Le opzioni a disposizione non lasciavano presagire un sorteggio agevole. La sensazione è che l’urna non sia stata assolutamente clemente nei confronti dei campioni d’Italia in carica riservando loro un accoppiamento difficile, affascinante ma nel quale possono giocarsi le proprie carte in ottica passaggio del turno. Sarà il Barcellona, primo classificato nel girone H con 12 punti, a sfidare gli azzurri nel doppio confronto degli ottavi di finale di Champions League, andata prevista il 21 Febbraio al Maradona e ritorno in programma al Montjuic il 12 Marzo. I catalani hanno vinto il girone eliminatorio precedendo il Porto solo grazie ai due successi ottenuti negli scontri diretti, 1-0 in Portogallo e 2-1 in Spagna, mentre in Liga occupano, al momento, la terza posizione con 35 punti, staccati di sette lunghezze dal Real Madrid capolista. La doverosa premessa è che il calcio d’inizio della prima sfida è in programma tra oltre due mesi, arco temporale nel quale la situazione potrebbe radicalmente cambiare su ciascuno dei due versanti.
Quella allenata dalla leggenda Xavi è una formazione nella quale il talento è certamente sovrabbondante ma in questo momento, anche a causa dei diversi infortuni importanti che stanno falcidiando l’organico, denuncia diversi problemi dal punto di vista della continuità. I catalani prediligono un calcio offensivo che punta al dominio del gioco attraverso il possesso palla e quando perde la sfera fa scattare l’immediata riaggressione per difendere in avanti così da tenere l’avversario lontano dalla propria metà campo. La scelta di tenere la linea difensiva molto alta espone la squadra al rischio di subire le ripartenze avversarie, situazione nella quale i velocisti azzurri potrebbero esaltarsi. Lewandoski ed un rinato Joao Felix sono, senza alcun dubbio, le stelle indiscusse di una squadra che, pur nel pieno di un momento non positivo certificato dall’unico successo conquistato nelle ultime quattro di Liga, parte favorita in ottica discorso qualificazione ma a patto di giocare al massimo delle proprie possibilità nel corso dei 180 minuti perché, soprattutto se dovessero recuperare la piena efficienza sia dal punto di vista mentale che da quello tecnico-tattico, i partenopei sono un cliente scomodo che ha tutte le carte in regola per giocarsela alla pari e riuscire a sovvertire i pronostici di partenza.
