Alla vigilia della sfida dell’Olimpico tra Lazio e Napoli, valevole per la 27° giornata del campionato di Serie A, il tecnico azzurro, Luciano Spalletti, ha rilasciato alcune dichiarazioni nella conferenza stampa prepartita:
Delusione per la sconfitta col Barcellona?
“Non è tanto il Barcellona che ci ha mortificato. La delusione è che non siamo stati all’altezza di noi stessi. Abbiamo un gioco che dall’inizio dell’anno ci dà soddisfazioni, ma non può prescindere dall’annetterci tanta qualità, perché se poi viene a mancare la qualità è come un boomerang che ti torna contro. Per quanto riguarda il futuro, penso che possa diventare una giostra bella e crudele per anime forti, perché ci sono molte squadre che possono entrare nella lotta Champions. Conosco i miei giocatori e sanno riconoscere il momento. Da qui in avanti deve essere una corsa a perdi fiato”.
Qual è la paura del Napoli?
“Non c’è niente che non sappiamo del nostro sport e dei momenti difficili da superare. La soluzione è sempre dentro noi stessi. Anche nei momenti peggiori siamo sempre lì in mezzo. Abbiamo perso energie, però dentro la squadra ho ancora tante fonti misteriose che possono darci soluzioni a tante cose. Giocheremo con fiducia, perché siamo consapevoli che questa è una chance da giocare”.
Tra lunedì e giovedì sembra che la squadra abbia staccato la spina. Ha stupito anche lei?
“Qualche difficoltà l’abbiamo avuta. Staccato la spina: assolutamente no. Io sono il generatore che è ancora acceso. Le colpe sono anche mie. Lo schema sul calcio d’angolo è stata una mia idea. E sul secondo gol è stata una mia richiesta tenere la difesa alta. Ora siamo di fronte ad una partita in cui la soluzione è sempre giocare di squadra, giocare da Napoli, tenere la testa alta”.
Cosa prova nei confronti della guerra in Ucraina?
“Non conosco le cause che hanno portato ad una situazione così drammatica, ma nessun motivo può essere valido per costringere gente a diventare profughi nel mondo e ad essere schiacciati sotto le bombe. Fa pensare vedere bambini strappati alle proprie camerette per dormire sotto terra”.
Come stanno Osimhen e gli altri calciatori indisponibili?
“Osimhen sta molto bene, dal punto di vista del minutaggio. Lobotka lo portiamo, ma la vedo difficile che parta dall’inizo. Oggi ha fatto un po’ di diversificato e un po’ di lavoro con la squadra. Lozano ha detto che sta migliorando ed è stata la migliore scelta non operarsi. Anguissa ha bisogno di un’altra settimana”.
Chi sono le fonti misteriose?
“La squadra la valuto in generale. È una valutazione profonda sulla base del lavoro svolto. Sono convinto che i miei possano meritare ancora la mia fiducia e che possano conservare tutta la propria autostima. In questi casi non bisogna smettere di lottare, anche se si hanno momenti di calo, come il possesso nella scorsa partita. Dobbiamo restare agganciati alla possibilità di dare la felicità di non essere mai dimenticati dai nostri tifosi. Vogliamo essere eroi per i tifosi napoletani”.
Un Napoli memorabile è stato quello di Sarri. La partita di domani ha un peso aggiunto?
“Ha un peso particolare se pensiamo che lui qui abbia fatto giocare la squadra come non aveva mai fatto nessuno e che la squadra di fronte possa giocare lo stesso calcio. Per il resto è una squadra da affrontare come tutte le altre. Dobbiamo solo riuscire ad essere il Napoli: una squadra che non rinuncia mai”.
È più forte la voglia di gloria o l’appartamento dell’obiettivo Champions?
“Non abbiamo centrato nulla. Restare aggrappati al sogno scudetto va parallelo a giardarsi le spalle. Dobbiamo vincere più partite possibile, non c’è nessuno altro pensiero. Non c’è nessun appagamento. Se lo dite a De Laurentis entra e fa saltare tutto”.
