IL PUNTO DEL GIORNO DOPO – Napoli-Verona 2-1: l’eurogol di Kvara tiene gli azzurri a galla. Ottimo impatto dei subentrati

Il Napoli batte il Verona grazie al gol capolavoro messo a segno di Khvicha Kvaratskhelia. Una vittoria al cardiopalma, ottenuta in rimonta con rete decisiva nei minuti finali, dunque con modalità molto simili a quelle verificatesi in occasione della gara disputata lo scorso 13 gennaio contro la Salernitana, quando a far esplodere il Maradona fu il gol siglato da Amir Rrahmani al minuto 96. Napoli che ha avuto un approccio positivo alla gara, esprimendosi su alti ritmi nel primo quarto d’ora. Ma in seguito la squadra è andata man mano spegnendosi e da dopo il 20′ ha di fatto creato una sola palla gol fino al vantaggio scaligero, arrivato al 72′.

Da premiare la reazione veemente in seguito alla doccia fredda. A cambiare volto agli azzurri sono stati i subentrati, con infatti Mazzocchi, Ngonge e Lindstrom che hanno avuto un forte impatto sulla gara e dato nuova linfa all’offensiva. Mazzarri, al momento dell’ingresso di Ngonge e Lindstrom, è passato al 4-2-3-1, con il belga ad agire da esterno a destra ed il danese e Kvara ad alternarsi tra la la posizione di esterno a sinistra e quella di trequartista. L’idea di Mazzarri di accentrare il raggio d’azione di Kvara si è confermata interessante, considerato che il georgiano in tal modo ha la possibilità di svariare su tutto il fronte offensivo e di conseguenza di essere più imprevedibile, liberandosi dalla marcatura sulla fascia, dove è stabilmente raddoppiato o addirittura triplicato.

Al netto del sollievo per i preziosissimi tre punti conquistati, resta la consapevolezza di un Napoli con ancora diverse difficoltà. La pecca principale è probabilmente data proprio dalla mancanza di una via di mezzo tra prudenza e solidità. Oggi infatti gli azzurri danno la sensazione di essere una squadra che se in campo ha un atteggiamento prudente riesce ad essere solida difensivamente ma tira in porta di rado, mentre così come è più propositiva perde di equilibrio. Alla luce di questa difficoltà dunque, nella speranza che man mano si giunga ad una via di mezzo, la soluzione più idonea è quella di essere camaleontici ed adattarsi alla tipologia di avversario.

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