Si assottiglia ulteriormente il margine per la salvezza in casa Salernitana. Per tentare il tutto per tutto, il club granata si è affidato al mister Fabio Liverani, ex tecnico di Genoa, Lecce e Cagliari, che già da venerdì proverà l’impresa a San Siro contro l’Inter. Quest’oggi, 12 febbraio, è andata in scena la conferenza stampa del nuovo allenatore:
“Ero a Parigi quando è arrivata la chiamata del direttore. E’ una rosa diversa rispetto a quella di luglio. Dobbiamo ragionare gara dopo gara, senza fare tabelle. La squadra ha valori individuali medio-alti, ma è il collettivo che, ad oggi, ha espresso poco. Dobbiamo diventare un gruppo in poco tempo. Se oggi ho accettato, a prescindere dalla storia emozionante che ha raccontato il direttore, è perché credo che si possa ambire ad avvicinarci alle avversarie che sono davanti a noi”.
Sulle difficoltà nella costruzione del gioco a causa dell’assenza di un play
“Quel ruolo lì si può interpretare in modi diversi. Nella rosa non ci sono caratteristiche del regista classico. Tuttavia in organico c’è qualcuno con cui si può lavorare. La posizione dei piedi e del corpo fa la differenza. Se ti muovi bene, l’avversario fatica ad attaccarti e gestisci meglio le difficoltà. Kastanos è uno di quelli che ha maggiore qualità e posso impiegarlo in diversi ruoli. Capiremo se occorre tecnica dalla metà campo in su o se voglio una Salernitana che costruisca dal basso. Devo metterlo nelle condizioni di esprimersi”.
Sulla durata del contratto
“La società e il direttore mi hanno scelto per ciò che serve adesso. Abbiamo 4 mesi per conoscerci, per valutarci. Se ci salveremo, ragioneremo e capiremo le volontà. Quelle che vanno oltre il pezzo di carta. Se l’impresa non riesce ma si sta bene insieme parliamo di nuovo con totale serenità. Se va tutto bene e le strade si separano, va bene così e ci godremo la gioia dell’impresa. Nessuno può sapere cosa accadrà in futuro”.
Su quello che potrà essere il rendimento del reparto offensivo
“Noi dobbiamo essere equilibrati, ma la classifica impone di vincere le partite. L’arrivo di difensori forti ci permetterà di avere le spalle coperte e di mettere in campo tanti calciatori di qualità. Candreva, Kastanos, Dia sono elementi di spessore, vanno messi vicino alla porta. Abbiamo in rosa esterni di gamba che sanno saltare l’uomo. So che partiamo con l’Inter, ma ogni gara è una opportunità e ci sono punti in palio. Abbiamo necessità di provarci contro tutti. Dal punto di vista tecnico ci dobbiamo appoggiare a Candreva e a Dia. Gente di carisma tecnico non indifferente. Bisognerà aiutarsi a vicenda, i calciatori di qualità vanno messi in condizione di esprimersi. Sono calciatori ai quali bisogna lasciare un minimo di libertà e spazio, l’importante è che siano armonici con i compagni nelle due fasi. Se l’Inter porta due attaccanti ad abbassarsi di 25 metri, dobbiamo lavorare anche noi sotto questo punto di vista”.
Sul nuovo capitano
“Quanto alla fascia, dico che lo spogliatoio è sacro e va gestito. Ho grande rispetto e lascio la gestione ai calciatori, tuttavia il controllo di qualunque cosa passerà da me. Le regole le decido io. Se però non ci sono situazioni sulle quali intervenire, credo che sia giusto lasciare tutto uguale. Sono passati otto mesi e sono il terzo allenatore”.
Fonte foto: US Salernitana
