Il protagonista azzurro – Victor Osimhen sempre più decisivo in un Napoli che continua a volare. Super il rendimento del nigeriano dopo il rientro dall’infortunio

Il Napoli raggiunge quota dieci vittorie consecutive in campionato e allunga a +8 il proprio vantaggio sul secondo posto. Un margine importante e che gli azzurri proveranno a blindare nell’ultima gara dell’anno contro l’Udinese, la quale precederà una pausa lunga 53 giorni per la disputa del Mondiale in Qatar. I due successi ottenuti contro Atalanta e Empoli consistono in un definitivo messaggio, chiaro, forte e preciso, inviato all’intero campionato. La squadra si è dimostrata più forte di tutto, confermandosi in grado di vincere in tanti modi diversi e di sormontare qualsiasi tipo di avversità o ostacolo. Dopo aver già battuto Lazio, Milan e Roma, i partenopei lo scorso sabato, sbancando il catino infuocato ed ostile di Bergamo, sono riusciti ad aggiudicarsi la quarta vittoria su quattro big match in trasferta, nonostante le fatiche di Liverpool e la pesante assenza di Kvaratskhelia. Contro i bergamaschi i tre punti sono stati conquistati con le unghie e con i denti, lottando su ogni pallone e palesando anche la capacità di saper soffrire.

Altrettanto di grande peso specifico è stato il successo ai danni dell’Empoli, anche quest’ultimo emblema di un Napoli che partita dopo partita sta dando continuamente prova di maturità e caparbietà. Essendo al termine di una prima parte di stagione molto intensa ed estremamente dispendiosa da un punto di vista fisico e mentale, la stanchezza avvertitasi nel confronto con i toscani è indubbiamente fisiologica, soprattutto tenendo conto dei ritmi impressionanti a cui gli azzurri hanno viaggiato nell’intero arco di questi mesi. Nelle annate precedenti una gara del genere nove volte su dieci non sarebbe andata a buon fine, ma oggi il Napoli è squadra che non si lascia minimamente sopraffare dalla pressione del momento e dall’ansia da risultato, ma che riesce sempre ad essere dentro la partita, leggendone alla perfezione i singoli momenti e sfruttando le proprie abilità nel trovare la chiave per azzannare la preda.

L’uomo più decisivo delle ultime settimane è senza dubbio Victor Osimhen, rientrato con la voglia di spaccare il mondo in seguito all’infortunio rimediato nel corso di Napoli-Liverpool dell’ultimo 7 settembre, che l’aveva costretto ad un mese di stop. Infatti il nigeriano dal suo rientro in campo, avvenuto lo scorso 12 ottobre in occasione di Napoli-Ajax, vanta la media di un gol a partita, con la bellezza di sette gol messi a referto in sette partite disputate tra campionato e Champions League. In Serie A è in vetta alla classifica dei cannonieri con otto segnature in dieci match giocati.

Spesso si parlava di come il numero 9 azzurro non fosse mai risultato decisivo nei big match, ma le reti siglate nell’ultimo periodo assumono un’importanza rilevante. Da cineteca il gol capolavoro, difficile soltanto da pensare, che ha permesso al Napoli di conquistare tre punti dal valore inestimabile all’Olimpico contro la Roma: un bolide col destro che è riuscito a spedire in rete sul palo lontano da posizione molto defilata alla porta, il tutto in seguito ad uno scatto fulmineo alle spalle di Smalling. Poi, a certificare il magic moment del centravanti, c’è stata la tripletta rifilata al Sassuolo sei giorni più tardi.

Ma Osimhen si sta rendendo decisivo non esclusivamente attraverso i gol. Infatti nella sfida all’Atalanta è stato il principale artefice della rimonta, oltre che per l’imperioso stacco di testa tramite il quale ha subito pareggiato i conti, anche per l’assist al bacio fornito ad Elif Elmas, dopo che con tutta la sua velocità e forza prorompente si era letteralmente “divorato” Demiral, vale a dire uno dei centrali difensivi più fisici della Serie A. Victor è risultato ugualmente provvidenziale in Napoli-Empoli, procurandosi, con grande astuzia e lucidità di pensiero, il calcio di rigore che ha sbloccato la gara.

Parliamo di un combattente pronto a fare a sportellate contro chiunque e che ormai costituisce un vero e proprio incubo per i suoi marcatori, considerato anche che l’inseguimento di ogni singolo pallone e la costante pressione sui difensori avversari, fa sì che quest’ultimi, vedi Blind in Napoli-Ajax e Marin in Napoli-Empoli, siano molto tendenti all’errore. Inoltre il nigeriano sembra aver compiuto un significativo salto di qualità anche sotto l’aspetto caratteriale, in quanto quella determinazione che prima tendeva spesso a sfociare in impeto eccessivo, si è tramutata in una determinazione totalmente sana, da calciatore maturo, di personalità e concentrato esclusivamente sul bene della squadra.

Giacomo Raspadori e Giovanni Simeone costituiscono senza alcun dubbio alcuno delle alternative di lusso, che con prestazioni davvero egregie hanno permesso a Spalletti di sopperire al meglio all’assenza del 9. Il classe 2000 ex Sassuolo e il “Cholito” continueranno sicuramente ad essere due elementi al centro del progetto, ma ad oggi il centravanti titolare del Napoli non può che essere Victor Osimhen.