Dopo aver superato in scioltezza le pratiche Frosinone e Sassuolo, il Napoli si appresta ad affrontare il primo big match stagionale. Domani sera i Campioni d’Italia sfideranno la Lazio allo stadio Diego Armando Maradona, il fischio d’inizio alle ore 20:45. La scorsa domenica gli azzurri hanno bagnato l’esordio al tempio di Fuorigrotta con il tricolore in petto battendo agevolmente il Sassuolo, in una gara avuta in pieno controllo dall’inizio alla fine e nella quale non è stata concessa alcuna reale palla gol ai neroverdi, con Meret spettatore non pagante ed una prestazione ottima dal punto di vista sia individuale che del collettivo. Dalle prime due giornate sono arrivati diversi segnali incoraggianti, in primis dal punto di vista della tenuta mentale, con la squadra che ha dimostrato di essere sul pezzo e di non aver perso la fame e la determinazione con cui si è contraddistinta nella passata stagione. Ovviamente sono segnali che dovranno trovare conferma nei prossimi impegni, ma ad oggi la sensazione è che lo scudetto non abbia portato alcun tipo di appagamento, bensì un’ulteriore consapevolezza della propria forza.
Quello visto con Frosinone e Sassuolo è stato un Napoli che ha già dato i segni dell’impronta di Garcia, nel segno di un calcio più verticale e votato un po’ meno al palleggio rispetto al Napoli targato Spalletti, ma che allo stesso tempo non si discosta dai principi di gioco del tecnico Campione d’Italia. Un Napoli apparso dunque in linea con quelle che furono le dichiarazioni rilasciate da Rudi Garcia nel giorno della sua presentazione. Il tecnico francese affermò infatti di voler dare un suo tocco alla squadra, rendendola più camaleontica, ma al contempo di non avere intenzione di andare a stravolgere quegli automatismi attraverso i quali i partenopei hanno incantato in Italia e in Europa nella scorsa stagione.
Nel frattempo in settimana il club azzurro ha piazzato un importante colpo per l’attacco, vale a dire il danese Jesper Lindstrom, classe 2000 proveniente dall’Eintracht Francoforte. Parliamo di un profilo in grado di agire da esterno sia a destra che a sinistra e molto abile anche nel ricoprire la posizione di trequartista. Dunque un calciatore molto duttile e capace di svariare sull’intero fronte offensivo, che, per la sua tecnica, velocità, abilità nei dribbling e nel saltare l’uomo, va ad accrescere ulteriormente l’enorme potenziale di cui il Napoli gode nel reparto in questione. In organico Lindstrom prende il posto di Hirving Lozano, che saluta Napoli dopo quattro stagioni per fare ritorno al Psv Eindhoven.
Riguardo all’undici titolare scelto da Garcia per Napoli-Lazio, si prevedono uno o due cambi rispetto alla formazione schierata contro il Sassuolo. Tra i pali ci sarà Meret. In difesa certa la conferma di capitan Di Lorenzo, reduce da due prestazioni super, sulla corsia di destra e della coppia Rrahmani-Juan Jesus al centro. Mentre in merito alla fascia sinistra, dopo che contro Frosinone e Sassuolo la titolarità è stata di Mathias Olivera, sembra prendere quota il ritorno in campo dal primo minuto di Mario Rui, che stavolta parte favorito nel ballottaggio con il terzino uruguaiano. A centrocampo nessun dubbio sulla presenza del terzetto base con Anguissa e Zielinski mezz’ali e Lobotka in cabina di regia. In attacco con ogni probabilità ci sarà il debutto stagionale dal primo minuto di Khvicha Kvaratskhelia, che nello spezzone di partita disputato contro il Sassuolo è subito tornato ad incantare servendo un assist delizioso per il gol di Di Lorenzo. Sull’out di destra Politano parte in vantaggio su Raspadori, che quindi questa volta dovrebbe partire dalla panchina. Al centro del tridente agirà ovviamente Victor Osimhen.
Di fronte una Lazio clamorosamente a quota zero punti dopo due giornate in virtù delle sconfitte contro Lecce e Genoa. Due KO arrivati anche con dinamiche abbastanza sfortunate per i biancocelesti, il che fa presagire ad un Napoli che dovrà certamente fare i conti con una Lazio agguerrita e vogliosa di riscatto. Inutile precisare che l’attuale situazione di classifica non rispecchia il reale valore della formazione guidata da Maurizio Sarri, che lo scorso campionato l’ha concluso al secondo posto. Sarà da vedere l’atteggiamento tattico che il tecnico toscano adotterà per questo Napoli-Lazio. Nella passata stagione la Lazio riuscì ad imporsi al Maradona, fermando una striscia di otto vittorie consecutive da parte del Napoli. I capitolini sono una squadra solita optare per un calcio prorpositivo e fatto di palleggio, ma quella sera si snaturò puntando su un atteggiamento attendista, una decisione che fu probabilmente frutto della consapevolezza di come fosse l’unico modo per avere possibilità di limitare lo straripante Napoli di quel periodo. Per quanto riguarda la formazione iniziale dei biancocelesti, dovrebbe esserci un unico cambio rispetto all’undici che ha affrontato il Genoa. In porta ci sarà Provedel. La linea difensiva vedrà Marusic e l’ex Hysaj sulle corsie esterne con Casale e Romagnoli al centro. A centrocampo Mathias Vecino dovrebbe subentrare a Kamada andando a comporre il trio insieme a Cataldi e Luis Alberto. Mentre in avanti agirà il consueto tridente con Felipe Anderson e Zaccagni ai lati di Immobile.
Probabili formazioni
Napoli (4-3-3) Meret – Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui – Anguissa, Lobotka, Zielinski – Politano, Osimhen, Kvaratskhelia. All. Rudi Garcia
Lazio (4-3-3) Provedel – Marusic, Casale, Romagnoli, Marusic – Vecino, Cataldi, Luis Alberto – Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni. All. Sarri
