Il Napoli si impone sull’Empoli con un netto 3-0 e risponde all’Inter, riportandosi a tre punti dalla vetta e conquistando una vittoria che risultava necessaria per restare aggrappati al sogno scudetto. Contro gli uomini di Roberto D’Aversa, gli azzurri hanno ottenuto proprio la tipologia di vittoria che si auspicava riuscissero a conseguire, serviva infatti un successo in scioltezza, che fungesse da iniezione di fiducia e che, per l’appunto, potesse aiutare la squadra a ritrovare quelle certezze che da inizio febbraio, anche per via dei numerosi infortuni, hanno vacillato. La speranza di tutti i tifosi partenopei per questo rush finale, è che il Napoli possa tornare a dotarsi con continuità di quella brillantezza, consapevolezza e solidità che hanno caratterizzato il percorso netto tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, che ha visto gli uomini di Conte inanellare una serie di sette vittorie consecutive e fornire delle prove di forza a dir poco significative, quali le magistrali affermazioni in casa di Fiorentina ed Atalanta e la perentoria rimonta al Maradona contro la Juventus.
Tra le motivazioni del rendimento altalenante a partire da Roma-Napoli dello scorso 2 febbraio, c’è sicuramente la discontinuità spesso mostrata nell’arco dei novanta minuti, infatti negli ultimi due mesi e mezzo, vedi anche le recenti sfide con Milan e Bologna, gli azzurri hanno a più riprese palesato un ampio divario prestazionale tra i due tempi, accusando nei secondi tempi dei cali inaspettati rispetto a dei primi tempi giocati ad alta intensità. Esempio lampante di tale tendenza sono i ben sette punti lasciati per strada nelle riprese durante l’arco temporale intercorso tra la trasferta di Roma sponda giallorossa e quella del Dall’Ara contro il Bologna. Il miglior secondo tempo disputato dal Napoli in tale periodo lo si è visto indubbiamente in occasione dello scontro diretto con l’Inter, in una partita che gli azzurri hanno dominato in lungo e in largo per quasi gli interi novanta minuti e che avrebbero ampiamente meritato di vincere.
Contro l’Empoli si attendevano risposte importanti anche sotto il profilo della costanza nell’arco della partita e questa volta la metamorfosi non è avvenuta, anzi, nella ripresa il Napoli ha ulteriormente alzato i giri del proprio motore e chiuso agevolmente la pratica, con Lukaku e McTominay sugli scudi. Nel primo tempo qualche piccola sbavatura difensiva c’è stata e fino all’intervallo l’Empoli è stato in partita, rendendosi anche pericoloso in un paio di situazioni. Tuttavia nella seconda frazione non c’è stata storia, il Napoli ha infatti immediatamente dato la sensazione di cercare il raddoppio con determinazione e veemenza ed è riuscito ad imporre il proprio gioco con qualità e ritmo.
Il gol del vantaggio è stato confezionato da due vere e proprie prodezze a firma di Lukaku e McTominay, con quest’ultimo andato a segno tramite una splendida percussione palla al piede ed una conclusione potente e precisa dal limite dell’area; il tutto dopo aver ricevuto palla dal centravanti belga, che ha protetto palla sulla fascia sinistra per poi rendersi autore di un prodigioso passaggio filtrante ad aprire il campo. In questo Napoli-Empoli, Big Rom ha fornito una delle migliori prestazioni in assoluto da quando è approdato all’ombra del Vesuvio; segnando la sua dodicesima rete in questa Serie A, facendo segnare, palesandosi stabilmente nel vivo del gioco e costituendo un preziosissimo punto di riferimento per i compagni nell’arco dell’intera partita, tramite un egregio lavoro di difesa della palla per aprire spazi.
Ha portato la firma dei due migliori in campo della serata anche il terzo gol, con McTominay a realizzare di testa la sua doppietta personale ed il suo ottavo gol complessivo in campionato su un cross pennellato al centro dell’area da Lukaku, che ha così raggiunto la doppia cifra anche di assist. il gigante anglo-scozzese e l’attaccante belga hanno persino sfiorato rispettivamente la tripletta di gol e la tripletta di assist in occasione del palo colpito dal numero 8 su un’altra assistenza dell’11. McTominay si è reso protagonista dell’ennesima prestazione da calciatore universale per abilità nell’abbinare qualità e quantità e nell’interpretare impeccabilmente entrambe le fasi, manifesta tecnica, classe, fisicità, capacità di inserimento, doti da cecchino al tiro ed allo stesso tempo un notevole apporto in interdizione. Nota negativa della serata è stata l’infortunio rimediato da Juan Jesus, in merito al quale purtroppo non filtra ottimismo, si prospetta infatti uno stop non breve. Dato che anche Buongiorno è fermo per infortunio e che non dovrebbe farcela a tornare in campo prima della gara casalinga contro il Torino, in quel di Monza ad affiancare Rrahmani al centro della difesa ci sarà Rafa Marin, che bagnerà il suo esordio da titolare in Serie A.
Il Napoli ha dunque risposto presente dinanzi ad un Maradona sold out per l’undicesima volta in stagione e la sesta consecutiva. Ora, per coltivare fino alla fine le ambizioni di gloria, l’obiettivo da porsi è quello di ritrovare continuità di risultati e prestazioni; perché il raggiungimento dell’agognato traguardo è ancora possibile, ma può passare soltanto per un ruolino di marcia che rispecchi la squadra granitica ammirata tra dicembre e gennaio.
Foto: SSC Napoli
