Nel pieno di una ricostruzione quasi totale, il Napoli targato Antonio Conte si appresta a bagnare il proprio esordio nella Serie A 2024/2025. Il campionato azzurro parte dallo stadio Bentegodi di Verona, proprio come il 15 agosto di due anni fa, quando il Napoli si impose ai danni dell’Hellas Verona con un roboante 2-5, ottenendo una vittoria che segnò l’inizio della meravigliosa cavalcata verso la conquista del terzo scudetto. Altro precedente altrettanto significativo risale alla stagione 1984/1985, quando Verona-Napoli passò alla storia come la prima partita disputata da Diego Armando Maradona nel campionato italiano; il risultato finale fu di 3-1 in favore degli scaligeri, che in quell’annata si cucirono il tricolore sul petto. La speranza di tutti i tifosi partenopei è che anche questa volta un Verona-Napoli alla prima giornata di campionato possa rappresentare l’inizio di un capitolo da ricordare.
Alla vigilia hanno generato non poco rumore in casa Napoli le dure dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa da Antonio Conte, che, sulla stessa lunghezza d’onda di quanto affermato dopo la partita di Trentaduesimi di Coppa Italia contro Modena, ci ha tenuto a sottolineare, in maniera ancor più esplicita, quanto la situazione sia ad oggi precaria, del tutto manchevole di solide certezze, che si riparte quasi dall’anno zero e che tutte le componenti debbono dare il 200% affinché si riesca ad andare oltre i propri limiti. Il tecnico salentino è parso visibilmente avvilito in merito alla fase di stallo che sta vivendo il mercato in entrata, il cui ritardo è stato generato principalmente dal non essere ancora riusciti a trovare una quadra per quanto concerne il caso Osimhen ed in generale alla difficoltà nel piazzare i vari esuberi. Come giustamente affermò in seguito alla sofferta qualificazione ai Sedicesimi di Coppa Italia, vi sono delle situazioni oggettive, ulteriormente emerse proprio in occasione della prima partita ufficiale della stagione, su tutte la mancanza di un centravanti di ruolo. È infatti sotto gli occhi di tutti che per consegnare a Conte un organico che possa definirsi completo in ogni reparto urgano come minimo altri 4/5 innesti. Il passaggio più pesante in assoluto della conferenza pre Verona-Napoli, è stato probabilmente quello in cui Conte ha dichiarato che pensava di trovare una situazione migliore ma che ha invece fatto fatica a riscontrare sorprese positive. Parole preoccupanti da cui emergono massima chiarezza e sincerità, ma che ci si augura possano essere parzialmente frutto di una strategia comunicativa volta ad allontanare pressioni ed aspettative.
In merito all’undici titolare con cui gli azzurri scenderanno in campo, le scelte del mister sembrano definite. L’unico dubbio è legato alle condizioni Alessandro Buongiorno, che nella giornata di giovedì ha rimediato una distorsione alla caviglia. L’ex Torino tuttavia sembra avere buone possibilità di giocare dal primo minuto. Lo schema di gioco sarà sempre il 3-4-2-1. Tra i pali ci sarà Meret. La linea a tre di difesa vedrà con ogni probabilità Rrahmani agire da braccetto di destra, Buongiorno al centro e Mathias Olivera andare ad occupare il ruolo di braccetto sinistro. Di conseguenza Di Lorenzo, che durante il precampionato e contro il Modena è stato schierato da braccetto di destra, dovrebbe occupare la posizione di esterno di centrocampo. Dunque a comporre il quartetto di centrocampo ci saranno presumibilmente Di Lorenzo sulla corsia di destra, Spinazzola a sinistra ed Anguissa e Lobotka in mediana. Mentre se infine Buongiorno non dovesse essere in condizione di scendere in campo, il suo sostituto al centro della retroguardia sarebbe Rrahmani, con Di Lorenzo che tornerebbe nella posizione di braccetto di destra e Mazzocchi che andrebbe ad agire sulla fascia destra della linea a quattro di centrocampo. In attacco sarà probabilmente di nuovo Raspadori il centravanti titolare, dunque nonostante in occasione di Napoli-Modena non abbia convinto, l’ex Sassuolo dovrebbe essere ancora una volta preferito a Simeone. Alle spalle del terminale offensivo agiranno Politano e Kvaratskhelia.
Di fronte ci sarà un Verona anch’esso in ricostruzione e reduce da numerosi cambiamenti, a partire dalla presenza di Paolo Zanetti in panchina. Il tecnico ex Venezia e Empoli dovrebbe schierarsi con il 4-2-3-1. In porta ci sarà Montipò. Il quartetto di difesa dovrebbe essere composto da Tchatchoua, Magnani, Dawidowicz e Okou. I due mediani saranno Serdar e Duda. Mentre in avanti probabile la presenza di Suslov, Harroui e Lazovic a supporto del danese Tengstedt, che parte favorito nel ballottaggio col colombiano Mosquera.
Probabili formazioni
Verona (4-2-3-1) Montipò – Tcatchoua, Dawidowicz, Magnani, Okou – Serdar, Duda – Suslov, Harroui, Lazovic – Tengstedt. All. Zanetti
Napoli (3-4-2-1) Meret – Rrahmani, Buongiorno, Olivera – Di Lorenzo, Anguissa, Lobotka, Spinazzola – Politano, Kvaratskhelia – Raspadori. All. Conte
