Dietro le quinte – Pino Batman Taglialatela. La storia del numero uno azzurro

L’IDENTIKIT

NOME: Giuseppe Taglialatela

DATA DI NASCITA: 02/01/1969

LUOGO DI NASCITA: Ischia (NA)

RUOLO: Portiere

GLI INIZI

La carriera di Giuseppe comincia prestissimo, quando lui è solo un teenager (intorno ai 14 anni) ottiene le prime convocazioni nella prima squadra dell’Ischia Isolaverde (squadra nella quale è cresciuto) e così pur non giocando riesce prestissimo ad ottenere il suo primo trofeo, il Campionato Interregionale 1982/83. Dopo qualche convocazione anche nei professionisti l’anno dopo in C2, viene adocchiato dal Napoli che lo acquista mandandolo a farsi le ossa nel campionato primavera, dove diventa una vera colonna e si mette in mostra come portiere dal sicuro avvenire. Dopo due anni tra i piccoli, nel 1986 entra nel giro della prima squadra come terzo portiere, vincendo a fine stagione la Coppa Italia e il primo storico scudetto napoletano; resta anche per l’anno successivo, poi si la dirigenza capisce che per lui è arrivato il momento di giocare e fare esperienza, ragion per cui va in prestito al Palermo in C1, dove sarà titolare per tutta la stagione, ripetendosi anche l’anno successivo quando va in prestito in B all’Avellino. Torna a Napoli per la stagione 90/91, mette in bacheca una Supercoppa Italiana e per tutto il campionato fa da vice all’allora titolare Galli; ha tuttavia l’opportunità di debuttare in maglia azzurra e lo fa in una classica come Juve-Napoli, saranno 3 in totale le presenze per lui a fine stagione. Il Napoli vede in lui del grande potenziale ma siccome l’intenzione è quella di non bruciarlo si continua a puntare su Galli per un po’ e Taglialatela va ancora in prestito in B, tornando al Palermo: la stagione termina con la retrocessione ma è comunque il titolare e si mette positivamente in evidenza. L’anno dopo è ancora in B in prestito: prima alla Ternana, che però lo rispedisce al mittente dopo pochi mesi a causa della grave situazione finanziaria che la obbliga a fare tagli sugli stipendi, e poi da Gennaio in poi al Bari, dove gioca più di 30 partite la maggior parte delle quali ottime e che fanno capire agli azzurri che a 24 anni Giuseppe è pronto per il grande salto.

L’AFFERMAZIONE

Dalla stagione 1993/94 diventa a tutti gli effetti il portiere titolare del Napoli: si tratta di una squadra diversa da quella in cui è cresciuto, Maradona se ne è andato e all’euforia di quei tempi si è sostituita la malinconica nostalgia di un Club che non riesce più a giocare ad alti livelli e che bazzica nella metà classifica per varie annate. Qui però Giuseppe riesce ad ergersi a leader, diventa “profeta in patria” e in periodo storico complicatissimo per la piazza diventa l’emblema a cui affidarsi e da prendere come punto di riferimento, per amore mostrato verso la maglia e per le prestazioni che sono di alto livello. Spesso infatti salva i suoi con grandi interventi che gli daranno il soprannome di “Batman”, il supereroe che viene in soccorso della squadra della sua città nel momento del bisogno, e come ogni supereroe che si rispetti anche Giuseppe ha il suo superpotere, i calci di rigore: uno dei migliori in questo fondamentale della sua generazione, su 27 rigori in Serie A ne ha parati ben 11, una media che farebbe invidia a chiunque. Sono anni memorabili per Giuseppe, che diventa addirittura capitano della squadra che silenziosamente aveva preso per mano nel momento del bisogno, quando il suo numero 10 l’aveva lasciata, e gli unici rimpianti della sua carriera possono essere quella maglia della nazionale mai indossata per la concorrenza spietata dell’epoca (Pagliuca, Rossi, Toldo, Peruzzi sono solo alcuni) e quella finale di Coppa Italia persa nel 97 contro il Vicenza, che gli ha impedito di vincere un trofeo in azzurro da protagonista.

GLI ULTIMI ANNI

Il Napoli entra successivamente in una situazione drammatica dal punto di vista finanziario, è costretta a vendere molti elementi validi della sua rosa e i superpoteri di Beppe non bastano più, l’annata 97/98 culmina nella storica retrocessione del Club in B. Taglialatela prende una decisione di cuore e decide di seguire la sua squadra nella serie cadetta, a dispetto della sua esperienza personale che gli avrebbe permesso di restare in A in un contesto di livello, ma la sua passione per la maglia azzurra supera qualsiasi ambizione economica e sportiva. Il portiere di Ischia ci mette tutto l’impegno del mondo, ma il tempo passa per tutti e il suo apice sportivo si allontana man mano, per cui quando la società decide di puntare sul giovane Luca Mondini per aprire un nuovo ciclo, Taglialatela accetta la decisione e lascia a testa altissima la sua terra, dove verrà per sempre ricordato con grande affetto e gratitudine. Va alla Fiorentina a ricoprire il ruolo di secondo portiere, qui vince la Coppa Italia nella stagione 2000/01 e nella stagione successiva con la partenza di Francesco Toldo trova maggiore spazio, ma la viola retrocederà dopo un’annata culminata nel fallimento societario. A quasi 34 anni firma col Siena, dove nonostante ottenga una sola presenza mette comunque in bacheca il suo ultimo trofeo, la Serie B con annessa promozione in massima serie. Resta svincolato per un anno facendo credere a tutti che per lui sia decisamente finita, ma Giuseppe vuole un addio diverso e nel 2004 torna in Campania, al Benevento in C1. Dopo un’ultima annata all’Avellino in Serie B sempre come secondo portiere, nel 2006 lascia definitivamente il rettangolo verde ponendo fine ad una carriera di altissimo profilo e con grandi emozioni regalate a tutto il popolo campano.