Intervenuto in esclusiva al Corriere dello Sport, il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis si è espresso sul momento attuale dei campioni d’Italia – tra campo e calciomercato – e in generale, sul calcio e le riforme per renderlo uno sport più attrattivo. In particolare, il presidente azzurro ha approfondito la questione legata alla Superlega che, proprio ieri (21/12) la Corte di giustizia europea ha considerato legittima come associazione calcistica, al pari di FIFA e UEFA. Ecco le sue parole, su questo e molto altro:
“La posizione dominante di Uefa e Fifa, che oggi l’Europa censura, è servita a elargire bonus in cambio di consenso Chi ha governato fi n qui da monopolista non ha compreso che il calcio è un’impresa e ha bisogno di fatturati crescenti. Se io investo centinaia di milioni per partecipare a un circo che distribuisce noccioline, non fa utili e mi costringe a giocare sempre di più per tenere in piedi un carrozzone improduttivo, il gioco non vale la candela. Farei subito una serie E, dove E sta per élite. Sole squadre di città con un numero rilevante di tifosi. Un Palermo che dà garanzie economiche non può fare la trafi la dalla serie D. Un Bari che ha un bacino di un milione
duecentomila fan non può stare dove sta. Mentre in prima serie ti trovi città di ventimila abitanti che non fanno diecimila biglietti. Allora io dico: alle sette, otto squadre che egemonizzano la classifica, aggiungiamone altre
sette che possono avere le stesse ambizioni. E chiudiamo a 14 posti nella serie d’élite. Poi due gironi di Serie A da venti squadre. E il resto è dilettantismo, che funga da vivaio”.

Napoli, De Laurentiis e il post-scudetto: “Contattai subito Thiago Motta. Con Garcia un rapporto nato male”
Intervistato dal Corriere dello Sport, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha ripercorso i giorni di inizio estate in cui è andato in scena il casting per il dopo-Spalletti. Ecco i momenti salienti:
“Quando sono arrivato, il Napoli era al 550° posto. Oggi è tra le prime quindici squadre al mondo. Voglio dire che ai risultati sportivi vanno aggiunti quelli economici. Non mi sono mai redistribuito i guadagni, ho sempre reinvestito tutto. E quest’anno ho chiuso il bilancio con 80 milioni di utili e una riserva di 154 milioni. Dopo lo scudetto, il primo che ho contattato è stato Thiago Motta ma lui non se l’è sentita di prendere l’eredità di uno che ha vinto lo scudetto in quel modo. Poi sono andato su Luis Enrique. Avevamo anche trovato un quasi accordo, ma poi ha detto di no, perché ambiva a guadagnare ancora di più. Ed è stata la volta di Nagelsmann. Ne ho consultati cinque o sei, non di più. Ma ho detto quaranta come boutade, per mischiare le carte. E alla fine sono arrivato su Garcia. Che in Italia aveva fatto due secondi posti con spogliatoi turbolenti, pieni di giocatori di grande livello. Avrei dovuto capire subito che non era la scelta giusta e mandarlo via già alla presentazione di Capodimonte, quando per tra volte ha ribadito di non aver mai visto una partita del Napoli”.

Napoli, De Laurentiis sulle mosse di calciomercato: “Abbiamo già venduto Elmas. Il rinnovo di Osimhen è praticamente fatto”
Tra pochi giorni riaprirà la finestra invernale di calciomercato e tra le squadre di Serie A più attive potrebbe esserci il Napoli. I campioni d’Italia azzurri sono alla ricerca di un terzino destro come vice-Di Lorenzo ma potrebbero fiondarsi anche su un profilo esperto al centro della difesa. Attenzione, infine, ai movimenti a centrocampo, sia in entrata che in uscita. Intanto, al Corriere dello Sport, il patron De Laurentiis, ha dato già qualche riferimento importante in tal senso:
“Sul mercato, talvolta ci prendi, talvolta no. Sai quanti giocatori sbagliati ha preso Giuntoli? Il famoso signor Kvara, per dirne una, è una segnalazione giunta a mio figlio Edoardo, da lui a Micheli e da Micheli a Giuntoli. Prima del covid ci chiesero trenta milioni, l’anno dopo l’abbiamo preso a undici. Certo, Natan è giovane
e viene dal Brasile in un ruolo difficile. Poi magari gli capita di dover giocare da esterno, insomma diamo tempo al tempo. Anche quando prendemmo Kim nessuno lo conosceva. A gennaio faremo almeno tre operazioni. Devo
rinforzare la difesa con un centrale e con un terzino destro, per avere un rincalzo di Di Lorenzo. E poi prendere un centrocampista, forse due. Elmas è già venduto. È uno che vuole giocare sempre, non ha capito che si è titolari anche se non si fanno novanta minuti. Con Zielinski stiamo parlando. Lui ha detto che voleva rimanere a Napoli tutta la vita. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo che, essendo un polacco, del sole e del mare gli interessa fino a un certo punto. Forse è abituato maggiormente a certe nebbie. Con il rinnovo di Osimhen siamo in dirittura d’arrivo”.
Fonte foto: SSC Napoli
