Una prova di umiltà, di sacrificio e di lavoro. Come detto dal tecnico Sarnataro nel post-partita, con una rosa in netta difficoltà numerica, lo staff ha lavorato al meglio per non perdere qualità e concentrazione in campionato. Il Portici batte il Troina in casa, allontanando i fantasmi della retrocessione e, anzi, avvicinando i vesuviani a quelle che lottano per i play-off. Una squadra che sembra aver cancellato l’andamento altalenante di fine 2021 e che sembra aver riabbracciato l’andamento dell’esordio di stagione, quando i frutti del lavoro venivano raccolti (quasi) del tutto sul terreno di gioco. Savio Sarnataro, da inizio stagione coltivatore del lavoro, non ha mai messo in dubbio le qualità della rosa che, ad oggi, bacia l’esatta metà classifica con cinque punti di vantaggio sulla zona play-out.
Nessun regalo, ma solo tanta fiducia nel lavoro settimanale: un calcio propositivo che, malgrado qualche pecca di concretezza, si traduce nel portare tanti uomini nella metà di gioco avversaria. Contro il Troina, i vesuviani fanno proprio il dominio del gioco, palleggiando e limitando le giocate forzate. Manfrellotti fallisce sotto porta, ma lavora sporco e aiuta i compagni – dai suoi piedi nasce l’occasione di Carotenuto dei primi 45 minuti di gioco; Romano fa da collante tra attacco e centrocampo, raccogliendo spesso sulla trequarti per puntare la porta e dando pochi punti di riferimento. Per le tante occasioni create – anche da calcio piazzato come capitato con Castagna sul finire del primo tempo – al portici il punteggio di 1 a 0 va stretto, ma l’importante è l’aver conquistato altri tre punti, fondamentali nella corsa alla salvezza che resta pur sempre l’obiettivo primario della società di Lorenzo Ragosta.
Armonia è una delle parole usate dal tecnico porticese per commentare la gara. Non bisogna mai dimenticare che, per la situazione pandemica che continua ad insediarsi anche nel mondo del calcio, in categorie inferiori resta emozionante quando si assiste ad una prestazione armonica. Quando si ha la consapevolezza che tutti remino dalla stessa parte, con sacrificio e con passione. Fa tutto parte della cultura che Sarnataro sta trasmettendo ai suoi ragazzi, le basi del successo che può giungere soltanto se ognuno, come fosse anello di una catena, ingranaggio di un meccanismo più o meno perfetto, fa la sua parte. La strada giusta è perseguire l’obiettivo della salvezza mantenendo sempre i piedi per terra, come sempre ha ripetuto il tecnico, proponendo al tempo stesso un gioco propositivo, insomma facendo calcio. Nella ferma volontà che sacrificio, passione e lavoro paghino sempre a fine stagione.
L’ingresso dei calciatori in campo, infine, con addosso la maglia celebrativa in memoria di Luca Alveri resta la perfetta ciliegina sulla torta della gara. Non c’è modo migliore, se non quello dell’alimentare memoria storica, per omaggiare chi ha voluto, cercato, provato (e riuscito), con passione a fare la sua parte, ad essere parte integrante della famiglia Portici, scrivendo un po’ di storia del calcio giocato della cittadina vesuviana. È sempre un buon momento per non dimenticare chi ha segnato la vita delle persone che amava o la vita di coloro ai quali forniva la sua passione e la sua anima nel calcio. Nella speranza, in conclusione, che si possa osservare la targa, con la quale è intitolata la sala stampa dell’impianto sportivo, dedicata a lui e emozionandosi per un’altra salvezza raggiunta, pur sempre sotto i suoi occhi, pur sempre nel suo ricordo.
Il Portici batte il Troina, una prova di umiltà e di armonia
