Esclusiva Cnp. Mariglianese, parla Niko Tommasini: “Continuiamo a lavorare restando umili. Sono certo che la società…”

Domenica è andata in scena Mariglianese-Casertana, gara valida per la tredicesima giornata del Girone H di Serie D e conclusasi con la straordinaria vittoria della squadra biancoazzurra per 4 a 1. Grande protagonista della partita è stato il difensore Niko Tommasini, rientrato dal primo minuto dopo l’infortunio dello scorso 31 ottobre nel corso della gara casalinga vinta contro il Casarano. Oltre a dirigere la squadra con autorevolezza, Tommasini è stato anche autore del gol che ha chiuso i giochi con un pregevole colpo di testa da calcio d’angolo.
In esclusiva, riportiamo le sue dichiarazioni rilasciate alla nostra testata:

È stata una giornata storica.

“Assolutamente. Contro una piazza così blasonata fare un risultato del genere ha rappresentato una bella vetrina per Marigliano anche in vista del futuro. Penso si stia creando una bella realtà”.

Il 31 ottobre scorso si è giocato Mariglianese-Casarano, a ridosso della mezz’ora sei stato costretto a lasciare il campo per infortunio. Sappiamo tutti quanto sia stato difficile per te e per la squadra l’intero mese di novembre. Ci puoi spiegare come lo avete vissuto e come lo hai vissuto tu personalmente? Quanto è stato importante tornare in campo e farlo in questo modo?

“Il mio infortunio è arrivato subito dopo quello di Alessandro Varchetta e quindi ci siamo trovati molto in difficoltà, soprattutto da un punto di vista numerico. La squadra però c’è sempre stata sotto il profilo della prestazione anche se penalizzata poi dai risultati. È stato un mese di novembre negativo ma solo sotto l’aspetto dei risultati perché la squadra è sempre stata sul pezzo, a combattere per la salvezza. In un girone importante come il nostro, le prestazioni devono essere come l’ultima altrimenti si farebbe molta fatica a salvarsi. Per il rientro in campo, al di là degli ultimi 15’ di Cerignola, sono sinceramente molto contento”.

Oltre al gol vorrei sottolineare due aspetti della partita contro la Casertana: il lancio che ha innescato l’azione del terzo gol di Aracri e, soprattutto, le tue urla al 10’ di gioco a chiamare il pressing alto di Peluso ed Esposito. Al di là del contributo difensivo, pensi che i tuoi compagni abbiano più bisogno del Tommasini che segna, che fa segnare o che allena stando in campo?

“Che segna e fa segnare no perché non sono io che devo occuparmi di queste cose. Io di carattere sono molto coinvolto nei 90’ e cerco di dare il massimo. Non potendo fare alcune cose tecnicamente ne faccio altre e cerco di compensare le mancanze che ci sono. Non penso conti solo l’aspetto tecnico tattico ma anche la carica e la grinta. Noi la domenica riportiamo in campo le linee guida dell’allenatore. Nel fine settimana si chiude il cerchio dell’allenamento infrasettimanale. Sapevamo che per fare risultato contro la Casertana era necessaria un’intensità costante per tutti i 90’.”.

Hai la sensazione che la vittoria di ieri possa aver portato convinzioni nuove e che ci potrà essere una Mariglianese 2.0 post-Casertana?

“Noi siamo sempre stati consapevoli di essere una buona squadra. Ora non dobbiamo pensare chissà che cosa: il nostro obiettivo resta la salvezza. L’ultimo risultato è un exploit, una vetrina per la stagione. Magari a fine anno, a salvezza acquisita, potremo ricordare il 4 a 1 alla Casertana, ma ora dobbiamo rimanere con i piedi per terra e lavorare, sapendo che ogni partita è a sé. Solo con le linee guida del mister e della società potremo raggiungere l’obiettivo salvezza”.

La Mariglianese ha un comparto arretrato con un valore notevole, dove anche i calciatori che vedono meno il campo fanno bene ogni volta che vengono chiamati in causa. Ci puoi parlare del vostro rapporto e, in particolare, del tuo legame con Alessandro Varchetta?

“Quando io e Alessandro non c’eravamo chi è sceso in campo ha fatto benissimo. Ni conosciamo il valore dei nostri compagni. Penso che oltre ad essere un gruppo compatto siamo anche degli ottimi giocatori. Ci sosteniamo a vicenda. Il collettivo, a lungo andare, porta più punti del singolo. Ho una stima immensa per Alessandro. Abbiamo giocato insieme due anni a Fratta, abbiamo perso insieme una finale play-off. Il mio rapporto con lui è ottimo dentro e fuori dal campo così come è ottimo il rapporto con il resto della squadra. Sarebbe molto importante che finissimo l’anno tutti insieme perché in molte realtà ci sono calciatori che vanno e che vengono e tutto ciò non è bello”.

Senti che la società possa giocare un ruolo chiave per quest’ultimo punto?

“Si. Anche loro si sono accorti di aver creato un ottimo gruppo. Sono certo che assieme al mister prenderanno le decisioni migliori per il bene della squadra. Loro già sanno, in vista del mercato, quello che va fatto e quello che non va fatto. Loro hanno visto che stiamo diventando un gruppo forte con dei valori umani importanti”.

Dedichi la vittoria e il tuo gol a qualcuno in particolare?

“A dir la verità vorrei tenermelo ben stretto perché ci tenevo tanto. Lo dedico a me per quello che ho vissuto in questi ultimi anni fatti di alti e bassi e poi lo dedico anche ai miei compagni e a chi mi sostiene sempre”.

Photo credits: Marco Credendino