Fabio Caserta, tecnico del Benevento, è stato ospite ieri sera della trasmissione Ottogol, in cui s’è raccontato a tutto tondo, dall’amara sconfitta contro il Parma al modulo e agli atteggiamenti adottati nei confronti del gruppo squadra. “Sul gol del Parma c’è stato un duplice errore: prima sul nostro calcio d’angolo, che potevamo sfruttare meglio, poi sulla ripartenza affidata a Vazquez. La grande prestazione resta, ma alla squadra non ho detto nulla poco dopo perché a caldo non sempre è positivo parlare – ha esordito l’allenatore ex Perugia. L’importante è sempre l’equilibrio. Contro l’Alessandria rischiavamo spesso di esagerare nella costruzione offensiva della manovra, ma a volte le partite puoi vincerle anche con una sola occasione, come capitato agli uomini di Maresca”.
Poi il tecnico s’è soffermato sul modulo più congeniale al Benevento: “Il 4-2-3-1 è decisamente quello che più ci assicura equilibri e maggiori soluzioni. Ed è anche quello che mi permette di valorizzare i giocatori a disposizione, anche se ho una rosa che potrebbe adeguarsi anche ad altri moduli”. In particolare alcuni giocatori hanno attirato l’attenzione di Caserta: “Insigne è si allena sempre al massimo, gli manca continuità, ma deve capire il suo valore. Elia, invece, è un calciatore duttile, che ho utilizzato anche come punta al Perugia, può ancora migliorare tanto. Infine su Moncini c’è da capire che è reduce da un infortunio e che bisogna aspettare che ritorni in forma. Ma anche lui è un calciatore importante”.
Inoltre, Fabio Caserta s’è già distinto per alcune regole su cui è intransigente: “Il cellulare è una cosa a cui tengo anche io, ma ha tolto molto dialogo e in allenamento bisogna essere concentrati. A tavola non si deve usare e, spesso, non rispondo neanche a mia moglie. E’ una questione di educazione. Inoltre ho organizzato le camere in cui ci sono calciatori dello stesso ruolo per facilitare proprio il dialogo. Chi trasgredisce è costretto a fare i conti con una multa salata, sono regole che si devono assolutamente rispettare”.
Infine, sul mercato – in particolare Lapadula – e sul Sud: “Vigorito mi ha dimostrato che quando vuole un calciatore fa di tutto per prenderlo. Lapadula? Normale voglia giocare in A, ma ha sempre dato il massimo e massima disponibilità. Spero rimanga qui perché in serie B sposta gli equilibri. Su Benevento dico che è una piazza esigente, con una società esigente, e questo per un allenatore è il massimo. Qui al Sud mi sento a casa”.
Benevento, Caserta: “Qui mi sento a casa, una piazza esigente è il massimo per un allenatore”
