Napoli, Spalletti: “L’assenza di Osimhen pesa, ma sapremo sopperire. Simeone conosce il suo mestiere, merita di più. Napoli è bellissima colorata d’azzurro, ma dobbiamo continuare a lavorare, non abbiamo vinto nulla”

Coclusa la sosta per le nazionali, il Napoli affronterà il Milan al “Diego Armando Maradona” nella gara valevole per la ventottesima giornata del campionato di serie A. Alla vigilia del match il tecnico azzurro Luciano Spalletti ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa:

Pioli ha detto che senza Osimhen non cambia nulla. Cosa può cambiare?

“Ma è sicuramente un’assenza che pesa, però di fianco c’è quello che ha detto Pioli. Quando è mancato la squadra ha saputo sopperire e tutti i componenti hanno saputo dare qualcosina in più perché la squadra facesse lo stesso gioco di sempre. La differenza l’hanno fatta anche calciatori come il Cholo. Lui conosce il mestiere fa e sa che non si gioca solo con i piedi, ma anche con la testa. È entrato sin da subito nel ruolo che doveva avere e quando una persona è intelligente si riescono comunque ad ottenere grandi risultati pur avendo poche opportunità. Il Cholo è sicuramente meno veloce di Osimhen, ma è bravissimo in area di rigore, a proteggere palla e a dialogare. Noi siamo a posto”

È un momento per certificare la forza del gruppo. Come sta Simeone alla sua prima da titolare?

“A certificare che sia un gruppo che può sostituire chiunque non ci sono io, ma i calciatori che hanno sempre risposto quando avevamo bisogno di loro. Siamo sempre riusciti a fare grandi partite con grandissimi avversari. Siamo fiduciosi. Da ora in avanti i risultati valgono il doppio. È una partita tripla perché il Milan è un avversario fortissimo. Simeone meritava di più di quello che gli ho concesso. Il fatto di avere Osimhen mi ha costretto a dargli poco tempo”

Il Milan è la squadra che ci ha messo più in difficoltà? Come sta Raspadori?

“Ce ne sono state altre. Sappiamo che il Milan ha una rosa che gli permette di giocare corto per poi fare verticalizzazioni improvvise. È una squadra che può costruire dal basso e andare a fare gol. Ha questa forza nel venirti addosso a livello fisico e ti costringe a giocare più rapidamente. Raspadori è a disposizione ed è un recupero che vale moltissimo. Domani parte dalla panchina, ma può entrare in qualsiasi momento”

Questa gara può condizionare le altre due partite?

“Sono curioso di saperlo. Il faro della Champions puntato negli occhi ti veste meglio, tutti recuperano l’abito migliore, la propria vera forza. È normale che chi ha fatto meglio in questa partita ci arriva con maggior convinzione. Può succedere, ma sono curioso di vederlo. I calciatori hanno quel carattere forte per poter supperire a qualsiasi stato d’animo”.

I festeggiamenti a Napoli possono distrarre?

“Vedere Napoli colorata di azzurro ci riempie di gioia. Finché la storia non è scritta bisogna continuare a lavorare perché non abbiamo vinto nulla”.

Questa partita pone problematiche di stanchezza e può portare a certe scelte in formazione?

“Dobbiamo essere abituati a pensare che quando i calciatori vanno in nazionale possono tornare stanchi o infortunati. Io posso solo ricordargli sistematicamente ciò che troveranno al ritorno. Ma questo succede a tutte le squadre”.

Una parte della tifoseria silenzierà le curve, cosa ne pensa?

“Tutto quello che abbiamo fatto è stato grazie a tante componenti, compreso il pubblico. Quando manca una componente siamo penalizzati. Apprezzo i sacrifici che vengono fatti per comprare i biglietti, però dobbiamo capire che in questa contrapposizione ci rimette la squadra. La mancanza delle curve è pari all’assenza di Osimhen”.

“I napoletani sanno riconoscere chi si impegna per questa città e ti rimbalzano addosso tutto l’affetto. Per me è facile fare questo, mi sembra di non essere un allenatore, ma di essere uno a cui piace allenare. Ci sono luoghi in cui questo è riconosciuto di più”

La gara dell’andata ha evidenziato la forza della fascia sinistra. Per chiudere la porta a questa opportunità l’impegno di Elmas potrebbe essere la giusta soluzione?

“Io farei un discorso di natura differente. Quando si gioca nel reparto offensivo di una qualsiasi squadra, bisogna che gli attaccanti sappiano comportarsi in un certo modo, altrimenti si punta ad obiettivi minori. Contro l’Atalanta gli siamo andati addosso. Il calciatore moderno è quello che sa fare più ruoli, come Di Lorenzo. L’attaccante deve saper difendere come il difensore deve saper attaccare. Questo è quello che fa il calciatore internazionale”

Foto: profilo Twitter SSC Napoli.