Pillole di Calcio – Kylian Mbappé, fenomenologia di un campione che sta per rivoluzionare il Fùtbol. Ecco come…

Offrire una prospettiva di calcio dal mondo, non necessariamente tra i confini regionali, un frammento significativo, una pillola. È questo l’obiettivo di Campania Nel Pallone che, con questa nuova rubrica Pillole di Calcio, si propone di analizzare, insieme ai propri lettori, segmenti di attualità legati all’universo del Fùtbol.

La settimana appena trascorsa ha visto il ritorno delle coppe europee, in una tre giorni nella quale quattro delle sei squadre italiane ancora in corsa, hanno già affrontato il primo round della fase eliminatoria. In attesa di capire, tra due giorni, chi accederà agli ottavi di Europa League – con un occhio particolare alla sfida del Maradona tra Napoli e Barcellona – è possibile già trarre uno spunto capitale dalle partite europee già disputatesi: il calcio ha il suo nuovo re e gioca insieme a quello vecchio. Si, perché la roboante dimostrazione data dalla stella del PSG Kylian Mbappé dello scorso martedì contro il Real Madrid, nella gara d’andata degli ottavi di Champions League, non può non fare rumore.

A soli 23 anni, il “bimbo prodigio” – come viene definito ancora in Francia – ha messo a segno oltre 200 reti tra club e nazionale e, tra queste, contiamo una marcatura nella Finale dello scorso Campionato del Mondo, una tripletta al Camp Nou e, naturalmente, il gol funambolico all’ultimo respiro contro il Real Madrid di una settimana fa. Tutte referenze nel curriculum di un ragazzo, il cui destino sembrava, inizialmente, quello di uno scudiero – al servizio, prima, di Neymar Jr. e, poi, di Leo Messi – ma che, in realtà, si è meritato ampiamente la corona del più grande di tutti.

Che cos’è stato, negli ultimi quattordici anni, l’impero europeo del Futbol se non una gustosissima diarchia, ovverosia una forma di governo dove due persone detengono il potere? E chi, se non Cristiano Ronaldo e Messi, i due indiscussi imperatori?
All’alba del quindicesimo anno di reggenza, tuttavia, ci si rende conto che non è un periodo felice per questi due fuoriclasse: il primo, senza troppa fortuna, è pellegrino tra Madrid, Torino e Manchester; il secondo, invece, divenuto finalmente eroe nella sua patria argentina, è stato costretto, però, da altri, a lasciare quella catalana, e, infine, è stato accolto come un Dio e premiato con il settimo Pallone d’oro a Parigi, ma senza mai realmente incidere in campo.

Appunto, Parigi, la città dell’amore per il bello, una cosa di cui l’uomo pare non essere mai sazio, ed è forse anche per questo che un emiro qatariota di nome Nasser Ghanim Tubir Al-Khelaïfi ha impiegato quasi un decennio per costruire un All star team che abbattesse tutti i confini tra realtà e fantasia. Da Lavezzi a Messi, passando per Cavani. C’è un po’ di Napoli in questa impresa titanica del Paris Saint Germain, che ha cambiato il modo di pensare questo sport e forse, anche quello di seguirlo, dal rettangolo verde di gioco, al rettangolo verde dei dollari. Il momento da cerchiare in rosso? L’estate del 2017, quando, per la cifra netta complessiva di circa 400 milioni di euro, il club parigino si assicura le prestazioni sportive di un affermatissimo Neymar Jr., già vincitore di una Copa Libertadores con il Santos e di uno storico triplete con il Barcellona, e di un ragazzino esile, ma veloce, talmente veloce che a soli 18 anni aveva già trascinato da solo il Monaco di Leonardo Jardim alla conquista di una Ligue 1 – proprio ai danni del PSG, già allora un colosso – e di una semifinale di Champions: proprio Mbappé. Da allora ne ha percorsi di chilometri il ragazzino francese, macinando record personali misti a titoli di squadra, come il mondiale di Russia nel 2018, giocato da protagonista, e la Nations League 2021 – contraltare felice rispetto ai deludenti Europei di qualche mese prima – con la Nazionale francese. A questi si aggiungono, poi, gli innumerevoli trofei conquistati con i suoi club, esclusivamente, però, nei confini nazionali. I crismi del fuoriclasse sono lì, lampanti, e a farli brillare ci pensano anche le altre stelle, acquistate a peso d’oro nel corso dei successivi 4 anni, l’ultima e, sicuramente, la più splendente è Lionel Messi, a dimostrazione del fatto che l’obiettivo è ben più grande di una semplice Ligue 1 francese.

La domanda è legittima: cosa succederebbe se, dopo un All-in sul mercato così clamoroso, il PSG rimanesse con zero Champions League in bacheca? Che ne sarebbe del figlio prediletto Mbappé, la cui salita al trono è imminente? Di certo, riecheggerebbero assordanti le parole del poeta parigino – manco a dirlo – Charles Baudelaire che, nella sua opera Spleen, recitava: “Io sono come il re d’un paese piovoso”. Piangerebbe, in fondo in fondo, il palmares, quantomeno internazionale, del club e del suo giovane campione, proprio come un cielo plumbeo. A riecheggiare sono, però, anche le voci, altrettanto assordanti ma solo in quel di Parigi, che vorrebbero Kylian lontano dal club di proprietà qatariota, e accasato al Real Madrid, la squadra più importante e titolata della storia del calcio. Il contratto che lega il calciatore al Paris Saint Germain scadrà tra soli quattro mesi e, da circa due, Mbappé è libero di accordarsi con chiunque. Non è un mistero che il patron madrileno Florentino Perez vorrebbe il francese nella sua scuderia, come non è un mistero il desiderio del campione ventitreenne di entrarne a far parte. Secondo il quotidiano Bild, Mbappé avrebbe già un accordo economico con la Casa Blanca per la prossima estate. Stando a quanto scritto dal giornale tedesco lo scorso 31 gennaio, le Merengues avrebbero offerto al giocatore francese un ingaggio di 50 milioni di euro all’anno – a fronte dei circa 23 che percepisce attualmente (fonte Calcio e Finanza) – che lo farebbe diventare il calciatore più pagato al mondo.
E i Francesi? Beh, i Figli di Marianna – non solo, quindi, gli abitanti della capitale – non si rassegnano all’idea di vedere Kylian con indosso una casacca differente. Sarebbe una perdita troppo grave. È per questo motivo che, proprio in questi giorni, si starebbero mobilitando anche le più massicce autorità politiche d’oltralpe, affinché il giovane campione resti sotto la Tour Eiffel. Risale, infatti, allo scorso giovedì 17 febbraio un articolo del quotidiano spagnolo El mundo, secondo il quale non uno, bensì due presidenti della Repubblica francese, ossia l’attuale Emmanuel Macron (tifoso degli acerrimi rivali del Marsiglia) e Nicolas Sarkozy, stiano cercando di persuadere Mbappé a continuare la sua carriera nel club parigino. È quasi ovvio che dietro questi movimenti vi sia l’influenza del Qatar, con l’emiro, che proprio grazie al ruolo decisivo di Sarkozy, riuscì a rilevare il PSG nel decennio scorso. Nasser Al Khelaifi e Leonardo, rispettivamente presidente e direttore sportivo del PSG, stanno a tutti i costi cercando di opporsi alla partenza del Francese e avrebbero già attuato una clamorosa contromossa. Il quotidiano francese L’Equipe parla, addirittura, di un contratto già stilato e solo da firmare, con conseguente premio di 25 milioni di euro. A questa notizia si aggiunge la cifra dell’eventuale stipendio, rivelata dal quotidiano del Regno Unito The Independent, che ammonterebbe a 1 milione di euro a settimana, circa 60 a stagione, pur di blindare il calciatore e vincere le avances del Real Madrid di Florentino Perez.

In attesa di conoscere gli ulteriori sviluppi di questa vicenda è indubbio che, comunque andrà a finire, il calcio si ritroverebbe rivoluzionato per l’ennesima volta e, nuovamente, in nome non del Dio del Pallone ma di quello del denaro. Una situazione delicata, che mette di fronte ancora una volta i due poteri forti del calcio contemporaneo, Perez a Madrid e Al Khelaifi tra Parigi e il Quatar, quasi un anno dopo i fatti della Superlega. Un’altra diarchia, meno autentica e meno appassionante rispetto a quella di Messi e CR7, ma dalla quale passa, inevitabilmente, il destino di quel ragazzo esile ma veloce e, perciò, dei prossimi dieci anni di Fùtbol.  

Fonte foto: sito ufficiale Paris Saint Germain