«Son giunchi che piegano le spade vendute: già l’aquila d’Austria le penne ha perdute.». Con queste parole molto forti – che presagiscono un lento e inesorabile declino dell’impero austriaco negli decenni tra fine Ottocento e inizio Novecento – ha inizio la quinta strofa del Canto degli Italiani, ovverosia il nostro inno nazionale di cui, quasi sempre, viene cantata solo la prima parte nota a tutti. Naturalmente, anche ai nostri Azzurri, che a Wembley, sabato 26 giugno alle ore 21, la urleranno con fierezza prima del fischio d’inizio della gara contro l’Austria, valevole per l’accesso ai quarti di finale. Gli uomini di Franco Foda, infatti, battendo l’Ucraina nel fondamentale “spareggio” per il secondo posto del gruppo C, si sono regalati, per la prima volta, l’accesso alla fase ad eliminazione diretta in un Europeo.
L’Austria è una delle squadre più affrontate dall’Italia nella sua storia, con trentasette precedenti a referto e un bilancio che, pur essendo favorevole alla nostra Nazionale, è, tutto sommato, equilibrato, con 17 vittorie azzurre, 12 vittorie per gli Austriaci e 8 pareggi. Le due rappresentative non si affrontano, però, da tredici anni. Era, infatti, il 20 agosto del 2008 e, in occasione di un’amichevole, Lippi fece il suo secondo esordio da commissario tecnico dell’Italia, dopo il fallimentare biennio con Roberto Donadoni. Il risultato finale fu di 2-2, con gli Azzurri che rimontarono, grazie a Gilardino e ad un’autorete del portiere avversario, dopo essere andati sotto di due gol. Da segnalare, in quell’Austria, Garics, all’epoca tra le fila del Napoli di Reja, e un altro calciatore che napoletano lo sarebbe diventato un anno dopo, vale a dire Hoffer. Tre sono, invece, i precedenti in una fase finale di una competizione tra le due selezioni, tutti e tre in un Campionato Mondiale: nel ’78 finì 1-0 per l’Italia con gol dell’indimenticabile Paolo Rossi; in una delle notti magiche del ’90 la nostra vittoria – sempre per 1-0 – fu firmata da Totò Schillaci e nel ’98, invece, furono Baggio e Vieri a mettere il loro nome sul tabellino per il 2 a 1 finale.
Bella, solida e vincente. Anche con una formazione cambiata per otto undicesimi l’Italia non smarrisce la sua, oramai classica, natura e raccoglie gli ultimi tre punti in palio del suo girone. A regalare questa vittoria, ancora una volta, uno degli uomini meno attesi, non solo in campo la scorsa domenica ma, in generale, tra i 26 convocati per questo “viaggio” per l’Europa: l’atalantino Matteo Pessina, tuttofare azzurro lanciato in orbita da Juric e Gasperini. Italia-Galles è stata anche l’occasione per rivedere il doppio play classico voluto dal nostro CT, formato da Jorginho – da cui proprio non si può, assolutamente, prescindere – e Verratti, di ritorno dall’infortunio e autore di un’ottima partita, impreziosita dall’assist da calcio piazzato per il gol di Pessina. Aumentano, perciò, le possibilità di vedere questa stessa coppia nel nostro centrocampo titolare di sabato prossimo, anche se Locatelli – più che mai al centro di una trattativa che potrebbe, in poco tempo, portarlo alla Juventus – scalpita per la terza maglia da titolare del suo Europeo. È folta la colonia di calciatori che tonerà a scendere in campo dal primo minuto dopo il riposo concesso dal CT in occasione dell’ultima partita: in attesa del rientro di Chiellini, dovrebbe essere ancora Acerbi ad affiancare Bonucci, la coppia di esterni difensivi, invece, dovrebbe essere formata da Di Lorenzo e Spinazzola, tra i più propositivi nelle prime due uscite; a centrocampo è intoccabile, oltre all’ex Napoli Jorginho, l’interista Barella; il tridente d’attacco anti-Galles, infine, dovrebbe lasciare, in toto, il posto a Berardi, Immobile e al numero 10 Insigne.
La selezione austriaca è sapientemente guidata da Franco Foda – allenatore tedesco ma di padre italiano – e può contare su ben ventuno calciatori che militano nella Bundesliga, anche più della Germania. Anche per questo motivo, l’Austria – proprio come l’Italia del nuovo corso targato Mancini – si sta, sempre di più, affermando come un vero e proprio laboratorio in cui si applicano i principi fondamentali di un calcio moderno, pragmatico e vincente propri del campionato tedesco. Il sistema di gioco degli Austriaci è molto fluido, con moduli diversi nella stessa partita e, spesso, figlio dalla posizione di un calciatore in particolare, vale a dire il neo-blanco David Alaba. L’ex Bayern è un punto di riferimento costante per i compagni, indipendentemente da ruolo che occupa sul rettangolo verde, che può essere quello di centrale nei tre di difesa, esterno/terzino sinistro oppure mezz’ala sul centro-sinistra. La formazione che scenderà in campo sabato sera al Wembley di Londra dovrebbe essere la stessa che ha battuto 1-0 l’Ucraina di Shevcenko. Da monitorare, in difesa, le condizioni di Hinteregger, che lo scorso lunedì ha riportato una contusione al muscolo della coscia. Una potenziale fonte di pericoli per la difesa di Mancini potrebbe essere costituita dalle due ali a tutta fascia Alaba e Lainer, tre anni fa molto vicino a vestire la maglia del Napoli. Chi, invece, la maglia di una squadra italiana l’ha vestita in passato – ed è a un passo dal vestirla di nuovo in quel di Bologna – è Arnautovic, che già è andato a segno nella partita d’esordio e, di certo, non vorrà sfigurare dinanzi al suo nuovo pubblico, nel preludio alla nuova stagione. A supportarlo ci saranno i trequartisti Sabitzer e Baumgartner.
L’arbitro della gara sarà Anthony Taylor. Il fischietto inglese arbitrerà per la terza volta una partita in questa competizione, dopo Danimarca-Finlandia e Portogallo-Germania. Quella di sabato sarà la quarta partita degli Azzurri che Taylor dovrà dirigere: i precedenti parlano di un equilibrio perfetto con una vittoria (Grecia Italia 3 a 0 dell’8 giugno 2019), un pareggio (Italia Olanda 1-1 dell’14 ottobre scorso) e una sconfitta (per 3 a 1, in amichevole con la Francia nel 2018).
Probabili formazioni
ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Acerbi, Spinazzola; Verratti, Jorginho, Barella; Berardi, Immobile, Insigne. CT.: Roberto Mancini
AUSTRIA (4-3-2-1): Bachmann; Alaba, Hinteregger, Dragovic, Lainer; Grillitsch, Laimer, Schlager; Sabitzer, Baumgartner; Arnautovic. CT.: Franco Foda
Francesco Monda
