All’esordio stagionale in una gara ufficiale, il Napoli ha battuto per 2-0 il Venezia e conquistato i primi tre punti del suo campionato. Dunque buona la prima per il Napoli targato Luciano Spalletti, che, nonostante gli oltre sessanta minuti di gara disputati in inferiorità numerica, ha ampiamente meritato la vittoria per quanto visto all’interno del rettangolo di gioco. Una serata speciale che ha visto il ritorno dei tifosi sugli spalti dell’impianto di Fuorigrotta, ma una serata anche storica, perchè è stata la prima volta con la presenza del pubblico da quando lo stadio porta il nome del grande Diego Armando Maradona, a cui è stato reso omaggio al decimo minuto di gioco. Una serata che dunque resterà memorabile per tutti coloro che finalmente hanno potuto rivivere quelle emozioni e sensazioni che mancavano da tanto, troppo tempo e delle quali il calcio e i tifosi non possono fare a meno.
Il protagonista della notte del Maradona e della nostra rubrica ” Il Protagonista azzurro” risulta essere indiscutibilmente Lorenzo Insigne, che ha nuovamente dato prova di grande maturità e di un’avvenuta consacrazione sotto l’aspetto sia tecnico che caratteriale. Sin dal momento in cui la squadra è scesa in campo per il riscaldamento, il capitano è stato il più acclamato dai tifosi presenti sugli spalti con varie manifestazioni d’affetto nei suoi confronti. In svariate occasioni è stato intonato il coro “C’è solo un capitano…” e che ciò sia avvenuto anche dopo il calcio di rigore fallito, è un segnale forte e una dimostrazione di crescita anche da parte della tifoseria. Poi il numero 24, da vero leader, si è preso la responsabilità di ripresentarsi sul dischetto quando erano trascorsi appena cinque minuti dall’errore. Con grande personalità ha chiamato a sè il pallone e non si è lasciato sfuggire l’occasione per il riscatto, non è da tutti calciare per la seconda volta dagli undici metri dopo aver sbagliato, ma Lorenzo, come da lui stesso sottolineato nell’esultanza, ci ha messo gli attributi.
Significativa anche la sua reazione al rosso di Osimhen, dopo il quale ha incitato a gran voce i compagni urlando “non fa niente, non fa niente”, invitando tutti a non farsi destabilizzare da un’episodio che avrebbe potuto seriamente compromettere la partita. Il talento di Frattamaggiore si è caricato la squadra sulle spalle svariando su tutto il fronte offensivo, inventando e agendo molto bene anche da falso nueve, tanto cuore e sacrificio da parte sua. E’ dunque un Insigne carico, determinato e concentrato a pieno sulla causa azzurra nonostante la delicata situazione legata al rinnovo del contratto, a conferma del suo grande attaccamento a questa maglia, che sente addosso come una seconda pelle e con la quale ci si augura possa concludere la propria carriera. Un altro fattore fondamentale è il continuo consolidarsi del rapporto con la piazza, ora non ci sono più dubbi, la Napoli vera e realmente legata ai colori azzurri è con Lorenzo Insigne e vede in lui l’esaltazione del sentimento della napoletanità, una figura dalla quale potersi sentire rappresentati e un patrimonio di cui squadra e città necessitano. Il rinnovo è da considerarsi una priorità assoluta.
L’espulsione di Osimhen, l’infortunio rimediato da Zielinski e il primo calcio di rigore non realizzato, sembravano essere il preludio ad una serata stregata. Dopo un buon inizio nei primi venti minuti di gioco, il Napoli, una volta rimasto in dieci uomini, nel finale della prima frazione di gioco ha faticato nel dare ritmo al proprio palleggio e nello scardinare il muro difensivo avversario. Ma la squadra non si è lasciata abbattere dalle avversità e nella ripresa ha notevolmente alzato il livello di intensità e qualità del gioco, attaccando con grande determinazione e veemenza. Su quest’aspetto si è iniziata a vedere la mano di Luciano Spalletti, il quale si sta mostrando un gran motivatore e oltre ad un lavoro molto meticoloso dal punto di vista tecnico-tattico, è molto concentrato sul fare in modo che i suoi compiano un salto di qualità anche sotto l’aspetto caratteriale. Il tecnico toscano ha sin dall’inizio l’obiettivo di imprimere al suo Napoli, oltre ad un’attitudine ad imporre il proprio gioco, anche la capacità nel cambiare abito in base alle necessità e nel riuscire a gestire con compattezza i momenti di difficoltà; l’equilibrio è alla base della sua idea di calcio. Ovviamente per vedere il vero e proprio Napoli di Spalletti bisognerà aspettare un po’, ma i primi frutti del lavoro svolto durante il precampionato cominciano a vedersi.
Tra i migliori in campo del match contro il Venezia anche Elif Elmas, che ha avuto un impatto ottimo sulla gara dopo il suo ingresso in campo al posto di Zielinski e fornito una prestazione di grande qualità e sostanza. Spalletti può certamente essere l’allenatore giusto per favorire la maturazione calcistica del macedone, che è parso in grande spolvero sia al ritiro di Dimaro che in quello di Castel di Sangro, agendo molto bene sia nella posizione di mezz’ala nel 4-3-3 che di trequartista alle spalle della punta nel 4-2-3-1. Il classe 1999 come non mai sta mettendo in mostra delle doti tecniche molto importanti e se riuscirà anche ad essere più disciplinato tatticamente, per lui può davvero essere l’annata della consacrazione. In difesa monumentale Koulibaly, il senegalese ha dato sicurezza all’intero reparto e compiuto alcuni prodigiosi interventi in scivolata. Spalletti fa grande affidamento su Kalidou, di cui ha più volte sottolineato la grande importanza e elogiato il lato umano e la leadership.
Chi invece ha ancora da crescere sotto l’aspetto caratteriale è Victor Osimhen, che in apertura è stato il più attivo tra gli azzurri. Ma poi un gesto di stizza sugli sviluppi di un calcio d’angolo ha causato l’espulsione dell’attaccante nigeriano, certamente una grave ingenuità da parte sua, ma che poteva essere sanzionata anche con l’ammonizione. Guardando le immagini, la scelta del direttore di gara Aureliano può ritenersi eccessiva. Ma ciò non toglie che un calciatore come Osimhen, su cui il Napoli ha investito fior di milioni e sul quale ci sono grandi aspettative per questa stagione, deve imparare a controllare il proprio istinto per il bene di se stesso e della squadra. Il giudice sportivo ha inflitto due giornate di squalifica al numero 9 azzurro, che dunque al momento salterà le gare contro Genoa e Juventus. Ma la SSC Napoli è già pronta a presentare ricorso per provare ad ottenere la riduzione della squalifica ad una giornata.
Riguardo al mercato, c’è attesa per capire cosa accadrà in quest’ultima settimana. Dopo l’operazione lampo per Juan Jesus, il mercato in entrata sembra essere difficilmente destinato a sbloccarsi senza cessioni o se sì soltanto per operazioni con la formula del prestito. Ad oggi il club sembra intenzionato a tentare di colmare le mancanze con delle soluzioni interne anche piuttosto rischiose. Soprattutto in riferimento alla fascia sinistra, dove attualmente c’è Mario Rui ed un Ghoulam in procinto di recuperare, ma si tratta pur sempre di un calciatore che, purtroppo, da quattro anni è tormentato da problemi fisici che fino ad ora non gli hanno permesso di tornare a giocare con una certa continuità. Un rinforzo in quella zona del campo servirebbe, ma al momento non arrivano segnali a riguardo e con l’arrivo di Juan Jesus è probabile che la società punti sull’adattabilità del brasiliano al ruolo di terzino sinistro. Se dovesse esserci un innesto finale è più probabile che arrivi a centrocampo, dove in effetti, soprattutto in questo momento con l’assenza di Demme, Spalletti ha gli uomini contati.
Lo si era capito sin dalla conferenza stampa di De Laurentiis a Roma che questo sarebbe stato un calciomercato nel quale il Napoli avrebbe o operato poco sia in entrata che in uscita oppure acquistato investendo il tesoretto incassato da eventuali cessioni. E’ ormai ad un passo dal concretizzarsi la prima opzione, la quale può sicuramente essere ritenuta la migliore delle due, in quanto sarebbe stato molto complicato rimpiazzare i pezzi pregiati della rosa con calciatori di pari livello. La permanenza di tutti i big sarebbe un qualcosa di fondamentale e di cui eventualmente tener conto nel bilancio finale di questa sessione, ma allo stesso tempo è lecito aspettarsi l’aggiunta di quei tasselli che andrebbero a completare l’organico e che permetterebbero di poter affrontare al meglio ogni singola competizione. Non ci sono dubbi sul fatto che la squadra sia altamente competitiva nell’undici titolare, ma si sa che la coperta corta in alcune posizioni del campo alla lunga può pesare e rischiare di compromettere la possibilità di lottare su più fronti.
Tornando al campo, partire con il piede giusto era fondamentale anche sotto l’aspetto mentale, perché vincere aiuta a vincere. Ora al Ferraris contro il Genoa, gli azzurri dovranno provare a dare continuità ai primi tre punti per far sì che partita dopo partita aumenti la fiducia e la consapevolezza della propria forza.
Foto: profilo instagram Lorenzo Insigne
