Guardare il petto, gonfiarlo d’orgoglio, ricordarsi del meraviglioso cammino che c’è dietro quella toppa e giocarsela a testa alta, da Campioni d’Italia! Questo l’imperativo del Napoli in vista della Finale di Supercoppa Italiana contro l’Inter, in programma questa stasera allo stadio Al-Awwal di Riyadh con il fischio d’inizio fissato alle ore 20:00 italiane (22:00 locali). Il destino concede dunque a Walter Mazzarri l’occasione di riprendersi quella Supercoppa che l’11 agosto del 2012 gli fu ingiustamente sottratta dalla scandalosa direzione dell’arbitro Mazzoleni, nonché la possibilità di aggiudicarsi il suo secondo trofeo con il Napoli dopo la Coppa Italia alzata nella notte del 20 maggio 2012 allo stadio Olimpico di Roma, con gli azzurri che batterono la Juventus per 2-0 grazie ai gol segnati da Edinson Cavani e Marek Hamsik.
La devastante Inter vista in Semifinale contro la Lazio fa indubbiamente paura, ma, così come dichiarato anche da capitan Di Lorenzo in conferenza stampa, le Finali fanno storia a sé ed il Napoli, nonostante le varie defezioni tra infortuni e Coppa d’Africa, è pronto a far valere le proprie qualità e a gettare il cuore oltre l’ostacolo per provare a conquistare un trofeo che rappresenterebbe un traguardo fondamentale sotto tanti punti di vista e che può essere la medicina per tornare ad essere se stessi. L’auspicio è che la Semifinale contro la Fiorentina possa davvero aver segnato il tanto agognato punto di svolta di questa stagione. Quanto accaduto lo scorso giovedì è la dimostrazione che ciò di cui il Napoli ha bisogno per ritrovarsi, in questo momento storico, è che Mazzarri faccia Mazzarri. Infatti il tecnico di San Vincenzo è tornato alle origini schierando il 3-4-3 ed il risultato è stato un Napoli decisamente più compatto, ordinato tatticamente, che non ha dato punto di riferimento alla Fiorentina, che ha concesso poco o nulla in termini di palle gol e che, oltre alla solidità difensiva, ha ritrovato anche la concretezza in fase realizzativa. Gli aspetti attraverso i quali passa la guarigione sono proprio i seguenti: solidità e concretezza.
Sicuramente è da apprezzare il tentativo di Mazzarri di riproporre i meccanismi di gioco del Napoli spallettiano, inizialmente si è sperato che questa operazione potesse riuscirgli, ma il campo ha purtroppo dimostrato che il Napoli di Spalletti è un capitolo ormai chiuso. Di conseguenza è giusto che adesso Mazzarri faccia quel che rientra nelle proprie corde.
In chiave futura chiaramente l’obiettivo dovrà essere quello di tornare a giocare un calcio moderno e propositivo, ma ciò che è giusto fare per il presente è proseguire sulla strada stracciata in Napoli-Fiorentina. Del resto, in merito a questo tema, va anche considerato che Mazzarri non è stato il successore di Luciano Spalletti, ma è tornato a Napoli trovando le macerie ed ereditando una squadra demolita tatticamente, atleticamente e mentalmente da Garcia e dal suo staff. Se mister Walter fosse stato l’allenatore del Napoli da inizio stagione, sicuramente la riproposizione dei principi di gioco spallettiani avrebbe avuto una maggiore possibilità di riuscita, visto che ci sarebbe stato modo di proseguire su quella strada con una squadra che non aveva mai smesso di farlo. Partendo da queste premesse, il compito di non stravolgere la macchina perfetta costruita dal tecnico fautore del terzo scudetto e di permettere ai calciatori di proseguire su quella stessa lunghezza d’onda spettava quindi al primo allenatore dopo Spalletti.
Riguardo all’undici titolare con cui scenderanno in campo gli azzurri, sembra pressoché certa la conferma del 3-4-3 e degli stessi undici scesi in campo dal primo minuto contro la Fiorentina. Tra i pali ci sarà Gollini. La linea a tre di difesa vedrà Di Lorenzo, Rrahmani e Juan Jesus. A centrocampo Mazzocchi occuperà la corsia di destra, Mario Rui quella di sinistra e i due in mediana saranno Cajuste e Lobotka. Davanti sarà nuovamente Giovanni Simeone ad agire al centro del tridente, con ai suoi lati Politano e Kvaratskhelia. Nel frattempo nella giornata di domenica hanno raggiunto il gruppo squadra gli ultimi due innesti, vale a dire Cyril Ngonge e Hamed Junior Traoré. Ngonge sarà a disposizione e partirà dalla panchina, mentre Traoré, così come dichhiarato da Mazzarri, avrà bisogno di sottoporsi ad una mini preparazione considerato che tra gli infortuni e la malaria non gioca con continuità da diverso tempo.
Dall’altro lato Simone Inzaghi schiererà il suo consueto 3-5-2. In porta ci sarà Sommer. In difesa è in dubbio Bastoni per via di problemi fisici accusati in allenamento, dunque a comporre il terzetto con Acerbi e Pavard ci sarà probabilmente De Vrij. La linea a cinque di centrocampo vedrà Dumfries e Dimarco sulle corsie esterne con in mezzo Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan. Il tandem d’attacco sarà formato da Thuram e Lautaro Martinez.
Probabili formazioni
Napoli (3-4-3) Gollini – Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus – Mazzocchi, Cajuste, Lobotka, Mario Rui – Politano, Simeone, Kvaratskhelia. All. Mazzarri
Inter (3-5-2) Sommer – Pavard, De Vrij, Acerbi – Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco – Thuram, Lautaro. All. Inzaghi
