In casa dell’avversario: alla scoperta del Torino di Juric

In casa dell’avversario: il Torino di Juric

La lunga volata che poterà l’attività dei club fino alla pausa per i campionati mondiali del Qatar inizia per il Napoli da uno dei rivali più ostici, sia dal punto di vista tattico che caratteriale. Nell’incontro valevole per l’ottava giornata del campionato di serie A i partenopei ricevono al Maradona il Torino, formazione reduce da due ko di misura dopo un avvio di torneo eccellente. Il club presieduto da Urbano Cairo arriva in Campania animato dalla voglia di riscattare i recenti passi falsi e provare a conquistare un risultato di prestigio che gli permetterebbe di tornare a muovere la propria situazione di classifica. I granata, che incarnano appieno la filosofia del proprio tecnico, rappresentano la classica formazione tatticamente scorbutica che basa il suo calcio su uno straordinario livello d’intensità agonistica, aggredisce sistematicamente in pressing l’avversario per impedirgli di sviluppare il proprio gioco e privilegia i duelli individuali in tutte le zone del campo.

A testimonianza di quanto affermato poco prima basta citare i due confronti dello scorso anno, entrambi vinti 1-0 dai partenopei. Contro una rivale che, ragionevolmente, dovrebbe stringere le linee di difesa e centrocampo per creare densità in zona centrale Lobotka e compagni dovranno essere bravi a tenere alta la concentrazione attaccando con pazienza per riuscire a trovare il varco giusto. In questo primo scorcio di annata il rendimento dell’attacco rappresenta senza dubbio la nota dolente per l’undici piemontese che trova la via del gol con il contagocce e, dopo la partenza del Gallo Belotti verso Roma, non sembra aver trovato il punto di riferimento che riesce a tramutare in gol la mole di gioco sviluppata da una squadra che ha mostrato identità di gioco, idee e una certa qualità sin qui

Contro il Sassuolo l’allenatore croato si è deciso a sperimentare: invece del solito schema punta più due trequartisti ha provato Vlasic solo trequartista dietro un attacco nuovo formato da Seck e Radonjic, tecnicamente non due punte centrali classiche ma due giocatori adattati al ruolo. Non ha funzionato e allora Juric ha provato a sfruttare le punte a propria disposizione inserendo contemporaneamente Sanabria e Pellegri nella ripresa ma anche questa mossa non ha sortito gli effetti sperati. Il Toro poi ha un altro problema: ha già incassato 5 gol negli ultimi 10’ di partita. Il gioco di Juric è dispendioso, la panchina non è molto qualitativa e quando si stanca la squadra soffre.

Credits: Torino Football Club(Pagina Facebook)