Quasi una settimana dopo la vittoria del campionato di Eccellenza da parte dell’Afragolese, uno dei protagonisti dell’annata rossoblù, l’attaccante Ciro Simonetti, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di Campania Nel Pallone.
Questa con l’Afragolese è stata la tua terza promozione negli ultimi tre anni. Quale tra queste, ti è rimasta più impressa?
“Non ce n’è una che mi è rimasta più impressa perché sono state tutte e tre significative. Ad Ischia la raggiunsi nell’anno del centenario e fu una grandissima stagione. A Pompei portai la squadra a fare il suo primo campionato di Serie D e poi c’è questa ad Afragola dove abbiamo superato tutti i record: abbiamo vinto il campionato da imbattuti con la miglior difesa e il miglior attacco. È stata un’annata indimenticabile.
Questa è stata una vittoria speciale che dedico alla mia famiglia che mi è sempre stata vicina nei momenti belli e brutti. Poi la dedico anche a mio fratello e a mio papà che purtroppo non ci sono più. Sono loro che mi danno la forza necessaria per scendere in campo.”
Anche quest’anno hai raggiunto la doppia cifra. In questo momento sei a 17 gol stagionali (15 in campionato e due in Coppa), credi di riuscire a raggiungere la quota 20 in queste poche giornate rimanenti?
“Nonostante sia un esterno d’attacco, sono sempre riuscito ad andare in doppia cifra. Ogni giorno cerco di migliorarmi e ad oggi ho superato il mio record dell’anno scorso che mi aveva visto raggiungere le 16 reti stagionali. Ora mancano due gare, posso dirti che proverò in tutti i modi ad arrivare alle 20 reti stagionali. Mai dire mai.”
Negli ultimi anni hai affrontato squadre importanti ecco. Qual è la squadra che ti ha messo più in difficoltà?
“Ho sempre avuto la fortuna di giocare nelle migliori squadre della categoria. Quest’anno nessuna squadra mi ha impressionato. Negli anni addietro invece ti devo dire il Pompei, quando militavo nell’Ischia, e l’Acerrana, quando militavo nel Pompei.”
Nel corso della tua carriera sei passato dalla Prima Categoria all’Eccellenza senza mai toccare la Serie D. Dietro questa statistica c’è una motivazione precisa?
“Purtroppo, l’anno in cui dovevo giocarla è venuto a mancare mio fratello. In quel momento, era la stagione 2015/2016, smisi di giocare. Ho deciso di ripartire praticamente dalla Prima Categoria e sono arrivato da solo a questi livelli. Io sono del parere che la Serie D la devo fare protagonista perché se devo andare in quella categoria a fare la comparsa, preferisco rimanere in Eccellenza.”
Nel corso della tua carriera hai avuto tanti allenatori. Chi, secondo te, è riuscito a sfruttare al meglio le tue caratteristiche e chi invece ti ha sottovalutato?
“Fortunatamente, ho sempre avuto allenatori bravissimi che sapevano sfruttare al meglio le mie caratteristiche tecniche e fisiche. Degli esempi sono De Stefano, Buonocore, Ciaramella, Scarlato, Borrelli e Maradona Jr. Ho avuto problemi solo con pochi mister che, per correttezza, preferisco non citare.”
Foto: AC Afragolese
