Portici, Ragosta: “Soluzione è riprenderci psicologicamente, la squadra ha grandi potenzialità”

Al termine della sfida contro il Lamezia Terme, ai microfoni di Campania nel Pallone, a commentare la gara è intervenuto il presidente del Portici, Lorenzo Ragosta, analizzando la prestazione degli uomini di Sarnataro e l’andamento dei vesuviani dopo 10 giornate di campionato: “Credo che i primi venti minuti siano stati del Lamezia, pressavano bene e non riuscivamo a cercare i giusti equilibri. Dopo il 30′, però, è subentrato l’equilibrio e noi, pur producendo poco gioco, ci siamo resi pericolosi. Queste circostanze faceva presagire un tranquillo finale di tempo. Poi c’è stato un nostro errore in ripartenza e in ripartenza ci siamo beccati un gol inaspettato”. Nella ripresa, però, è stato un altro Portici: “Nel secondo tempo li abbiamo messi seriamente in difficoltà, anche se non siamo stati capaci di concretizzare. Sono dispiaciuto perché una mole di gioco prodotto non ha avuto risultati: è stato difficile perché abbiamo giocato con una squadra forte, ma che, chiudendosi con due linee dietro, è diventata ancora più difficile da mettere in pericolo”.

Dopo gli ultimi risultati negativi – sono quattro le sconfitte nelle ultime sei con due pareggi – la squadra ha necessario bisogno di ritrovarsi: “La delusione che ho io è condivisa da tutti. Stiamo subendo un po’ psicologicamente questo andamento negativo. Potevamo vincere anche contro la Real Aversa, mentre contro la Gelbison è stata una disavventura. La soluzione è riprendersi psicologicamente – ha sottolineato Ragosta. Non bisogna perdere di vista un criterio: quando una gara non si può vincere bisogna comunque stare attenti a non perdere”. Le prestazioni, però, sul terreno di gioco non sono mancate: “Nessuno di noi è più importante di tutti noi. Questo è il nostro gruppo, e questo carattere deve vedersi di più nei momenti di difficoltà. Dobbiamo assolutamente pensare che non è mai un obiettivo del singolo, ma un obiettivo del gruppo. Da queste situazioni si esce tutti insieme, non per la giocata del singolo, ma per quello del gruppo. Questo è un gruppo squadra che è sulla buona strada, ma c’è bisogno di essere ancora più uniti”.

Infine, però, non manca la considerazione sul fatto che la squadra debba ancora crescere sotto certi aspetti: “La nostra squadra piò giocarsela con tutti, e dimostrare di poter fare buone prestazioni anche contro squadre di un altro livello. L’unico problema su cui migliorare è l’aspetto mentale. È una squadra che ha grandi potenzialità, ma ho la sensazione che ci manchi ancora qualche gradino per arrivare ad essere un gruppo ancora più unito. È questo – conclude il patron azzurro – che i giocatori devono sempre pensare della nostra squadra, arrivando a ragionare tutti come se fossimo un unico organismo, da chi scende sul campo a chi siede sulla panchina”.