Portici, Ragosta: “Contro il Trapani, squadra specchio del proprio tecnico. Futuro? Quest’anno può esserci la svolta”

Dopo la convincente vittoria casalinga contro il Trapani, per la quale la salvezza è a portata di mano, Lorenzo Ragosta, patron del Portici, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Campania nel pallone, in cui non sono mancati elogi e prospettive future che ruotano attorno all’ambiente vesuviano: “Contro il Trapani non bisogna commentare soltanto la prestazione, ma cominciare a tirare le somme di stagione relative al portare a casa, per il quinto anno di seguito, l’obiettivo che ci siamo prefissati. Questo è motivo di soddisfazione”. La mano di Sarnataro, sul finire di stagione, è ormai sotto gli occhi di tutti: Questa squadra oggi è stata specchio del mister. Mancavano due difensori centrali e Silvestre, che spesso ha fatto da centrale. Con Riccio in forma straordinaria e uno Stallone in una posizione inedita abbiamo tenuto testa ad un Trapani che aveva voglia di vittoria. Questa è dimostrazione di un gruppo che esiste, di un allenatore che ha dato qualità al gioco di questa squadra, e di una società che è il fulcro di questi risultati. Sono solo amareggiato per la sconfitta del Napoli… (ride, ndr). La scorsa salvezza si raggiunse sul filo del rasoio, questa, invece, è stata (o quasi) raggiunta con largo anticipo e tranquillità: “L’anno scorso abbiamo avuto una partenza sprint, poi un crollo. Le necessità successive di cambiare allenatore, la fase di Mattiacci e la conclusione di Condemi. Fu un anno di alti e bassi, con un grande rischio di retrocessione. Quest’anno questa squadra non è mai venuta meno nell’approccio e ha sempre palleggiato, con qualità di gioco, in faccia agli avversari. Non ho mai visto questa squadra in grande difficoltà, nemmeno con Gelbison, Cavese e Acireale. Nessuna squadra ci ha veramente messo sotto, questo è merito del direttore d’orchestra”.

Su cosa manca a questo Portici per fare il definitivo salto di qualità: Penso che quest’anno dev’esserci una svolta. Solo con Chianese in panchina siamo stati una sorpresa, aggredendo i playoff. Dopo svariati anni di salvezze tranquille, è arrivato il momento di cambiare obiettivo. Credo che ci saranno novità in funzione di questo, altrimenti diventa sterile. Questa città e questa società meritano obiettivi più ambiziosi”. Sulle ultime annate difficili in relazione al Covid e alle conseguenze economiche: “Abbiamo sofferto un po’ tutti da un punto di vista economico, come se avessimo acquistato azioni a ribasso che avessero marginalità nel futuro. Ora è arrivato questo momento. Per un bilancio di una società che fa la D, sono centinaia di migliaia di euro. È necessario un obiettivo più ambizioso, per il conto che abbiamo Portici merita il palcoscenico ambizioso dei professionisti“. In conclusione su Manfrellotti: “S’è preso la responsabilità del rigore, e solo chi se ne assume la responsabilità può sbagliarlo. Ma parliamo di un attaccante che si sacrifica per la squadra, mettendo davanti i compagni alla propria individualità. Per il calcio che giochiamo ingaggia spesso duelli personali con le difese avversarie; questo gli va a discapito della lucidità sotto porta. La sua capacità di tenere impegnata tutta la difesa forse gli costa un po’ in termini di lucidità a due passi dalla rete”.