Il Portici non sbaglia, doppietta ad un COS Sarrabus sottotono

Il racconto della gara. Non doveva sbagliare il Portici, e non ha sbagliato. Bisognava evitare lo stesso passo falso fatto contro il Nola, e s’è riusciti nell’intento. Contro un COS Sarrabus sottotono, gli uomini di Sarnataro hanno quasi sempre tenuto in mano le redini dell’incontro, rischiando relativamente poco anche all’alba della ripresa, quando i sardi hanno provato a rientrare in partita. La gara, sbloccata al 6′ grazie alla rete di testa di Mirante – che s’è fatto perdonare dopo l’errore di qualche attimo prima a tu per tu con De Luca – ha visto i padroni di casa essere padroni del palleggio, più volte ingarbugliando (e allargando) le maglie della formazione avversaria. Gli uomini di Carta – presente al posto dello squalificato Loi – approcciano male alla gara e soffrono la cattiveria degli azzurri, consapevoli dell’importanza della gara, importante scontro diretto nelle zone della bassa classifica – ammesso che, con una classifica così corta, se ne possa pur sempre parlare. Se Nocerino sbaglia qualche scelta di troppo in fase realizzativa – il Portici avrebbe potuto portarsi al raddoppio già nei primi 45 minuti – dall’altra parte Piredda verticalizza male e, quando lo fa, è costretto a riconoscere la poca fluidità di manovra e di gioco i Mancosu e compagni di reparto. Tempi sbagliati e scelte errate, oltre ad un approccio caratteriale sbagliato, costringono i gialloblù a vedersi sotto di un gol al duplice fischio.

Nella ripresa la musica cambia: Carta sveglia i suoi e la pressione avversaria evidente, per quanto possa mettere in difficoltà gli azzurri, non crea occasioni importanti. L’unica che merita menzione è del 69′: cross dalla destra di Borrelli e stacco di Manca, sul quale la difesa azzurra deve metterci una pezza salvando sulla linea. I guantoni dell’estremo difensore porticese si sporcano realmente soltanto all’83’, quando Mancosu riceve in area spalle alla porta, si gira su sé stesso e conclude troppo centralmente. Proprio nel momento più delicato dell’incontro, dopo una rimessa laterale gialloblù, Mirante sfrutta un mal posizionamento della difesa avversaria, lanciando Di Gennaro a tu per tu con De Luca; per l’11, freddo sotto porta, è fin troppo semplice battere il portiere dei sardi e siglare la sua settima rete stagionale e mettere il sigillo all’incontro. Fino al triplice fischio, con due gol di vantaggio, è poi troppo semplice per gli azzurri portarsi alla seconda vittoria consecutiva – oltre che la seconda del nuovo anno – e trascinarsi ancor più distante dalla zona salvezza.

L’analisi. Era importante non commettere passi falsi, sia in virtù del recente passato (Portici-Nola) sia in virtù del derby che attende gli azzurri in quel di Pagani. Ancor di più, però, è importante la continuità ritrovata di cui aveva bisogno la rosa di Sarnataro per esprimere, pian piano e al meglio, le proprie potenzialità. Agli azzurri mancano Schaeper e Orlando e, sebbene siano assenze di un certo spessore, la sfilza di risultati del nuovo anno recita 3 vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta. Una sola sconfitta in sette gare non è un risultato di poco conto, proprio in relazione alle assenze pesanti la cui importanza il tecnico porticese ha sempre ribadito. Nella ferma consapevolezza di dover mantenere i piedi per terra – e Sarnataro lo ha specificato oggi in conferenza stampa post-gara – la strada del lavoro, imboccata già mesi fa, riesce finalmente a procurare i giusti frutti di quanto fatto da allenatore e staff annesso. Non c’era inoltre migliore modo di prepararsi al derby contro la capolista se non mettendo in cascina due vittorie contro dirette concorrenti alla salvezza. E poi, come ben si sa, il Portici ha dimostrato di potersela giocare contro chiunque, e non pare azzardato pensare di far punti contro quella Paganese che è reduce da due sconfitte di fila e che s’è fatta agganciare proprio oggi dal Sorrento. Se è vero che vincere aiuta a vincere, nel caso del Portici almeno – vista la sfida proibitiva che attende i vesuviani – aiuta ad incrementare morale, proprie potenzialità e fiducia in quanto si sta facendo. Ricordando che tutto ciò sta avvenendo senza uno Schaeper e un Orlando in più. Al loro ritorno, gli azzurri potranno contare su altri due tasselli di fiducia di mister Sarnataro, pronto a tutto per spingere la sua macchina, per far sì che il motore possa definitivamente aumentare di giri nella piena consapevolezza della propria idea di calcio.

Foto: Portici 1906