Portici, Sarnataro: “Vittoria di livello, ma manteniamo umiltà e cattiveria”

Al termine della vittoria contro il Biancavilla – 2 a 0 maturato grazie alle reti di Romano e Filogamo – il tecnico del Portici, Salvatore Sarnataro, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di CampanianelPallone, analizzando l’incontro e il primato in classifica. “Non voglio sentire parlare di primi in classifica, siamo soltanto all’inizio della stagione – ha esordito l’allenatore porticese. Umiltà e voglia di lottare ogni partita devono accompagnarci in tutta la stagione. Oggi vanno fatti i complimenti ai ragazzi, non era facile partire in questo modo in campionato. Alcuni giocatori ce li siamo ritrovati strada facendo e se oggi c’è questa condizione tecnico-tattica il merito è dello staff. È stata una vittoria di livello contro una squadra ben messa in campo e con un signor allenatore. Abbiamo mantenuta sempre alta la concentrazione e siamo stati premiati”. Sulla prestazione di Romano e la sua posizione mobile sulla trequarti: “Lui ed Elefante sono due calciatori di raccordo, devono essere liberi di muoversi sul fronte d’attacco senza dare riferimento. E se il centrocampo ti supporta riesci a farli esaltare bene e possono puntare gli avversare negli ultimi 25 metri”.

Poi l’allenatore s’è soffermato sulla creazione di palle-gol: “Siamo una squadra che ha grandi margini di miglioramento, ed è naturale che dobbiamo esprimerci ancora meglio e creare più palle gol. Abbiamo lavorato affinché questo inizio potesse darci una marcia iniziale, i momenti bui arrivano da un momento all’altro e dobbiamo rimanere con i piedi per terra”. Contro il Biancavilla è arrivata anche la prima porta inviolata: “I numeri non mentono mai. Ritengo che dobbiamo prenderci le giuste soddisfazioni, ma non dobbiamo perdere la testa. Continuare così con umiltà e cattiveria. Non sarà facile con le partite infrasettimanali, c’è bisogno di rispetto per gli avversari. L’obiettivo resta la salvezza, poi eventualmente alzeremo l’asticella, ma fino ad allora c’è un solo obiettivo“. Infine, sulla difficoltà di gare ravvicinate e trasferte insidiose: “In questi casi si lavora soprattutto sull’aspetto mentale, sul dare il giusto riposo e vivere l’allegria di questi momenti. Atleticamente si può fare poco, ma quello che abbiamo fatto durante il ritiro ci sta pagando adesso. L’entusiasmo deve portarci avanti, oliando i meccanismi delle giocate”.