Iervolino: “Sono grato a questa città per come mi ha accolto, ho un progetto ambizioso. Ho parlato con Sabatini… “

È finalmente arrivata la firma di Domenico Iervolino all’atto notarile che lo ha reso nuovo patron dei granata. L’imprenditore, dopo l’ufficialità dell’acquisizione del club, ha poi esposto il suo progetto e il suo pensiero in una conferenza tenutasi alla sede del Caffè Motta:

“Io nella vita ho svolto molte attività, ma dall’ 1 gennaio 2022 sono state tutte cancellate, perché nulla mi ha dato più dell’attenzione mediatica, dell’entusiasmo ed del coinvolgimento che mi ha dato questa iniziativa. Devo essere grato a questa città, a come sono stato accolto dai tifosi, e ringrazio ovviamente anche il sindaco, le istituzioni, gli sponsor. Io ho un progetto complesso ed ambizioso, che punta ad un cambiamento di statuto comportamentale nel mondo del calcio. A me piacciono le sfide, e già in un settore refrattario e duro all’innovazione come quello dell’Università sono riuscito a dare la mia impronta, e spero di fare la stessa cosa anche in questo nuovo ambiente: vorrei cancellare le opacità, gli episodi di tifoseria violenta, rendendo la squadra portatrice dei veri valori dello sport, quello sano e leale. Vogliamo ovviamente anche occuparci di portare le famiglie in sicurezza allo stadio, e di elaborare un laboratorio di medicina personalizzata per la preparazione di atleti nel settore calcistico. C’è la volontà di creare una squadra dalle grandi professionalità, osmotica con il territorio, di cui essere fiero. Gli ex proprietari e Fabiani hanno svolto un ottimo lavoro, ma secondo me non sono riusciti a creare quel link d’amore, non hanno parlato alle corde dell’animo umano. Una squadra di calcio è prospettiva, entusiasmo, valori. Non si può avere un rapporto distante con i giornalisti e non si può evitare di dare risposte ai tifosi. Questo sarà il mio modo di interpretare il calcio: buttare il cuore oltre l’ostacolo con un intelligenza a far bene a rispettare il fair-play finanziario. Ci dovranno essere grandi personalità, e non singoli personalismi autocelebrativi.
Ho parlato ovviamente anche con Angelo Fabiani: l’ho ringraziato, mi sono complimentato, ma gli ho anche rimproverato la poca attenzione nel rapporto con la Salernitana. Si è creato uno scollamento totale tra management e tifoseria.
I tifosi salernitani hanno poi dimostrato orgoglio e dignità fino all’ultimo giorno, e ciò mi è piaciuto in modo particolare, eanche per loro cercherò di attuare una sorta di rivoluzione sul piano tecnologico. L’obiettivo ovviamente è rimanere in Serie A, stiamo preparando una strategia, anche grazie a Sabatini, a cui verrà affidato totalmente il dominio del settore calcistico, in cui io mi sono ancora un neofita. Chiedo pazienza e comprensione, ma sono convinto che questo percorso sarà entusiasmante, sono ottimista, anche perché, parafrasando Eisenhower, il pessimismo non hai vinto una guerra.”

Dopo la presentazione, il nuovo presidente dei granata ha poi risposto a delle domande inerenti a questa nuova avventura:

Lei ha parlato di calcio moderno, riferendosi anche all’arrivo di Sabatini, considerato un visionario. È così che lei immagina la sua Salernitana?

“Certamente. Noi mireremo ad essere la prima società improntata sulla sostenibilità e il benessere dei lavoratori, dei sostenitori e dei tifosi. Io e Sabatini siamo arrivati con reciproco sospetto, ma poi ci siamo complimentati l’uno con l’altro per il modo in cui abbiamo esposto le nostre idee. Lui ha una ferocia e una determinazione che mi sono particolarmente piaciute. Ci sarà sicuramente una conferenza anche con lui. “

Nei primi 10 giorni, quali saranno i suoi obiettivi?

“Siamo qui per non retrocedere, ed inoltre abbiamo due gare ancora da recuperare. In questo giorni parlerò anche con Colantuono, con cui non sono riuscito a parlare di persona, ma l’ho sentito carico, e questo mi ha rincuorato.”

Che messaggio rivolge ai tifosi?

“I tifosi hanno bisogno di qualcosa in cui credere. Il calcio è spettacolo, ma crea anche rapporto, dialogo. Credo sia un errore quando i presidenti dicono che la società è la loro: io proverò a far attaccare sempre di più la tifoseria a questa squadra.”

Quali sono le sue intenzioni per permettere alla Salernitana di salvare la categoria?

“So che in quest’ambito sono molto più importanti i fatti che le parole, ma mi reputo un grande investitore. Cercherò di rendere anche la comunicazione più veritiera, perché una falsa comunicazione può portare solo a de cortocircuiti. “

Come riuscirà a coniugare il bisogno di far bene da subito alla volontà di creare una prospettiva?

“I progetti sono due, vanno di pari passo e sicuramente richiedono tempo. Vogliamo entrare nel cuore delle famiglie, del pubblico, della piazza, di tutti quanti voi. Nell’immediato è chiaro che l’obiettivo è restare in serie A e cercheremo di acquistare giocatori che trattino con noi con il sentimento e non solo con il portafoglio”.

Cosa ne pensa della situazione che si è venuta a creare col Covid?

“Ho fatto sentire la mia voce a Dal Pino e Gravina. Sono morbido che entra in punta di piedi e che ha un carattere mite.  Ma sono anche un rivoluzionario e un combattente che porta avanti ciò in cui crede argomentando con la dialettica. Il cambiamento rompe i privilegi, fa paura e nessuno mostra concretezza quanto è il momento di agire. Soprattutto nel calcio sembra che il volto nuovo venga tenuto a distanza. Io invece sogno che tra qualche anno arriverà un altro Iervolino: più bello, più bravo, più competente. Secondo me vanno cambiate tante cose, a partire dalla divisione dei fondi tra chi sale, chi scende e chi vince. Non ho la ricetta, la bacchetta magica nè la presunzione che l’ultimo arrivato possa modificare uno status di cose che va avanti da anni, ma vorrei essere ascoltato. bilanci colabrodo, nessuna innovazione in alcun settore, in pochissimi investono nei vivai o nelle città, la tecnologia è uno strumento fondamentale che viene bistrattato. Negli ambienti del calcio porterò la mia esperienza, sono a loro disposizione. Una crescita del sistema è una crescita che porta benessere a ciascuno di noi. Non solo al presidente, al dirigente o all’allenatore”.