Juve Stabia-Catania 0-2, Sottili: “Per noi è arrivato il momento di responsabilizzarci. Io sotto la Curva? Giusto metterci la faccia”

Dopo la sconfitta casalinga per 2-0 contro il Catania, queste le parole di Stefano Sottili, tecnico della Juve Stabia, nella conferenza stampa post partita:

Mister dopo questa sconfitta colma di delusione, ritiene che si debba fare una suddivisione di colpe tra allenatore e giocatori oppure crede adeguato mantenere la linea dell’ultima partita, quando disse che era la peggior prestazione da quando c’è lei?

“Alt! Chiariamoci subito: se io dico ‘è la peggior prestazione da quando ci sono io’ non vuol dire che sto scaricando tutta la colpa sui ragazzi, ci mancherebbe altro. Qui siamo tutti responsabili, quando si vince e quando si perde, la preparazione della gara è sempre responsabilità dello staff tecnico, mentre quando si parla di approccio e di atteggiamento nel corso dei 90 minuti è chiaro che essendo i giocatori quelli in campo la responsabilità è la loro. Detto questo, oggi affrontavamo una delle squadre migliori del girone per quanto riguarda la capacità di palleggio: questo tipo di squadre ti mette molto in difficoltà perché non puoi andare a pressare alto, lo puoi fare solo se hai una determinata situazione fisica e atletica altrimenti loro sono molto bravi a uscire da quel tipo di situazione, ti tirano fuori e poi loro negli uno contro uno si sono dimostrati molto dotati”.

Oggi la squadra è sembrata davvero ‘scollegata’, i giocatori nell’atteggiamento hanno dato una continuità preoccupante con la gara di Palermo. Sembravate inoltre molto nervosi, come testimoniano i battibecchi con l’arbitro e alcuni tra gli stessi compagni di squadra.

“Analisi assolutamente condivisibile. Se pensiamo alla partita vinta dieci giorni fa contro il Latina contraddistinta proprio da quell’intensità, da quel trasporto emotivo, nelle ultime due gare c’è certamente stato un passo indietro. Contro il Palermo ho criticato il secondo tempo, indegno rispetto alla nostra prima mezz’ora che era stata molto buona; oggi è mancato proprio il trasporto che ho menzionato prima, quell’unione e quella grinta senza le quali non puoi pensare di vincere a questi livelli. Se l’intensità la usi in modo negativo, litigando con l’arbitro oppure con falli stupidi dettati dal nervosismo, non vai da nessuna parte”.

La gara odierna è la dimostrazione che discorsi inerenti al fattore campo o ai giorni di riposo sono molto relativi: quanto conta il fattore mentale per sopperire a difficoltà del genere? E sta meditando un cambio di modulo?

“Oggi quelli liberi mentalmente erano i ragazzi del Catania: gli venivano giocate con grandissima tranquillità anche in zone delicate del campo, sembravano non avvertire minimamente la pressione; noi al contrario non stiamo riuscendo a costruire con efficacia come invece succedeva anche nel passato molto recente. Discorso modulo: innanzitutto devo capire chi ho a disposizione. Con partite così ravvicinate molto spesso la formazione la fai in base anche alle condizioni atletiche, chi sta meglio e chi peggio, una semplice botta può farti scegliere un giocatore piuttosto che un altro perché in 3 giorni non c’è tempo di recuperarlo a pieno, quindi prima devo capire bene chi avrò a disposizione e poi si penserà al modulo”.

Mister lei crede che i ragazzi stiano soffrendo anche l’aria di pesantezza intorno all’ambiente, con critiche sia sui social che per esempio allo Stadio con la contestazione post gara? A tal proposito: durante la contestazione l’ho vista andare sotto la Curva insieme ai ragazzi, cosa che io non ricordo sia successa nel passato recente.

“Rispondo prima all’ultimo punto: quando abbiamo vinto non sono mai andato sotto la Curva, mai. Ma quando si perde e i tifosi sono arrabbiati, penso sia giusto da parte mia mostrarmi vicino ai ragazzi mettendoci la faccia. Sulla prima domanda invece: il consiglio che io darei a qualunque giocatore non solo della Juve Stabia, ma a qualsiasi ragazzo che da grande vuole fare il giocatore, sarebbe quello di non andare dietro ai social, perché ti portano solo via energie mentali. Poi è ovvio che tra quando lo Stadio ti incita e quando ti fischia c’è differenza, ma è anche vero che il tifoso ti applaude o meno in base alla prestazione che tu fai: in tutte le piazze passionali si tende sempre ad accentuare, nel bene e nel male, tu giocatore non puoi fare niente all’infuori del dare tutto te stesso per mettere la tifoseria nella condizione di essere soddisfatta”.

Crede che sia arrivato il momento per i giocatori più esperti di prendere per mano il resto dello spogliatoio, per aiutarla a tirare fuori la squadra da questo momento difficile?

“Credo che per questa squadra sia arrivato il momento di responsabilizzarsi, di farsi carico di questa situazione per uscirne al meglio. Ho sempre detto che questa squadra non può permettersi di non lavorare collettivamente, dobbiamo tornare a farlo quanto prima per reagire dopo due risultati e due prestazioni non all’altezza”.

fonte: sito ufficiale S.S Juve Stabia