manuale che ha portato alla rete di Fabian Ruiz è anche lui protagonista con una splendida sponda di tacco nella combinazione con Zielinski. Il numero 9 azzurro conferma che se ben posizionato, ben servito e lanciato nel modo giusto verso la porta può diventare devastante. La gran verticalizzazione di Mertens nell’assist fornitogli, è il perfetto esempio di come metterlo nelle giuste condizioni di sfruttare al meglio le proprie caratteristiche. Gli va dato tempo ed ha ancora tanto da crescere e migliorare, ma le potenzialità del classe 1998 sono sotto gli occhi di tutti. Nella giornata di domenica il Napoli ha anche stabilito un significativo record. Osimhen è il sesto calciatore della rosa partenopea ad arrivare a quota cinque gol siglati in stagione, gli altri sono Insigne, Lozano, Politano, Mertens e Zielinski. Tra i top cinque campionati europei, oltre agli azzurri, soltanto il Manchester City di Pep Guardiola può fregiarsi di questa statistica. E se i sei elementi sopra citati fossero stati tutti presenti per l’intera annata chissà…

Ora c’è a disposizione una settimana piena per preparare i due big match che possono valere una stagione. Nel giro di soli quattro giorni al Diego Armando Maradona ci saranno da affrontare Inter e Lazio, quest’ultima virtualmente ad un solo punto di ritardo dagli azzurri. L’impressione è che le prossime due giornate di campionato possano seriamente delineare la corsa Champions. Gli uomini di Gattuso scenderanno in campo contro la corazzata di Conte, reduce da undici vittorie consecutive, già conoscendo il risultato di Atalanta-Juventus. Per quanto riguarda lo scontro diretto del Gewiss Stadium ci sarà da augurarsi un pareggio, mentre il risultato peggiore sarebbe un successo dei bergamaschi. Una vittoria della formazione di Gasperini, in virtù del momentaneo vantaggio della Juventus nella differenza reti, non darebbe al Napoli la certezza di essere quarto al termine della trentunesima giornata neanche in caso di conquista dei tre punti con i nerazzurri. Mentre in caso di parità di punti con l’Atalanta, il Napoli sarebbe avanti per via del computo degli scontri diretti a favore. Vista la lotta molto serrata di calcoli se ne possono fare tantissimi, ma in ogni caso contro Inter e Lazio sarà necessario totalizzare almeno quattro punti e nelle altre sei restanti sbagliare poco o nulla. Otto finali da disputare e in cui dare cuore e anima per tornare nell’Europa dei grandi, poter guardare al futuro con ottimismo e allontanare lo spettro dei preoccupanti risvolti che avrebbe l’eventuale mancata qualificazione alla prossima Champions League.