Un Napoli ancora strepitoso, sbancando Torino, vede la Champions dopo mesi di rincorsa. Altra prova sontuosa fornita dagli azzurri, che anche all’Olimpico Grande Torino hanno approcciato al meglio la gara prendendo sin da subito in mano le redini del gioco. E’ un Napoli che in campo diverte, offre spettacolo e riesce ad imporre il proprio calcio con fantasia, qualità ed intensità. Contro i granata di Nicola, una partita dominata in lungo e in largo e nella quale gli uomini di Gattuso avrebbero certamente meritato una vittoria con divario maggiore, il 2-0 finale non rispecchia la grande mole di gioco espressa. Ed infatti, l’unica pecca di una prestazione che ha rasentato la perfezione, è stata proprio il non aver capitalizzato al meglio le tante palle gol create.
Riguardo ai singoli, spiccano vari elementi. La difesa ha concesso poco o nulla, bene sia Koulibaly che Rrahmani, entrambi capaci di ingabbiare e limitare al meglio due clienti scomodi in zona d’attacco come Belotti e Sanabria. Si conferma su ottimi standard anche Di Lorenzo, un vero e proprio stakanovista, costretto agli straordinari nel corso dell’intera stagione. Il terzino ex Empoli, da due mesi a questa parte, ha avuto una crescita costante nel suo rendimento di prestazioni, riuscendo a svolgere al meglio entrambe le fasi. Perfetto in fase di spinta con numerose sovrapposizioni, in cui abbina tanta corsa e qualità. Molto attento anche in fase di marcatura. Spesso il suo limite è stato proprio quello di non riuscire sempre a rientrare o a mantenere la giusta posizione in fase difensiva, ma ora i progressi sono evidenti anche sotto quest’aspetto. Ottima la prova anche del tanto martoriato Hysaj, che è stato impeccabile in marcatura ed ha spinto ininterrottamente per l’intera gara, in occasione della seconda rete è suo il lancio in profondità per Osimhen.
A centrocampo Demme è una costante certezza, un vero motorino che corre su ogni pallone ed è sempre al posto giusto nel momento giusto, una spina nel fianco per i centrocampisti avversari. Il tedesco si conferma partita dopo partita di una precisione e preziosità rara, un elemento determinante per le sue capacità nel dare equilibrio, fare da collante tra difesa e centrocampo e anche nel conferire fluidità alla manovra. La sua presenza in mediana e il suo straordinario apporto, sono un beneficio per l’intera squadra. Sorprende Bakayoko, questa volta il centrocampista francese, oltre ad aver siglato la rete del vantaggio con una gran conclusione di destro da fuori area, ha sbagliato poco o nulla. In avanti altra prova di qualità e sostanza da parte di Insigne e Zielinski, ad entrambi soltanto il palo ha negato la gioia del gol. Il capitano, alla sua presenza numero 300 in Serie A con la maglia azzurra, si è anche sacrificato molto in fase di non possesso. Tra i migliori in campo c’è stato senza alcun dubbio anche Victor Osimhen, che ha fatto nuovamente notare le sue ottime doti nell’attaccare la profondità e nell’arrivare in porta con grandi falcate appena gli si concedono spazi. Tecnicamente è ancora un diamante grezzo, ma coloro che stavano dando giudizi troppo affrettati sono già costretti a doversi ricredere.
E’ un Napoli al top sia nel collettivo che nei singoli, in grande condizione anche sotto l’aspetto atletico. Mai come ora, la squadra sta mostrando di aver trovato un’identità ben collaudata, così come la tanto ricercata continuità di risultati e prestazioni. Dal punto di vista del gioco, è certamente il momento di massima espressione dei diciassette mesi con Gattuso alla guida. Il tecnico ha totalmente in pugno il gruppo, che ora è in grande fiducia e sempre più unito. Si sta dunque avendo sempre di più la conferma di come, con la rosa al completo per l’intera stagione, si sarebbe potuto assistere ad un’annata totalmente diversa. Ad oggi non esiste alcun valido motivo per cui sostenere che un cambio di guida tecnica sarebbe conveniente. La permanenza di Gattuso sulla panchina azzurra sarebbe la soluzione migliore per tutti. Per il Napoli, perchè consentirebbe di ripartire da basi ben gettate e da un progetto tecnico che davvero potrebbe essere destinato ad una costante progressione. Ciò conseguentemente, consentirebbe di poter coltivare ambizioni che, ripartendo daccapo con una nuova guida tecnica, sarebbero ben più complicate da coltivare. Ma allo stesso tempo, si tratterebbe della soluzione giusta anche per la carriera di Ringhio, che con tutto il rispetto, piuttosto che andare a Firenze, meriterebbe la grande occasione di guidare quest’ organico in una stagione “normale”, non condizionata dai tanti infortuni e dalle varie problematiche dovute all’emergenza Covid che sono state d’intralcio al suo operato. Sta al presidente De Laurentiis fare le dovute valutazioni e riflessioni, ma eventualmente anche a Gattuso provare a mettere un po’ da parte l’orgoglio e dimenticare l’accaduto in quel nefasto post Verona-Napoli.
Ora c’è da fare un ultimo sforzo per andare a conquistare la qualificazione alla prossima Champions League. I partenopei sono stati molto bravi nello spostare dalla propria parte l’inerzia di una corsa molto serrata ed ora non bisognerà farsela sfuggire. Il Napoli adesso è terzo in classifica a quota 66 punti insieme a Juventus e Milan. Nel momento in cui c’è parità di punti tra tre squadre, si considera la classifica avulsa, la quale vede gli azzurri a sei punti collezionati negli scontri diretti con bianconeri e rossoneri.
Il Napoli è in questo momento avanti ad entrambe le avversarie, perchè la Juventus, pur essendo anch’essa a sei punti nella classifica avulsa, è stata superata nella differenza reti. Il quadro degli scontri diretti deve ancora completarsi vista la sfida del prossimo 9 maggio tra Juventus e Milan. La formazione di Pioli, momentaneamente a tre punti, sbancando l’Allianz Stadium può riequilibrare tutto e a quel punto subentrerebbe la differenza reti negli scontri diretti. Ma in ogni caso gli azzurri sono padroni del proprio destino e dovranno concentrarsi prima di tutto su se stessi e sulle partite da affrontare. Perchè considerato il suo status attuale, ciò che più può temere questo Napoli sono i propri passaggi a vuoto. Bastano tredici punti, dunque anche quattro vittorie e un pareggio, per la matematica certezza dell’accesso alla massima competizione europea. Ciò perchè Juventus e Milan, dovendo disputare la scontro diretto fra di loro, possono al massimo fare una quindici punti e l’altra dodici oppure entrambe tredici. Nel primo caso, la perdente dello scontro diretto non andando oltre i dodici punti sarebbe fuori, mentre nel secondo caso e cioè di pareggio, farebbero entrambe tredici punti e si considererebbe proprio la classifica avulsa, in virtù della quale il Milan sarebbe quinto.
Foto: Profilo Twitter SSC Napoli
