Il Vico Calcio batte la Giffonese portando a casa il primo risultato utile in campionato e fa il punto sugli obiettivi fondamentali della stagione attraverso le dichiarazioni del suo Capitano, Felice Nappi.
Cosa ti ha spinto ad abbracciare la causa del Vico? Quali sono le aspirazioni della squadra?
“Per me è il terzo anno al Vico. Conoscevo già il vecchio allenatore che ha richiamato me e un gruppo di calciatori di vecchia data coi quali abbiamo vinto un campionato al Marzano.
Purtroppo il primo anno al Vico rimanemmo fermi a causa del Covid. Il secondo anno iniziò con ambizioni ben diverse rispetto a quelle che ci hanno portato in semifinale play-out, ritrovandoci, a causa di situazioni particolari, vicende sfortunate e defezioni a lottare al fine di evitare la retrocessione.
Per quanto riguarda le prospettive della squadra, mi auguro di fare un campionato al vertice come quelli degli ultimi anni dal momento che arriviamo forti della vittoria di due campionati e una finale, quindi perché non provare a vincere ancora per la terza volta?”
Il Vico trionfa in seguito le prime due sconfitte stagionali. Come avete vissuto la prima vittoria? E’ cambiato qualcosa nella mentalità della squadra e nel modo di approcciarsi alle gare?
“Abbiamo provato emozioni contrastanti in questo avvio di stagione. Sapevamo di star lavorando bene ma siamo stati sfortunati con la prima partita in Coppa, così come nella partita col Vietri che è probabilmente una delle squadre meglio attrezzate per la vittoria del campionato.
Con la vittoria di Sabato ci siamo scrollati di dosso questa sensazione di sfortuna e questa frustrazione derivata dal sentore di non aver ottenuto quanto invece meritiamo. Sabato è stato, per noi, l’inizio ufficiale del nostro campionato e l’obiettivo è cercare di recuperare questi 6 punti persi.
I ragazzi sono molto contenti del successo contro la Giffonese, storicamente una piazza abituata a giocare in Promozione ed Eccellenza, una squadra molto forte, ma abbiamo voluto fortemente la vittoria e l’abbiamo strappata via con le unghie e coi denti”.
Nel prossimo incontro in calendario avrete davanti il Virtus Junior Stabia
“Sì, sappiamo che il Virtus Junior è un’altra delle candidate per la vittoria finale e che nelle sue ultime uscite vanta diversi gol, stando a quanto mi hanno riferito. In settimana prepareremo la partita restando ancor più concentrati poiché non li conosciamo benissimo, ma dai risultati si evince, appunto, un attacco molto prolifico e un’ottima organizzazione in campo”.
Come vedi il Girone? Ritieni sia un campionato complicato per il Vico?
“E’ un girone sicuramente combattuto e molto livellato ed è stata una sorpresa anche per noi. Ad ogni partita scherziamo tra di noi che la squadra che ci si para davanti è un’altra delle ennesime pretendenti a puntare alla vittoria finale, ma è proprio sintomo del fatto che il girone sia, in ogni caso, molto equilibrato”.
Mister De Sarno. Com’è il rapporto con lui?
“Conosco il mister da tantissimo tempo. Posso raccontare che ai tempi dei miei studi mi confidò la volontà di cimentarsi nel diventare allenatore chiedendomi consiglio. Una volta laureato iniziai a giocare, avendo lui come allenatore, raggiungendo una finale play-off che perdemmo – anche se successivamente fummo ripescati – siamo stati, poi, insieme altri due anni alla fine dei quali trionfammo in campionato.
Dopodiché ci siamo divisi, il mister si è fatto strada tra Eccellenza e Serie D togliendosi più di qualche soddisfazione e adesso, dopo essere stato uno di quelli che lo ha contattato – poiché avevo piacere che il mister potesse riprendere ad allenare in un progetto come questo – posso dire di essere contento di averlo voluto e ritrovato qui. Tra noi c’è un rapporto di amicizia, stima e rispetto prima di tutto extracalcistico”.
Quanto a te, sei un calciatore di una certa esperienza.
“Sono classe ’88, ho alle spalle un paio di anni in Serie D tra Nola e Campobasso, ho giocato in Eccellenza e Promozione. In Prima e Seconda (Categoria n.d.r.) ho vinto cinque campionati, due dei quali con mister De Sarno. Quindi direi di avere un pochino di esperienza. Ho trentaquattro anni, anche se mi dicono che sembro più giovane (ride), l’età c’è, ma il calcio resta, per me, una passione mai sopita”.
