Napoli: all’Allianz Stadium un film già visto

Un film già visto. Gli azzurri escono sconfitti dall’Allianz Stadium e i rimpianti sono i soliti. Il Napoli propositivo, ordinato e spumeggiante visto nelle due trasferte vittoriose di Milano e Roma ha fatto ben sperare in vista della sfida ad una Juventus in difficoltà, ma anche questa volta della trasferta in quel di Torino resta soltanto l’ormai classica e magrissima consolazione del “Siamo usciti a testa alta”. In casa dei bianconeri è nuovamente mancato quel quid in più, quella giusta convinzione e spensieratezza per giocarsi la gara al meglio delle proprie potenzialità ed andare a fare risultato. Come in occasione della Finale di Supercoppa Italiana, rivitalizzata una Juventus in situazioni piuttosto critiche alla vigilia e attualmente, non superiore al Napoli capace di rendersi padrone del campo a San Siro e all’Olimpico.

Un Napoli che ha deluso in primis per l’approccio alla gara sbagliato, partenopei troppo timidi e remissivi nel corso della prima frazione di gioco, in cui faticano ad incidere e a creare particolari pericoli alla porta di Buffon. Inoltre è stato evidente lo squilibrio tattico, reparti sfilacciati e di conseguenza concessi enormi spazi in contropiede agli avversari. Dall’altra parte, gli uomini di Pirlo approcciano ed interpretano la gara molto meglio rispetto agli azzurri, sotto l’aspetto sia tecnico-tattico che mentale. Nella ripresa c’è una buona reazione, il Napoli ci prova ed attacca con maggiore veemenza, schiacciando la Juventus nei pressi della propria area di rigore per circa venti minuti, ma sempre rischiando molto in ripartenza. La rete di Dybala in pratica chiude i giochi. Poi al minuto 89 arriva il gol che accorcia le distanze e che rimette in parità la situazione negli scontri diretti, nel recupero c’è un forcing finale ma è troppo tardi.

E’ stata giornata no per diversi uomini chiave. Zielinski spreca una palla gol da ottima posizione ad inizio partita e per il resto si vede poco. Ma il polacco si procura un calcio di rigore grosso quanto una casa, è netto il fallo in area di Alex Sandro ai suoi danni. Su quest’ultimo episodio, così come in occasione del precedente tra Lozano e Chiesa nell’area opposta, non interviene nè il direttore di gara Mariani nè il VAR Di Paolo, entrambi protagonisti di una prova a dir poco pessima. Mertens non incide ma allo stesso tempo è poco servito. Al di sotto dei suoi standard anche Insigne, che commette diverse imprecisioni ma che tuttavia è sempre tra i più attivi e creativi lì davanti. Il capitano spiazzando Buffon dal dischetto mette a segno la sua rete numero 105 in maglia azzurra, superando Cavani nella classifica all time dei bomber, mentre in Serie A arriva a quota 81 eguagliando D10S. Non ancora al top della condizioni il Chucky Lozano, che non partiva titolare proprio dalla sfida vinta al Maradona contro la Juventus lo scorso 13 febbraio. Da segnalare l’ottimo ingresso in campo di Victor Osimhen, il nigeriano apre spazi, attacca bene la profondità e fa a sportellate con Chiellini. Il centrocampo dà poco supporto alla difesa con Fabian Ruiz che è lento nel rientrare e perde palloni sanguinosi. I bianconeri trovano molto spesso campo libero sulla sinistra, dove Hysaj soffre terribilmente un Chiesa devastante. Il terzino albanese a tratti è costretto a fare ciò che non è particolarmente nelle sue corde, ovvero spingere, ed in entrambi i gol subiti ci sono le sue responsabilità.

Una sconfitta amara e che complica ma non chiude la rincorsa al piazzamento Champions. Sul match dell’Allianz Stadium va messa una pietra sopra e bisogna ripartire dalle precedenti quattro vittorie consecutive. Milan, Juventus ed Atalanta sono ancora alla portata, ma è chiaro che il margine di errore è ridotto all’osso. Ci sono nove finali da giocare, in cui vanno conquistati quanti più punti possibili. Servirà grande continuità nel rendimento di prestazioni e soprattutto di risultati, a partire dalla gara contro la Sampdoria al Ferraris i tre punti sono obbligatori.

Foto: Twitter Juventus FC