Ecco le parole di Pasquale Padalino, tecnico della Juve Stabia, alla vigilia dello scontro Play-Off con la Casertana.
Mister, cosa teme di più della Casertana?
“Sono una squadra che questa stagione si è contraddistinta, ha una propria identità ben precisa e ho ancora bene in mente la partita del girone d’andata. So che saranno molto motivati, dobbiamo concentrarci però su noi stessi, anche noi abbiamo una nostra identità e dobbiamo arrivare alla sfida consci del fatto che inizia un altro campionato, totalmente differente da quello appena finito. Abbiamo 2 risultati su 3 a disposizione, ma noi dobbiamo continuare a fare la Juve Stabia”.
Come si gestisce mentalmente l’avere a disposizione 2 risultati su 3? E si aspetta una Casertana da subito propositiva?
“Come si proporrà la Casertana non mi interessa, guardo in casa mia e non posso né voglio parlare degli avversari, non mi esprimo su cose che non posso gestire. Potremmo senz’altro avere un approccio conservativo ma non lo faremo, perché andrebbe in controtendenza con tutto quello che abbiamo fatto finora. Non possiamo stravolgere tutto solo perché si chiama Play-Off o perché si chiama Casertana, se abbiamo ottenuto determinati risultati non è stato per caso quindi dobbiamo insistere su quello che ci ha fatto ottenere queste soddisfazioni”.
Dopo lo spettacolare girone di ritorno, pensa che il più grande avversario per questa Juve Stabia possa essere la Juve Stabia stessa? Teme la classica ansia da prestazione dovuta all’importanza della sfida?
“Io penso che l’ansia sia una parola che non dovrebbe far parte di questo mondo. Ci può essere preoccupazione, pressione, ma ritengo che dall’altro lato stiano provando esattamente le stesse cose, quindi dovremo essere lucidi e badare semplicemente a sbagliare il meno possibile, senza strafare visto che questi ragazzi hanno già abbondantemente fatto capire chi sono”.
La Juve Stabia ha affrontato e battuto la Casertana poche settimane fa, può essere un vantaggio per voi aver potuto studiare così recentemente i vostri imminenti avversari?
“Come noi abbiamo potuto studiare loro, lo stesso hanno potuto fare a parti invertite, quindi volendolo interpretare come vantaggio ce l’hanno entrambe le squadre. Ma io penso che dopo 36 giornate le squadre si conoscono tutte, la differenza la fa la capacità di stare nella partita tutti i 90 minuti, reagire in maniera positiva ad eventuali episodi negativi, non perdere la concentrazione, e la consapevolezza per noi che fuori lo Stadio ci saranno tante persone che sognano, soffrono per noi e a cui dobbiamo dare la soddisfazione di continuare a credere in un obiettivo enorme, per loro dobbiamo impegnarci a dare continuità allo strepitoso girone di ritorno fatto”.
La Juve Stabia ha mostrato grande gioco negli ultimi mesi, ha concluso col quarto miglior attacca e nel finale di stagione è stata raggiunta la media di praticamente due reti fatte a partita. C’è il rischio che tutto questo possa portare a sottovalutare la sfida e ad adagiarsi?
“Adagiarsi in una situazione del genere la vedo difficile, anche volendo. Si tratta di un atteggiamento che non potrei mai accettare, questa potenzialmente potrebbe essere la nostra ultima partita e dobbiamo affrontarla con l’atteggiamento di sempre. La consapevolezza deve essere che guardare la classifica oggi è inutile, si azzera tutto, dobbiamo prendere le cose positive del campionato e portarle ai Play-Off, dimostrando a tutti che la Juve Stabia non solo voleva essere qui, ma vuole anche arrivare fino in fondo”.
