Il momento tanto atteso è arrivato. L’11 giugno avrà inizio UEFA Euro 2020, di sicuro il “posticipo” più atteso – insieme alle Olimpiadi di Tokyo di fine luglio – tra tutte le manifestazioni che lo scorso anno sono state rinviate a causa della pandemia di COVID-19. La presenza dell’anno 2020 all’interno del nome della competizione – come del resto sul logo – rischia di stonare un po’ ma è doverosa, soprattutto considerando che lo scorso anno, la manifestazione continentale avrebbe festeggiato i suoi primi sessant’anni, anche quelli, di conseguenza, simbolicamente rinviati.
Per l’occasione, è stato deciso di rendere questo Europeo itinerante: non ci sarà un Paese, o due Paesi confinanti, ad ospitare l’intera manifestazione – come d’abitudine – ma ben undici, tra cui l’Italia, la quale, come quasi tutte le altre nazioni ospitanti, giocherà le partite della fase a gironi in casa. Sarà proprio la nazionale italiana a dare inizio al Campionato europeo l’11 giugno alle 21:00 nella gara contro la Turchia e lo farà nello stadio Olimpico di Roma, dove si giocheranno altri due incontri della fase a gironi e un quarto di finale.
Così come per il precedente Europeo francese, anche questo prevede sei gironi da quattro squadre, per un totale di ventiquattro nazionali. Le prime due squadre di ogni girone si qualificheranno agli ottavi di finale, così come le quattro migliori terze. In tutto saranno sedici le rappresentative che accederanno alla fase successiva. Andiamo ad analizzare brevemente i sei gruppi di partenza, che sono così suddivisi:
Gruppo A: Turchia, Italia, Galles, Svizzera
Gruppo B: Danimarca, Finlandia, Belgio, Russia
Gruppo C: Olanda, Ucraina, Austria, Macedonia del Nord
Gruppo D: Inghilterra, Croazia, Scozia, Repubblica Ceca
Gruppo E: Spagna, Svezia, Polonia, Slovacchia
Gruppo F: Ungheria, Portogallo, Francia, Germania
Gruppo A. Nel primo gruppo, l’Italia (per la quale seguirà un focus specifico) sembrerebbe essere la favorita per la vittoria del girone. Tuttavia, il trittico di partite non sarà per niente facile. La Turchia si presenta con Celik, Yazici e Burak Yilmaz – neo-campioni di Francia con il Lille – a comporre lo scheletro degli undici con Calhanoglu e Under ad aumentare il tasso tecnico. La Svizzera, allenata dalla vecchia conoscenza del calcio italiano Vladimir Petković, può contare, invece, su un gruppo solido fatto da calciatori poco illustri ma di sicuro molto esperti come l’atalantino Freuler e l’ex-interista Shaqiri. Tra le quattro squadre del girone A, quella che ha fatto il miglior percorso nello scorso Europeo – arrivando in semifinale – è, di sicuro, il Galles, alla seconda partecipazione nella sua storia e con la sua stella Gareth Bale. Il quattro volte vincitore della Champions League potrebbe dire addio al calcio per dedicarsi al golf; di certo, non vorrà farlo da semplice comparsa.
Gruppo B. B come Belgio. I giustizieri del Brasile allo scorso mondiale si presentano, al pari dei Francesi, con il favore dei pronostici e con una rosa ricca, che gronda di forza, talento ed esperienza. Potenziale punto debole potrà rivelarsi la difesa, in cui si ricomporrà la coppia – mai particolarmente irreprensibile – Vertonghen-Alderweireld. Dietro il totem Lukaku, i pericoli principali sono sempre De Bruyne ed Eden Hazard, quest’ultimo in cerca di riscatto dopo le due deludenti stagioni al Real Madrid.
Il sorteggio ha previsto, inoltre, il derby scandinavo tra Danimarca e Finlandia (il 12 giugno alle ore 18). Tra i Danesi ci sono giocatori affermati – come Schmeichel del Leicester, il difensore del Milan Kjaer e il fresco campione d’Italia Eriksen – ma anche una folta colonia di talenti, alcuni dei quali sbarcati anche nel nostro campionato: Maehle (Atalanta), Skov Olsen (Bologna) e Damsgaard (Sampdoria). Dall’altra parte, la Finlandia – avversaria della Nazionale Italiana durante le qualificazioni – può contare sulla vena realizzativa del trentunenne attaccante Teemu Pukki. A chiudere l’elenco delle quattro squadre del girone c’è la Russia, che non ha affatto sfigurato ai mondiali casalinghi e che cercherà di farsi largo a spallate per un posto agli ottavi. Particolare attenzione al monegasco Golovin, l’atalantino Miranchuk e alla “Torre”d’attacco Dzyuba.
Gruppo C. Bentornata Olanda! Nel terzo gruppo della fase finale dell’Europeo gli Orange – allenati dall’ex allenatore dell’Inter De Boer – si presentano, sulla carta, come la selezione favorita per la vittoria del girone. Importante il passo indietro dell’uomo più rappresentativo in campo, vale a dire Virgil Van Dijk, non al meglio dopo il grave infortunio dello scorso autunno. Agli “italiani” De Ligt e De Vrij il compito di non far rimpiangere il difensore che nel 2019 è stato vice-pallone d’oro alle spalle di Messi. A proposito della Pulga argentina: il centrocampo dell’Olanda sarà sapientemente guidato da Frankie de Jong, suo “scudiero” nel Barcellona, e dal sempre più blaugrana Wijnaldum.
Benvenuta Macedonia! L’Europeo saluta per la prima volta la selezione macedone, qualificatasi nei play-off grazie all’eterna bandiera Goran Pandev. Alla soglia dei trentotto anni, l’ex Napoli ha ancora voglia di togliersi qualche soddisfazione sulla scena internazionale. A supportarlo in questa impresa, il napoletano Elmas e Alioski, terzino con il numero 10 in forza al miracoloso Leeds del Loco Bielsa. Le ultime due squadre del gruppo sono l’Ucraina dell’atalantino Malinovskyi, guidata dal CT Andriy Shevchenko, e l’Austria di David Alaba, difensore – ex del Bayern Monaco – appena ufficializzato come nuovo calciatore del Real Madrid.
Gruppo D. Il quarto gruppo si prospetta uno dei gironi, in assoluto, più interessanti, con almeno due incroci di notevole prestigio: Inghilterra-Croazia (13 giugno, ore 21:00), remake della semifinale dei mondiali del 2018 e Inghilterra-Scozia (18 giugno, ore 21:00), un derby britannico non affatto scontato. In attesa di capire se il difensore Maguire avrà smaltito del tutto l’infortunio subìto con il Manchester United, la nazionale inglese potrà contare sulla grande freschezza portata dalla verve dei giovani talenti. Tra questi, su tutti, il fresco vincitore della Champions con il Chelsea Mason Mount e il pupillo di Guardiola Phil Foden. A loro il compito di supportare al meglio Harry Kane, che di certo vorrà bissare il primo posto in classifica cannonieri dell’ultimo mondiale. I cugini scozzesi, pur non avendo lo stesso appeal dei “leoni” allenati da Gareth Southgate, suscitano, comunque, molta curiosità per come affronteranno questo trittico di partite. Tra
le loro fila spiccano Robertson – la freccia sinistra del Liverpool di Jurgen Klopp – e McTominay, giovane centrocampista in forza al Manchester United. A competere con la Scozia per scrollarsi il ruolo da Cenerentola del gruppo D c’è la Repubblica Ceca dell’“italiano” Barak – protagonista del Verona nel campionato appena conclusosi – e l’attaccante ex Roma e Sampdoria Patrick Schick. Infine la Croazia, finalista dei mondiali russi e orfana di calciatori del calibro di Ivan Rakitic e Mario Mandzukic. A Modric e compagni, il compito di rendere meno amare queste notevoli assenze e di guidare lontano la rappresentativa balcanica.
Gruppo E. E di “Epurazione”. Questa è la parola-chiave se si pensa alle vicende analoghe di Spagna e Svezia, due delle nazionali del girone. Per la prima volta, in assoluto, un giocatore del Real Madrid non prenderà parte ad una spedizione internazionale con La Roja. Nemmeno Sergio Ramos, che del Real e della Spagna è stato, per anni, l’elemento di maggior carisma. La stessa nazionale spagnola potrebbe, però, dargli la grande opportunità di giocare le Olimpiadi il prossimo luglio. La squadra di Luis Enrique, che può sembrare lontana dai fasti dei tempi di Aragones e Del Bosque, viene, in realtà, da una qualificazione alle final-four di Nations League – in cui affronterà l’Italia in semifinale il prossimo 6 ottobre – e può contare su parco giocatori assolutamente invidiabile e sulla solita filosofia di calcio propositiva. Tra gli interpreti: il diciottenne Pedri del Barcellona, il napoletano Fabian Ruiz – premiato come miglior giocatore dell’Europeo U21 del 2019 – e lo juventino Morata che si avvicenderà con Gerard Moreno del Villareal per il ruolo da punta centrale.
La Svezia allenata dal CT Andersson, reduce da un’ottima figura nello scorso mondiale, ha deciso di optare per la continuità che, tradotto in scelte tecniche vuol dire “niente rapporti di forza in spogliatoio”, ergo Ibra a casa. Al suo posto dovrebbe agire il veterano Marcus Berg ma attenzione al ventiduenne Isak della Real Sociedad, autore di una stagione memorabile con ben diciassette gol all’attivo. Alle loro spalle, il gioco passa per i piedi di Emil Forsberg del Lipsia e da quelli dello juventino Kulusevski. Convocati per la Svezia anche gli “italiani” Ekdal (Sampdoria) e Svamberg (Bologna).
Anche la Polonia che si presenterà ad Euro 2020 parla molto bene l’italiano, intanto perché allenata da Paulo Sousa, che ben conosce il nostro calcio, e poi perché può contare, in ogni reparto del campo, sull’esperienza e sul talento dei calciatori della Serie A. In qualità di guide per la difesa ci saranno Szczesny (Juventus), Bereszynski (Sampdoria), Glik (Benevento) con Dawidowicz del Verona valida alternativa. A centrocampo fiducia a Linetty (Torino) e all’esplosività del napoletano Zielinski. Terminale offensivo, la scarpa d’oro Robert Lewandowsi. Non male davvero! Più indietro, nei pronostici, la Slovacchia, che si affida all’interista Skriniar e a Marek Hamsik, da qualche mese al Goteborg e sempre nel cuore dei tifosi del Napoli. Presenza “italiana” anche a centrocampo con Lobotka (Napoli), Kucka (Parma) e Haraslin (Sassuolo).
Gruppo F. Quello che si direbbe essere “un girone di ferro” con le tre compagini che durante gli ultimi sette anni si sono avvicendate lassù, al comando della scena internazionale. Tra le fila del Portogallo campione in carica, oltre a Cristiano Ronaldo, sono i “giovani terribili” del City di Guardiola i principali punti di forza: Ruben Dias e Cancelo i difensori e Bernardo Silva in attacco. Da segnalare, due “delusi” illustri, Bruno Fernandes – secondo con il suo Man. United in Premier ed Europa League – e Joao Felix, campione con l’Atletico Madrid ma non una prima scelta del mister Simeone.
Quale fra tutte le squadre eserciterà una forza magnetica tale da attrarre la coppa dell’Europeo? Forse bisognerebbe chiederlo ai campioni del mondo in carica della Francia – favorita per vincere anche Euro 2020 – che si presentano ai nastri di partenza con Karim Benzema, convocato dopo sei anni dal CT Deschamps. La punta di diamante del Real Madrid guiderà i Transalpini assieme a profili del calibro di Griezmann, Mbappè, Pogba e Kanté.
The last dance. “L’ultimo ballo” è quello di Joachim Löw sulla panchina della Germania prima di lasciare il posto all’oramai ex tecnico del Bayern Flick. La nazionale tedesca si presenta alla manifestazione continentale dopo il flop mondiale del 2018 e le non brillantissime uscite – tra Nations League e Qualificazioni per Qatar 2022 – con Spagna e Macedonia. Guai, tuttavia, a sottovalutare i quattro volte campioni del mondo. Tra i calciatori, occhio a Gosens – unico della Serie A nella squadra –, Gundogan – che nell’ultimo anno, con Guardiola, ha imparato a giocare anche da attaccante centrale – e, infine, Jamal Musiala, stellina classe 2003 che agli Ottavi di Champions ha castigato la Lazio a domicilio. Infine, l’Ungheria del commissario tecnico torinese Marco Rossi sarà guidata da Szoboszlai – corteggiato in passato anche dal Napoli – per cercare di onorare al meglio l’impegno europeo.
Proprio quest’ultimo girone potrà chiarire qualche idea e ricalibrare, eventualmente, alcuni pronostici sulla vincitrice finale. Pronostici che sembrano non poter prescindere, in questa fase, dal porre la Francia lì in alto, come candidata alla vittoria finale del torneo; non senza, però, quelle piacevoli incognite, legate alle potenzialità delle avversarie, che rendono uniche manifestazioni del genere. E allora non ci resta che augurare a tutti un entusiasmante Europeo e di godere di certe notti che, finalmente, non dovremo più veder posticipate.
Francesco Monda
